Le scorie delle fatiche di coppa in settimana sortiscono risultati imprevisti in questo quinto turno di campionato. Lo Sporting affonda, il Porto si salva in casa dell’ultima in classifica. Il Benfica batte il Braga ed è primo da solo.

Capitombolo inatteso, alla vigilia, dello Sporting con il Rio Ave. Gli uomini di Jorge Jesus appaiono ancora con la testa al Bernabeu, dove mercoledì in Champions sono stati raggiunti e superati nel recupero. A Vila do Conde, i “Leones” provano a indirizzare subito la partita dalla loro parte e al 9’ A.Ruiz scalda i pugni di Cassio.
Ancora Cassio è bravo al 28’, prima su Gelson e poi sul tentativo a seguire di Andrè, a negare il vantaggio alla squadra ospite, fino a questo momento imbattuta in campionato. La spinta della squadra della capitale si esaurisce qui, il classico 4-4-2 proposto da Jesus non è incisivo come i giorni migliori, e il Rio Ave ne approfitta. Al 29’ Roderick taglia la difesa sul lato destro della porta difesa da Rui Patricio, come fosse burro, e serve al centro un invitante pallone, dove l’accorrente Tarantini non ha difficoltà a trasformare in rete.
I padroni di casa prendono fiducia, lo Sporting si scopre troppo nella ricerca del pareggio. Nasce da qui il raddoppio. Al minuto 36’, Gil Dias è bravo a trovare il corridoio giusto, dove Guedes, scattato sul filo del fuorigioco, non si fa pregare per entrare in area e battere con un diagonale chirurgico l’attonito Rui Patricio.
I bianco-verdi sono sulle ali dell’entusiasmo, comprendono il disagio dei capitolini, e affondano nella difesa disorientata degli ospiti. Guedes restituisce il favore a Gil Dias, e al 43’ minuto il Rio Ave si trova avanti per 3-0. Nella ripresa Il tecnico dello Sporting prova a mischiare le carte inserendo B.Ruiz e Dost. Ma il risultato è ampiamente compromesso, i “Leones” ci provano senza convinzione. Al 82’, su assist di Gelson, Dost segna di testa il goal della bandiera.
Brutta battuta di arresto per lo Sporting, soprattutto in termini di gestione nervosa degli impegni ravvicinati. Il Rio Ave esce galvanizzato da questa giornata, più conscio dei propri mezzi, con la consapevolezza di poter abitare i piani alti della classifica fin dalle prossime giornate.

Un coriaceo Tondela inchioda il Porto, in un pareggio a reti bianche.
Un Tondela gagliardo e per nulla intimo dalla differenza di valori in campo, si schiera agli ordini di Petit con 4-3-3 a trazione anteriore. I giallo-verdi reclamano in apertura per un presunto fallo su Helder Tavaares commesso da Telles.
I “Dragoes”, per arginare l’intraprendenza dei padroni di casa, aumentano la densità a centrocampo.
Per tutto il primo periodo non si registrano pericoli dalle parti dei rispettivi estremi difensori.
Al 60’ Depoitre di testa non trova la porta da posizione favorevole per sbloccare il risultato.
La migliore occasione per il Tondela si manifesta al 72’ quando Murillo è rapido a involarsi nella difesa ospite, ma a tu per tu con Casillas, gli spara addosso la palla del possibile vantaggio. Il Porto, passato il pericolo, riesce tra l’81esimo e l’83esimo a mandare Andrè Silva due volte alla conclusione. Prima spara addosso al portiere in uscita; poi la sua seconda conclusione si perde a lato di pochi centimetri dal palo.
In pieno recupero, gli uomini di Espirito Santo confezionano la più nitida occasione per sbloccare il risultato, ma è bravissimo Claudio Ramos ad ipnotizzare in uscita Adrian. Iniezione di fiducia per il Tondela, mentre il Porto può guardare il bicchiere mezzo pieno per aver rosicchiato un punto allo Sporting, dopo la sconfitta nello scontro diretto di due settimane orsono.

Chi ne approfitta al meglio della situazione è il Benfica che regola nel posticipo il Braga per 3-1.
I campioni in carica vogliono i tre punti per issarsi al vertice, e già al primo minuto Mitroglou lascia partire un velenoso sinistro da fuori area, a lato di poco.
Il 4-2-3-1 scelto da mister Peseiro crea qualche problema alla costruzione della manovra dei capitolini. Da un errato disimpegno di Fejsa, al 3’, Hassan non riesce a sfruttare il regalo ricevuto e conclude fuori bersaglio. Ci vuole una tempestiva uscita di Julio Cesar al 5’ per salvare il risultato su conclusione ravvicinata di Pedro Santos.
Il Benfica, ripreso più volte da Rui Vitoria, riesce finalmente a rendersi pericoloso; al minuto 11 Salvio si vede respingere il tiro da un Marafona ben piazzato. Alex Grimaldo, sulla fascia sinistra, è imprendibile per gli ospiti: in prima persona al 19’ riesce a portare un tiro insidioso, respinto dall’estremo difensore del Braga. Gli ospiti sono alle corde, e il Benfica ne approfitta. Al 27’ Goncalo Guedas serve un invitante pallone al centro area, dove Mitroglou si avventa e lascia partire un preciso tiro che si insacca sul secondo palo. I “ Guerreiros do Minho” avrebbero l’occasione di pareggiare ma la botta di Ricardo Horta al 36’ è deviata dal sempre attento estremo brasiliano ex Inter.
Julio Cesar che devia ancora in calcio d’angolo un prepotente stacco areo di Rosic in recupero.
Nel secondo tempo Marafona si esibisce con una parata plastica al 50’ su punizione di Goncalo Guedes deviata dalla barriera.
Le “Águias” sono determinate nel cercare il raddoppio, spostano ulteriormente il baricentro in avanti e aumentano il pressing a tutto campo.Ancora Guedes ci prova al 69’ con un tiro da fuori area che trova ben piazzato il portiere ospite. Al 74’ su batti e ribatti in area una deviazione di Douglas Coutinho permette a Pizzi di ricevere a pochi passi dalla porta avversaria e siglare il 2-0.
Le veementi proteste dello Sporting, per posizione di partenza irregolare di Pizzi, portano all’espulsione dell’allenatore Peseiro. Il Benfica dilaga, Nelson Semedo serve un cross al millimetro sulla testa di Mitroglou che da meno di due metri dalla porta non sbaglia. 3-0 al 78’.
C’è ancora il tempo, per il Braga, di trovare il goal che riduce il passivo. Rosic salta più in alto di tutti e segna il definitivo 3-1 al minuto 90.
Un Benfica che come al solito, nei momenti decisivi della stagione, non ammette rallentamenti e passa in testa a condurre il campionato. Ottima prova dei bianco-rossi che sembrano l’unica squadra portoghese a non risentire delle fatiche di coppa.

Nel derby di Funchal tra Nacional e Maritmo, i bianconeri ottengono la prima vittoria stagionale. In questo scontro salvezza, le squadre sono schierate entrambe con il modulo 4-2-3-1. I padroni di casa partono con brio e con le occasioni create da Washington Santana al 2’ e Victor Garcia al 13’ si dimostrano subito intraprendenti. Gli uomini di Gusmao, al 20′, vanno vicini al vantaggio esterno, quando Edgard Costa è abile a trovare lo spazio per incunearsi in area. Rui Silva prima è ottimo nel scegliere il tempo dell’uscita, poi fortunato nel ritrovarsi il pallone smorzato tra le braccia.
La voce di tuono di Machado risuona nell’Estadio di Madeira, e sprona il Nacional. Al 31’ Agra porta in vantaggio i suoi con un goal da cineteca. Sulla corta respinta di testa da parte di Samuel Santos, il centravanti si esibisce in una rovesciata da manuale, il pallone si insacca alle spalle di un Gottardi rimasto giustamente pietrificato.
Nella ripresa gli arancio-verdi tentano di rientrare in partita, Baldè al 60’ impegna severamente Rui Silva. Il Nacional fatica a difendere il vantaggio. Su un’azione confusa al limite dell’area, il tiro di Samuel Santos al minuto 75’ fa venire i brividi ai tifosi di casa.
In pieno recupero, c’è il raddoppio dei bianco-neri: su tiro-cross di Bonilla, Fabio China infila la sua porta, in un goffo tentativo di liberare la propria area. Boccata di ossigeno per gli “Alvinegros”, che con questi 3 punti possono guardare alla lotta salvezza con più serenità.

Le ambizioni del Vitoria Setubal subiscono una frenata, dopo il capitombolo interno per 1-4 ad opera del Pacos Ferreira. Al pronti-via gli ospiti sono subito in vantaggio. Al 3’ la difesa dei “Sadinos” combina un pasticcio, dove Fabio Pacheco non riesce a liberare e Valente da pochi passi trova un facile appoggio per portare in vantaggio i suoi. La reazione dei padroni di casa è veemente: al 11’ Andrè Claro non trova lo specchio, su una tamburellante azione offensiva dei bianco-verdi.
Al 21’ gli uomini di Couceiro raggiungono il pareggio. Su calcio d’angolo Vasco Fernandes è appostato sul secondo palo, e con un preciso piatto dal basso verso l’alto batte Trigueira.
Tra il 38’ e il 40’, la partita di fatto si chiude. I giallo-verdi trovano al 38’ il goal con Welthon, che dopo un’azione personale, dal limite fa partire un velenoso tiro sul secondo palo che si insacca alle spalle del portiere di casa.
Ancora Welthon, 2 minuti dopo, è bravo a trovare la stoccata giusta su un’azione del Pacos Ferreira viziata da posizione di sospetto fuorigioco di partenza. Si chiude così la prima frazione, con i “Castores” avanti per 3-1.
Il secondo tempo è pura accademia: gli uomini di Carlos Pinto amministrano il risultato, facendo grande densità a centrocampo; mentre il Vitoria ci prova senza convinzione, consapevole del passivo alle spalle già accumulato nel primo tempo.
C’è ancora il tempo per rendere oltremodo pesante il risultato, quando al 74’ Valente con un dubbio tocco di mano punisce una difesa di casa ancora una volta troppo tenera. Finisce tra i fischi dei tifosi del Bonfim, che accompagnano l’uscita dal campo dei padroni di casa. Brutta sconfitta del Setubal, che dovrà dimenticare in fretta questa partita e ritrovare il cammino fin qui soddisfacente. Per il Pacos, un’iniezione di fiducia per risalire la classifica verso le parti più nobili ambite dalla dirigenza.

Partita a senso unico tra Estoril e Moreirense.
La squadra di casa è determinata nella ricerca della prima vittoria stagionale e sfodera una prestazione convincente in termini di qualità e sostanza. I gialli si portano avanti al 9’ con un goal di Matheus Indio, bravo a esaltarsi nel 4-3-3 messo in mostra da Fabiano Soares. Trovato il vantaggio, i “Canarinhos” lasciano il pallino del gioco agli avversari, ma non si fanno mai trovare fuori posizione. Di fatto la Moreirense, pur chiudendo la partita con un 61% di possesso palla, non insidia mai la porta difesa da Moreira.
Al minuto 80’ l’Estoril trova il raddoppio direttamente da calcio d’angolo, ancora con Matheus Indio. La traiettoria descritta dal piede del brasiliano è perfetta, in termini di velocità e precisione. Applausi decisi dal pubblico del Antonio Coimbra da Mota, che può tornare a guardare con fiducia al futuro. Troppo brutta per essere vera la Moreirense, troppo scialba sotto-porta. Ci aspettiamo una pronta riscossa da parte dei bianco-neri.

Di fronte al proprio pubblico il Vitoria Guimaraes non riesce ad aver ragione di una Belenenses brava e fortunata.
Allo stadio Dom Alfonso Henriques i padroni di casa cominciano la gara a testa bassa. Al 12’ sono già in vantaggio. Su lancio lungo dalle retrovie, lo scatto di Marega è quello di una pantera, che controlla poi il pallone e si invola nell’area, concludendo con un pallonetto micidiale per Ventura.
Il capocannoniere del torneo ha ancora un’occasione al minuto 18’, ma la sua conclusione si spegne a lato di poco.
I bianco-neri, nella ripresa, hanno occasioni a ripetizione con Soares e l’irresistibile Marega, ma sono imprecisi quando arriva il momento di scoccare il tiro decisivo. Il Vitoria non riesce a chiudere la partita e nel più classico dei ribaltamenti di fronte gli ospiti giungono al pareggio. Joao Palhinha trova il tempo ottimale per colpire di testa al 74’ ed ammutolire i 12953 spettatori presenti. Gli uomini di Pedro Martins, non hanno più né l’idee né la forza per cercare di riportarsi avanti. Merito anche dei bianco-blu che riescono a imbrigliare i rivali e chiudere ogni varco.
La Belenenses si conferma una squadra difficile da affrontare; in questo primo scorcio di stagione, ha impressionato negli uomini di Velazquez la forza di reagire nelle situazioni più complicate.

Le neo-promosse si confermano matricole terribili, ed ottengono importanti successi esterni. La Feirense si impone all’ultimo respiro sul Boavista. Dopo aver faticato a contenere gli attacchi delle “Panteras Os Axadrezados” gli ospiti passano in vantaggio con Tiango Silva al 28’ su rapido capovolgimento di fronte. Nella ripresa la squadra di Oporto giunge al pareggio, grazie ad un pregevole tiro al volo di sinistro per opera di Bukia, che s’infila nel sette alle spalle di un incolpevole Pecanha.
Il Boavista prova a ripendere la partita, ma i suoi attacchi vanno a sbattere contro la difesa degli uomini di Mota.
All’89’, in fase di disimpegno, Lucas si addormenta con il pallone tra i piedi; Platiny, pronto in agguato, gli sottrae la sfera e al difensore in maglia bianco-nera non resta che stendere l’attaccante avversario involato verso la propria porta, meritandosi un sacrosanto cartellino rosso.
Sulla successiva punizione Victor Bruno si esibisce in un’esecuzione magistrale che regala i tre punti all’ultimo respiro alla squadra di Santa Maria da Feira.
Nel frattempo, in uno stadio semi-deserto (740 paganti) l’Arouca si fa sorprendere dal Chaves per 0-1.

TOP
Matheus Indio ( Estoril): il 20enne centrocampista brasiliano alla prima esperienza europea, pare trovarsi a suo agio in questa realtà. Sfodera una prestazione di classe, mettendo a segno una doppietta di pregevole fattura. Il goal, direttamente da calcio d’angolo, è stilisticamente perfetto.

FLOP
Lucas (Boavista): all’ultimo minuto in fase di disimpegno difensivo non si accorge dell’arrivo dell’avversario, ed è costretto a fermare l’azione con le maniere forti. Risultato espulsione meritata. Sfortuna vuole che da quel calcio piazzato arrivi il goal che condanna nel recupero il Boavista. Un attenzione maggiore nelle fasi finali è necessaria.

di Luca Satragno



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