Quando il 28 aprile abbiamo dato notizia della finale di Coppa Titano abbiamo definito le due contendenti, Tre Penne e La Fiorita, come i club più vincenti degli ultimi anni a San Marino. Se dovesse servire un’ulteriore conferma, queste due compagini si sono affrontate dopo nemmeno un mese per laurearsi campione nazionale. Sabato sera, infatti, il San Marino Stadium ha ospitato l’atto conclusivo della 32^ edizione del Campionato Dilettanti (denominazione ufficiale della lega sammarinese) che ha visto contrapporsi i biancazzurri di Città e i gialloblù di Montegiardino. Tanto per rendere l’idea della loro dominanza nel panorama contemporaneo della piccola Repubblica, si trattava della quarta finale consecutiva che le vedeva faccia a faccia, dopo quella del Campionato 2016, della Supercoppa 2017 e della sopracitata Coppa Titano 2017. In tutte e tre le occasioni, a prevalere era stato il Tre Penne, che in mezzo a cotanti precedenti ha pure trionfato nello scontro diretto in regular season di questo campionato. Per La Fiorita ieri era dunque l’occasione non solo di portare a casa il titolo, ma anche di sfatare un tabù! Ad aggiungere fascino e curiosità al tutto, nell’albo d’oro della competizione entrambe le squadre erano a quota 3: chi avesse vinto, avrebbe dunque scavalcato l’altra, raggiungendo Domagnano e Folgore (ancora inarrivabile il Tre Fiori coi suoi 7 scudetti). La Fiorita è giunta alla super-sfida dello Stadium con un percorso netto: prima nel proprio girone, vincente nei match playoff contro la Libertas e la Folgore. Il Tre Penne ha dovuto faticare un po’ di più, essendo arrivato secondo nell’altro raggruppamento ed avendo poi perso la prima partita di playoff contro lo Juvenes/Dogana: per rimanere a galla e arrivare fino in fondo, il team capitolino ha dovuto mettere in riga, nell’ordine, la Virtus, lo stesso Juvenes/Dogana (l’intricato meccanismo della post season basato sulla “doppia eliminazione” può permettere doppi incontri), la Libertas e la Folgore, per un totale di 3 gare in più. Una differenza di freschezza che si sarebbe poi rivelata un fattore…

Procediamo ora alla cronaca. Il Tre Penne va subito in fuga per ribadire la propria tradizione virtuosa: Dario Merendino scodella la sfera verso il primo palo a premiare l’inserimento del veterano della Nazionale sammarinese Mirko Palazzi, che gira di testa verso il limite dell’area piccola, dove il centravanti ex-Serie C/2 e D Andrea Moretti stoppa di coscia e gira sotto la traversa, in un fazzoletto di spazio e di tempo. Sono passati 12 secondi dal calcio d’inizio, e i campioni in carica sono già avanti: tutto molto fulmineo, tutto molto preciso, tutto molto corale, tutto con una frazione di secondo di anticipo sui diretti marcatori. Un’azione perfetta orchestrata dai ragazzi di mister Marco Protti (nessuna parentela col celebre Igor), che però sa bene che la partita è lunga, lunghissima, e incita i suoi a spingere per cercare di mettere fieno in cascina da poter poi amministrare nel momento di minor smalto atletico. Ed è soprattutto Merendino, terzino dai mille polmoni, a spingere sulla sua corsia di sinistra, senza riuscire però a trovare il giusto sbocco per il raddoppio. L’occasione più clamorosa capita sul sinistro di Michele Simoncelli (già mattatore in Coppa Titano): il numero 10 biancazzurro chiude un delizioso triangolo con Moretti e, a tu per tu col portiere Vivan, prova un tocco sotto che si spegne di poco a lato. Sul finire di primo tempo si mette ancora in evidenza Merendino, ma in fase difensiva, chiudendo provvidenzialmente sul tentativo di diagonale ravvicinato di Danilo Rinaldi, il 31enne oriundo diventato capitano de La Fiorita a inizio aprile dopo l’infortunio del leader Andy Selva. Si va all’intervallo sul risultato “solo” di 1-0 per il Tre Penne, in una sfida fin qui a senso unico, complice anche la difficilissima serata del bomber gialloblù Marco Martini, capocannoniere del torneo con 26 centri (più gol che presenze), schierato dal tecnico Luigi Bizzotto anche se acciaccato.

La ripresa parte con un altro piglio. L’inerzia si equilibra e dai raddoppi sfiorati dal Tre Penne si passa ai pareggi sfiorati da La Fiorita. Anche qui si sfonda prevalentemente a sinistra: lo scatenato Tiziano Mottola, sammarinese DOC anche se fuori dal giro della Nazionale, scardina regolarmente la catena di destra avversaria ma o non trova l’ultimo passaggio o trova l’opposizione del portiere Migani. Il Tre Penne ha un’opportunità in contropiede, con Simoncelli che allarga troppo il piattone su suggerimento arretrato di un ottimo Palazzi, ma con l’approssimarsi del 90esimo la densità di gioco si concentra tutta negli ultimi 16 metri biancazzurri: La Fiorita aumenta la pressione, cercando di trarre vantaggio dalle gambe più leggere e dalla carta d’identità, che talora vuol dire fatica ma altre volte mostra il volto amico dell’esperienza. L’esito dell’assalto è una collezione di sventagliate dai 30 metri, sia da calcio piazzato che su azione, sventate in qualche modo dalla difesa. Almeno fino al quarto minuto di recupero. Sull’ultimo di questi “campanili della speranza”, partito dal sapiente destro dell’argentino Maximiliano Cejas, il centrocampista capitolino Luca Patregnani salta per allontanare il pericolo ma ne esce involontariamente una perfetta spizzata per Rinaldi, che in un microsecondo stoppa e brucia Migani in uscita bassa. Festa strozzata per il Tre Penne, raggiunto allo scadere e costretto ai supplementari.

Nell’extra time il gap psicologico e fisico fa pendere l’ago della bilancia verso Montegiardino, ma non mancano i colpi di scena: al 4′ “trivela” di Merendino per il difensore Lorenzo Capicchioni, che s’inserisce in avanti coi tempi giusti ma la sua incornata si stampa sul palo. È il canto del cigno del Tre Penne, quella porta che poteva spalancarsi e invece si chiude con serratura blindata. L’episodio che decide il match (e il campionato) arriva al 6′ del secondo tempo supplementare: corner a uscire battuto da Mottola, Rinaldi svetta in mezzo a due uomini e corregge in rete per il 2-1. È l’apoteosi di un giocatore che, fascia al braccio, sale in cattedra in un momento estremamente delicato, acciuffa il pari e ribalta la situazione, regalando a se stesso e a tutto il suo team un trionfo catartico. I restanti minuti di gara valgono per le statistiche e per il nervosismo degli sconfitti: Andrea Rossi scalcia Tommaso Zafferani, rosso diretto. Il triplice fischio dell’arbitro Barbeno decreta ufficialmente la fine della contesa: grazie alla doppietta del suo capitano e a una prestazione di cuore e intensità, La Fiorita può festeggiare lo scudetto nell’anno del suo cinquantenario.

Grazie a questa vittoria, La Fiorita si qualifica al Primo Turno Preliminare della prossima Champions League, a distanza di 3 anni dall’ultima partecipazione alla massima competizione continentale (all’epoca arrivò un doppio ko per 0-1 e 7-0 contro i professionisti del Levadia Tallinn).

Il Tre Penne, detentore del titolo 2016, stavolta si deve accontentare del secondo posto, che vale il Primo Turno Preliminare di Europa League.

Al medesimo turno accederebbe anche la vincitrice della coppa nazionale. Tuttavia, trattandosi della stessa squadra uscita sconfitta dalla finale-scudetto, l’ultima rappresentante di San Marino in Europa sarà la terza classificata in campionato: la Folgore, al secondo “piazzamento d’onore” consecutivo.

E le retrocesse? Alle pendici del Monte Titano non esistono, poiché il Campionato Dilettanti è composto da una categoria unica, da 15 squadre, divise in un girone da 8 e uno da 7. Pronte a darvi appuntamento tutte quante alla prossima stagione!

PS: se ci occupiamo del mondo del pallone nella piccola Repubblica, non possiamo esimerci dal ricordare che su questa realtà dilettantistica, spesso sinonimo di calcio “puro” e libero dai giochi di potere e denaro del calcio professionistico, grava da un paio di mesi l’ombra del calcio-scommesse, in virtù di un’inchiesta ancora in corso, partita da flussi anomali e conseguenti sospetti di combine su un match di Coppa Titano del 15 marzo, che ha condotto ai primi arresti nella storia del calcio sammarinese.



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