La dea bendata non avrebbe potuto regalarci un match più gustoso come ultimo di questo fantastico 2016, almeno sportivamente parlando. Liverpool – Manchester City alla vigilia rappresentava il vero esame per trovare la vera anti-Chelsea, sempre più lanciato dopo la 13esima vittoria consecutiva. Nonostante non ne sia uscito un match indimenticabile, il risultato finale ci lascia qualche certezza in più: il Liverpool quest’anno è una certezza, e il secondo posto in solitaria ne è la prova: se i Blues di Conte continueranno su questi ritmi sarà davvero difficile recuperare, ma i ragazzi di Klopp hanno tanta qualità e, rispetto agli anni scorsi, sono anche più cinici e spietati sottoporta. Il Manchester City, invece, continua ad avere i soliti problemi, soprattutto difensivi, a cui si aggiunge, oggi, la giornataccia di Aguero lì davanti. Andiamo a vedere i temi più interessanti:

Wijnaldum – Inevitabile partire dall’uomo partita, forse uomo simbolo di questo Liverpool. L’olandese, pupillo di Van Gaal e ora colonna della squadra di Klopp, decide il match dopo 8′ con un perfetto colpo di testa su assist dell’altro uomo-copertina di questa squadra, Adam Lallana. Il resto del match è magistrale, come fin qui è stata la sua stagione: il cambio di posizione in campo non è stato altro che ottimale per l’ex di PSV e Newcastle, e Klopp si gode i frutti del suo fantastico lavoro.

Secondo posto – In solitaria, a meno sei dalla squadra più in forma tra i maggiori campionati europei e tra le più in forma del pianeta. Difficile volere di più da questa squadra in questo momento, se non di continuare così e provare a rosicchiare qualche punto alla capolista Chelsea. Il campionato è lungo, la qualità è tanta, con la continuità di risultati si può sognare in grande.

1 – Parlavamo di cinismo. Quello del Liverpool oggi è stato IL match cinico: un tiro in porta, un gol. E che non si pensi a una partita sofferta, i Reds hanno sì umilmente difeso le avanzate degli avversari, ma hanno saputo gestire il match nei momenti difficili e il risultato, alla fine, ne è la prova.

Esame fallito – Quello del Manchester City, che scivola a -10 dalla testa della classifica, rischiando di iniziare il 2017 al quarto posto (in caso di vittoria dell’Arsenal). A “fallire” non è solo il risultato, ma il gioco e la forma di alcuni giocatori, che sembrano stanchi mentalmente e fisicamente: due su tutti, Aguero e Yaya Tourè.

0 – Il dato che riassume la partita del City e del suo numero 10: zero sono i palloni toccati da Aguero nell’area del Liverpool in 90′. Un dato incredibile per un giocatore della sua grandezza e del suo talento, in una serata complicata per i suoi compagni e terribile per lui, che spreca forse l’unica occasione che ha tirando d’esterno al minuto numero 11 da fuori area. E’ vero che tornava dalla squalifica, ed è vero che da un giocatore come il Kun ci si aspetta sempre il top, però deve ritrovarsi. Per il bene di Guardiola, del City e dei suoi tifosi e di noi, amanti di questo bellissimo sport che ci continuerà a tenere compagnia in un anno che si prospetta scoppiettante.



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