Nelle ultime settimane si è parlato tanto, con giusta ragione, di Feyenoord. I ragazzi di Van Bronchorst infatti le hanno vinte tutte fin qui. E forse sembra essere la stagione giusta per giocarsi il titolo, cosa che non accadeva da un bel po’. Il grande inizio della squadra di Rotterdam, però, ha fatto passare in secondo piano l’Ajax, che domenica scorsa ha raggiunto il Psv a quota 16 e comincerà dal prossimo turno ad inseguire la capolista Feyenoord.

La stagione dell’Ajax è iniziata tra lo scetticismo generale, a causa della cessione del bomber Milik (32 gol in 52 partite) e, soprattutto, dell’addio di mister De Boer, che ha lasciato la capitale olandese dopo sei stagioni di vittorie e bel calcio. L’attuale tecnico dell’Inter ha scritto la storia della squadra di Amsterdam. È stato infatti il primo a vincere ben quattro campionati consecutivi (2011, 2012, 2013, 2014) battendo il record detenuto da tre personaggi che non sono proprio degli sconosciuti nel calcio olandese, ovvero Hiddink , Michels e Van Gaal. De Boer ha inoltre fatto conoscere l’Ajax in Europa per il suo gioco spumeggiante, lanciando a livello internazionale diversi giocatori, tra cui lo stesso Milik e Cilessen. Il suo addio, dunque, ha portato un velo di scetticismo e negatività tipico della fine di un ciclo vincente.

Al suo posto è arrivato Peter Bosz. L’ex calciatore del Feyenoord si è fatto le ossa da allenatore proprio in Olanda, sulle panchine di De Grapshap, Heracles Almelo e Vitesse, prima di partire, invano, alla ricerca del successo in Israele, sulla panchina del Maccabi Tel Aviv.
Guardando al suo passato, il confronto con De Boer sembra essere impietoso. Come da pronostico, le prime tre giornate danno ragione agli scettici: dopo una prima vittoria rocambolesca contro lo Sparta Rotterdam, l’Ajax ottiene solamente un punto nelle due partite successive. Arrivano prima un brutto pareggio in casa con il Roda e poi, sempre in casa, la clamorosa sconfitta per 1-2 contro il Willem. Da qui, una tempesta di critiche si abbatte sulla squadra di Amsterdam e tutte le paure iniziali sembrano avverarsi. In particolar modo, viene rimproverato a Bosz di non schierare quell’Ajax divertente e sempre all’attacco che De Boer aveva reso celebre. Inoltre, la condizione fisica non sembra essere delle migliori, l’Ajax appare infatti compassato e fuori forma.

Ma Bosz continua per la sua strada e lavora duro. La prima gioia arriva la settimana seguente. L’Ajax batte infatti 3-0 gli Eagles in trasferta. Ma è un nuovo Ajax: la squadra di Bosz infatti tira in porta appena 5 volte e segna 3 gol, senza concedere occasioni agli avversari. La storia si ripete in casa contro il Vitesse, dove si produce una vittoria di misura in una partita in cui i Lancieri hanno creato relativamente poco, ma hanno concesso ancora meno.

L’Ajax di Bosz, rispetto a quello di De Boer, sta in campo con le linee più strette, fraseggia di più e sta più attento in fase difensiva. Un Ajax rivoluzionato e, se vogliamo, anche più maturo e più bravo nel gestire il risultato. Dopo la vittoria casalinga, arrivano puntuali i successi contro Heracles (0-2) e Zwolle (5-1). In mezzo, è da registrare pure la vittoria in Europa League in trasferta con il Panathinaikos (0-1).

Lentamente, gli scettici si stanno ricredendo e, grazie a questa serie di vittorie, l’Ajax sembra avere le carte in regola per essere l’anti Feyenoord.

di Francesco Forino



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