Nato in Brasile il 30 agosto 1987, a San Paolo, da una famiglia di origini italiane, Eric Botteghin ha doppia nazionalità.

La sua carriera comincia nel Gremio Barueri, dove si fa notare per la sua personalità e per le sue caratteristiche fisiche. Eric è infatti un gigante alto 1 metro e 93 centimetri ed è sempre pericolosissimo nell’ area avversaria sugli sviluppi dei calci piazzati. Ma non c’è solo forza fisica: è un giocatore capace di impostare l’azione ed è dotato di un ottimo tiro dalla distanza. Disputa con il Barueri due stagioni (dal 2003 al 2005) e nel 2006, alla giovanissima età di 19 anni viene acquistato dall’Internacional, che proprio quella stagione vinse il Mondiale per club a Yokohama contro il Barcellona.

Con la squadra di Porto Alegre, Eric disputa un torneo amichevole nei Paesi Bassi e per la prima volta viene a contatto con il calcio Europeo. L’impatto è dei più positivi: il brasiliano segna infatti due gol nella competizione e si fa notare per le caratteristiche sopra citate, ovvero capacità di impostare l’azione e fisicità fuori dalla norma. Ad essere più colpiti dal gigante di San Paolo, sono gli scout del PEC Zwolle, che gli propongono subito un contratto. Eric viene dunque acquistato dai Blauwvingers ed ha finalmente la possibilità di farsi conoscere anche in Europa. Il difensore entra subito nell’undici titolare di Jan Everse jr (ex calciatore di Feyenoord e Ajax e figlio del celebre Jan Everse, calciatore olandese del dopoguerra). Il suo esordio in campionato è datato 10 agosto 2007 contro l’Harlem, schierato nella difesa a 4 insieme ad un nome piuttosto noto, Niklas Moisander. La sua abilità di goleador non tarda a venire fuori anche in Olanda ed il primo gol arriva già alla terza giornata, contro il Volendam in trasferta. Con i Baluwvingerz, Botteghin disputa 4 stagioni, nelle quali gioca 140 partite e segna ben 10 gol, bottino niente male per un difensore centrale.

Nel 2011 passa al Nac Breda, club con il quale arriva finalmente l’esordio in prima divisione olandese, l’Eredivisie. Con il Breda resta in panchina solo in occasione della prima giornata contro il Twente, poi le gioca praticamente tutte da titolare fino a fine stagione. Alla fine dei primi due anni nel massimo campionato lo score personale dice 64 presenze e 5 gol.
Nell’estate 2013 su Eric Botteghin si fiondano diverse squadre olandesi: a spuntarla è il Groningen, con cui disputa due stagioni a dir poco straordinarie in quanto a rendimento; nel 2015, invece, arriva il momento della definitiva consacrazione in Olanda. L’occasione della vita la concede il Feyenoord, che sborsò ben 3 milioni e mezzo dopo una lunga trattiva. Con la squadra di Rotterdam disputa una stagione nel complesso buona, condita dalla vittoria della coppa d’Olanda contro il PSV.

Si arriva così, finalmente, al 18 settembre 2016 . Al Philips Stadion si disputa il gran match tra i Boeren ed il Feyenoord, e Botteghin è ovviamente nell’unidici titolare. La squadra di Rotterdam arriva a questa partita come mai prima d’ ora: i ragazzi di Van Bronchorst sono infatti a punteggio pieno dopo cinque giornate. Una partenza così non si vedeva dalla lontana stagione 69/70 quando in campo per il Feyenoord c’era un certo Hendrik Johannes “Johan” Cruijff. La sfida è però difficile: di fronte ci sono i campioni in carica del PSV, decisi a portare a casa i tre punti. Il Feyenoord comincia in maniera molto timida tenendo il baricentro basso. Sono i padroni di casa, infatti, a fare la partita e a sfiorare più volte in vantaggio nella prima frazione di gioco, ma il portiere Jones riesce a tenere a galla i suoi. La ripresa comincia seguendo il copione del primo tempo ed è sempre il PSV a sfiorare il vantaggio . Da segnalare l’incredibile occasione di Gaston Pereiro che a pochi passi dalla porta si fa ipnotizzare da Jones, vero e proprio eroe di giornata. All’82esimo minuto, quando la partita sembrava incanalarsi sullo 0-0, pareggio che certamente non avrebbe scontentato il Feyenoord, un corner per gli ospiti ha cambiato le carte in tavola: Arias perde Botteghin al centro dell’area, lasciandolo libero di stoppare il pallone con il petto e calciare in porta battendo il portiere Zoet.

E’ senza alcun dubbio questo il gol più importante della carriera del difensore brasiliano, che ha consentito ai suoi di battere i campioni in carica e continuare la striscia vincente, arrivata a quota sei. Per il Feyenoord la vittoria del campionato diventa un obiettivo concreto, Van Bronchost può contare su un ‘ottima rosa e soprattutto su un difensore centrale che farebbe comodo a tante squadre in Europa.

di Francesco Forino



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