Non solo Gigio

Europa 16 ottobre 2017 Redazione


Di Paolo Maioli.

Gigio Donnarumma ormai è il nuovo che avanza. In molti – a mio avviso precocemente – lo designano già come il nuovo Buffon. Il talento non si discute, così come la maturità dimostrata in campo. Gigio alla fine, dopo una lunga diatriba, è rimasto, ed è stato un bene per tutti: il Milan ha il suo numero uno, il suo primo pilastro e la sua prima certezza; il popolo rossonero il suo giovane beniamino e la serie A può vantare il portiere under21 più forte del mondo. In giro per il globo, però, scalpitano altri talentini. Sia chiaro: nessuno di loro ha esordito a 17 anni a San Siro prendendo le redini di una difesa alquanto discutibile per il blasone rossonero, ma tutti hanno detto la loro con le rispettive nazionali di categoria.

KEPA: classe ’94, Kepa è il titolare dell’Athletic Bilbao e dell’U21 iberica arrivata seconda all’ultimo europeo. Basco DOC e prodotto del vivaio dei leones Kepa arriva all’Athletic nel 2004, per essere girato poi tra il 2011 ed il 2014 al Baskonia – club affiliato al Bilbao – e nella squadra B dello stesso Athletic. Seguono poi i prestiti al Ponferradina ed al Real Valladolid in Segunda División dove totalizza complessivamente 59 presenze tra le due. Nel 2016 rincasa in terra basca dove la porta è però coperta da Iraizoz ed Herrerin. In panchina siede Ernesto Valverde che gli dà fiducia e lo fa esordire da titolare l’11 settembre contro il Deportivo. Da lì sarà ci sarà l’alternanza – per poi divenire il titolare – con Iraizoz che lascia il club a fine stagione per trasferirsi al Girona. Kepa dimostra tutta la sua qualità: agile tra i pali e bravo sulle palle alte diventa irrinunciabile per i baschi e per le furie rosse. In un continuo crescendo il Real ha puntato gli occhi e lo vorrebbe già a gennaio per farne il sostituto di Keylor Navas.

ALBAN LAFONT: se non v’è ombra di dubbio che possiamo definirci i migliori creatori di numeri uno, vero è però che anche oltralpe ci sanno fare. Lafont è infatti il nuovo gioiellino del Tolosa. Classe ’99, fisico longilineo, grande reattività fra i pali, sicurezza nelle uscite alte e buona tecnica a giocare con i piedi portano molti a paragonarlo con Areola del PSG. Gli inizi sono in Burkina Faso, poi a nove anni arriva in Francia passando prima dal Lattes e poi dalle giovanili del TFC. Qui Alban si distingue ed inizia ad entrare nel giro delle Nazionali minori. È dunque destino che nelle giovanili vi rimanga poco e puntualmente il tecnico Dominique Arribagé ne favorisce l’esordio contro il Nizza facendone – a 16 anni, 10 mesi e 5 giorni – il più giovane debuttante della Ligue 1. All’esordio mantiene la propria porta inviolata e dopo una serie di ottime prestazioni diventa titolare scalzando Ahamada, poi ceduto.

AUGUSTO BATALLA: forse può essere lui il numero uno che l’Albiceleste cerca. Già, perché da dopo l’addio del “Pato” Abbondanzieri, l’Argentina non ha più avuto un chiaro riferimento tra i pali. Andujar prima e Romero poi, seppur con discreti risultati per il secondo, non garantiscono le certezze che una delle nazionali più forti al mondo non può non avere. Batalla, classe ’96, è scuola River, dove approda nel 2014. Molto abile con i piedi ed ottimo nei palloni rasoterra Augustin esordisce dopo tanta panchina con la maglia della “Banda” il 3 aprile 2016 nella sconfitta per 2-1 in casa del Patronato, mentre il 16 marzo gioca la sua prima in Copa Libertadores vinta 3-1 contro i colombiani dell’Indipendiente Medellin. Le soddisfazioni non mancano nemmeno con le Nazionali minori. Nel 2011 arriva terzo al campionato sudamericano con l’U15, mentre nel 2013 mette in bacheca il campionato sudamericano con l’U17 ed arriva il terzo posto ai mondiali di categoria degli Emirati Arabi. Infine nel 2015 vince un altro campionato sudamericano con l’U20 in Uruguay e partecipa al mondiale di categoria in Nuova Zelanda con la selecion che però si ferma ai gironi. Oggi Batalla rimane uno dei grandi prospetti del River. Con il ritorno in Argentina di German Lux, però, Gallardo lo ha relegato in panchina in quattro occasioni su 5: l’unica presenza è quella nella vittoria contro il San Martin de San Juan.



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