Nel nome del padre

Calcio spagnoloEuropa 14 gennaio 2017 Giovanni Ferrari


Diventare un calciatore professionista è il sogno di milioni di ragazzini sparsi un po’ in tutto il mondo. Realizzarlo però, è piuttosto complicato. Spesso l’avversario più ostico non lo si trova su un manto erboso, ma nelle circostanze contro cui ognuno di noi deve lottare nella vita di tutti i giorni. Spesso questo avversario riesce a spegnere il sacro fuoco del sognatore, ma non è il caso del numero 10 del Deportivo La Coruña, Florin Andone. Nasce l’11 aprile del 1993 a Botoșani, in Romania. Il padre Mihai lo avvicina al mondo del pallone fin da piccolo, ma muore in un incidente stradale quando Florin ha solo 10 anni. La madre si risposa, ma la famiglia si trasferisce in Spagna, nella cittadina di Vinaroz.

Per tre anni il ragazzo è costretto ad abbandonare il fútbol a livello agonistico, ma a 15 trova una maglia disponibile nella squadra locale. Nel frattempo riesce a inserirsi con successo nel tessuto sociale della Provincia de Castellón, imparando alla perfezione il castigliano, tanto da destare sospetti sulla reale nazionalità. “El talento hace buenos deportistas, pero los campeones nacen de la motivacion”, recita un suo tatuaggio. La situazione familiare non è delle più semplici, con il patrigno che fatica a trovare lavoro e la madre domestica. Il talento del giovane Andone non ne risente, la motivazione è troppo forte. Motivazione alimentata dalla rabbia per aver perso il padre a soli 10 anni e dalla necessità di aiutare la famiglia.

Florin si fa strada nel Vinaroz e nel Castellón, fino a farsi notare dal Villareal. Viene così acquistato dal Sottomarino Giallo, per poi essere ceduto in prestito all’Atlético Baleares. Nel 2014 il Villareal smette di credere in lui, ma si fa avanti il Córdoba. Un periodo di gavetta nella seconda squadra e poi via, ecco la Liga. A fine anno la squadra retrocede, ma ciò si rivela un bene per Andone, che nella scorsa stagione ha segnato ben 21 gol in 36 presenze, diventando il capocannoniere del campionato.

Nell’estate 2016 si apre un altro capitolo decisivo: riecco la Liga, il Deportivo La Coruña decide di acquistarlo per 4 milioni di euro. Ma che giocatore è Florin Andone? È un attaccante assolutamente imprevedibile. La qualità più lampante è la ferocia con cui entra in campo, che gli ha permesso anche di fare reparto da solo nella prima parte del campionato. L’estrema cattiveria agonistica a volte limita l’estetica delle sue giocate, ma poi mette tutti d’accordo con serpentine clamorose come quella che ha portato al gol contro il Siviglia. Esulta indicando il cielo, mostrando il tatuaggio sull’avambraccio destro con scritto “Mihail”, il nome del padre che alimenta il sacro fuoco di partita in partita.

 

Di Giovanni Ferrari



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