Conclusasi la nona giornata di Premier League, è tempo di condividere con voi la nostra, personalissima, top 11. Tra noi ci sono stati pochi dubbi nello stilare questa formazione: forte la presenza di giocatori del Chelsea, interpreti di una partita praticamente perfetta nel big match contro il Manchester United. Il modulo che abbiamo scelto è il 3-5-2, dato che èquello preferito dal nostro manager di giornata e vista l’abbondanza di giocatori a centrocampo.

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IN PORTA – Sebbene il suo Chelsea abbia vinto e “umiliato”( parola di Mourinho) il Manchester United, il portiere belga ha dimostrato ancora una volta tutta la sua intelligenza e bravura, trasmettendo fiducia e sicurezza a un reparto che, soprattutto a inizio stagione, faceva un po’ fatica.

IN DIFESA – Il colore blu è ancora protagonista: Alonso e Cahill, infatti, sono due dei tre difensori, secondo noi, migliori di questo turno. L’inglese, nel compito difficile di sostituire il più degnamente possibile Terry, sta piano piano acquistando quella sicurezza e quella prestanza difensiva che non sempre ha accompagnato le sue prestazioni. Marcos Alonso, il cui acquisto in estate aveva destato qualche dubbio (soprattutto per l’esborso, 28 milioni), si è conquistato il posto da titolare e non lo vuole più lasciare: pronti via e trova un bellissimo assist per Pedro, che batte De Gea dopo 30 secondi di gioco. Tanta corsa e qualità, per uno che può diventare una delle sorprese della stagione a Stamford Bridge. Il terzo è Reid che, al 96′, ha trovato un gol fondamentale per il West Ham contro il povero Sunderland. Per il 28enne neozelandese pochissime sbavature anche in fase difensiva, che fanno della sua prestazione di sabato probabilmente  la migliore in stagione.

A CENTROCAMPO – Qualità e quantità. Oltre a regalarci cinque bomber, il centrocampo di questa top 11 ci permette di avere giocatori molto diversi tra loro, ma con un fattore molto simile: il fiuto per la rete. Il primo, forse il più inaspettato, è Arfield, centrocampista 28enne del Burnley, che ha trovato il gol vittoria contro l’Everton, al termine di un match giocato benissimo dai ragazzi di Dyche. Chi, ormai, non ha bisogno di presentazioni è N’Golo Kantè, autore di un’altra maestosa performance davanti alla difesa. E se si mette anche a segnare è veramente inarrestabile. Così come lo è stato Shaqiri, almeno in questo turno: doppietta contro il disastrato Hull City per far ricredere i pochi scettici, forza fisica e precisione uniti a tanto, tanto talento. Concludiamo con due giocatori che hanno il Southampton nel destino. Uno ai Saints ci è stato in passato, consacrandosi ad altissimi livelli; l’altro si sta dimostrando uno dei trascinatori attuali: stiamo parlando di Manè e Redmond. Il senegalese si regala una prestazione da 8 in pagella condita da un gol e da un assist (per Coutinho), mentre l’inglese spaventa Guardiola e tutto il City portando avanti il Southampton, salvo poi vedersi beffato dal gol di Iheanacho.

IN ATTACCO – Anche qui, pochi dubbi. Non segnano gli altri attaccanti, complici infortuni (vedere alla voce Kane) e imprecisione (vero Aguero e Sanchez?), e allora noi premiamo due degli avanti più in forma d’Europa: giocano nella stessa squadra e, dopo i diversi problemi dell’anno passato, si stanno riproponendo secondo gli standard a cui ci avevano abituati: parliamo di Hazard e Diego Costa. Dopo l’ultima e  anonima stagione, al belga era richiesto il nuovo salto di qualità, utile a rilanciare i Blues nell’Iperuranio. Lui non sta tradendo: 4 gol e 1 assist in stagione e, soprattutto, tantissime giocate deliziose. Per il brasiliano naturalizzato spagnolo il discorso è simile: il nervosismo e la pochezza della passata stagione, uniti alla mancata convocazione per Euro 2016, andavano rimossi, per tornare ai livelli della sua prima stagione in maglia Blues. Detto, fatto: 9 presenze, 7 gol e due assist, dominante fisicamente in mezzo all’area. Welcome back, Diego!

L’ALLENATORE – E c’era chi parlava di esonero. Antonio Conte si sta prendendo il team di Abramovich e, seppur con un inizio singhiozzante, lo sta trasformando nel SUO Chelsea. Aggressivo, sempre in partita, la squadra è sempre più a immagine e somiglianza del suo allenatore, il condottiero pugliese. E ora si può pensare in grande (ma non diteglielo).

FOTO: Getty



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