di Marco Ventimiglia.

Qualche settimana fa vi avevamo parlato (qui) delle difficoltà incontrate dal Kosovo nel reclutare giocatori, in vista delle qualificazioni a Russia 2018. Proprio nelle prossime gare, quelle del 6 e 9 ottobre contro Croazia e Ucraina, potremmo assistere ad una assoluta novità, e al tempo stesso una favola, quella del canterano Labinot Kabashi.

Labinot Kabashi è nato a Skënderaj, in Kosovo (fino al 2008 territorio serbo), il 28 febbraio 2000. Lì però è rimasto solo due anni, costretto a fuggire a causa delle pulizie etniche dei serbi, rivolte verso la popolazione di origine albanese. Queste sono state le prime ma non ultime difficoltà che ha incontrato il ragazzo, dato che a causa del suo passaporto, anche il cammino nel mondo del calcio giovanile spagnolo è risultato difficile. La Spagna infatti è uno dei 5 membri (insieme a Romania, Grecia, Slovacchia e Cipro) dell’Unione Europea a non aver mai riconosciuto l’indipendenza del Kosovo, costringendo diversi club, tra cui il Gimnastic (dove è cresciuto Guardiola) a rifiutarsi di tesserarlo quando era bambino.

La svolta però è arriva tanel 2010, quando viene notato da Albert Benaiges, storico direttore sportivo delle giovanili blaugrana, che gli ha aperto le porte della Masia. Anche qui, all’inizio, i problemi non mancano, venendo sospeso per due mesi con l’accusa di dover dimostrare che la sua famiglia viveva in Spagna da prima che lui iniziasse a giocare a calcio. Una volta lasciato libero di calcare i campi però, si sono viste le suequalità calcistiche, tanto da scomodare gli addetti ai lavori ad un paragone con il maestro don Andres Iniesta. Una scalata, quella del giovane centrocampista, che dall’Alevin D, lo ha fatto giungere alla squadra riserve degli Azulgrana, e ora è arrivata a sorpresa anche la convocazione in nazionale, da parte del ct Albert Bunjaki. Una convocazione giunta anche dopo un gol, quello del momentaneo pareggio, segnato nell’ultima giornata, conclusasi con la vittoria del Barcelona B per 3 a 2 contro Jupiter.

“Quando mi hanno chiamato per comunicarmi la convocazione in nazionale nemmeno ci credevo, è incredibile, sono davvero orgoglioso di rappresentare il Kosovo” ha detto ai microfoni di Barca tv. “Ho pensato fosse uno scherzo, ma poi ho realizzato che era tutto vero, e sono molto felice”.

Il Kosovo ha disputato appena 8 partite da quando la Fifa ha dato il via libera per giocare, nel 2014, e il primo incontro ufficiale è stato il pareggio 1-1 contro la Finlandia, lo scorso 5 settembre. Kabashi sarà dunque a disposizione del ct per queste sfide di qualificazione ai mondiali. Un grande traguardo per un ragazzino ex rifugiato, il cui futuro sembra già scritto.

Questa è la lista per la doppia sfida con Croazia e Ucraina: Samir Ujkani (Pisa), Adis Nurkovic (Travnik), Bledar Hajdini (Trepca ), Fanol Perdeaj (TSV 1869 Múnich), Avni Pepa (IBV Vestmannaeyar), Alban Pnishi (Grasshpes), Amir Rrahmani (Lokomotiv), Leart Paçarada (Sandhausen), Ardian Ismjali (Hajduk Split), Hekuran Kryeziu (Luzerna), Eroll Zejnullahu (FC Berlin), Alban Meha (Konyaspor), Herolind Shala, Bersant Celina (FC Twente), Milot Rashica (Vitese), Bernard Berisha (Anji Makhachkala), Arbër Zeneli (Hereenveen) Sinan Bytyqi (Go Ahead Eagels), Besar Halimi (Mainz 05), Valon Berisha (Salzburg), Albert Bunjaku (FC Sankt Gallen), Vedat Muqiri (Gençlerbirligi) y Labinot Kabashi (FC Barcelona).



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