Reti di Smeraldo” di Carlo Vellutini (edito da Edizioni Heimat) è, a tutti gli effetti, il primo libro italiano che tratta di League Of Ireland. Lo fa sotto la veste colorata e saporita del genere del romanzo, attraverso il punto di vista di Paolo Rossi, un calciatore professionista grossetano rimasto ai margini del calcio che conta in Italia, che decide di intraprendere un’avventura tanto intrigante quanto incerta in Irlanda. L’attaccante, che ha sempre dovuto condividere con un nome ingombrante per il ruolo che ricopre, è ad un punto morto della sua carriera e, forse, della sua vita: reduce da alcune deludenti stagioni in Lega Pro, è momentaneamente disoccupato e in cerca di squadra. Mentre si trova, sotto il sole afoso d’agosto, sulla spiaggia di Marina di Grosseto, ormai rassegnato ad un tramonto di carriera sui duri campi dell’Eccellenza italiana, giunge però inaspettata una chiamata da un numero con un prefisso straniero: all’altro capo della cornetta c’è Sean O’Laughlin, che si presenta come il presidente del Galway, una squadra di calcio irlandese.

Al di là della cornetta mi parlano in inglese. Taccio, sono disorientato, ma ascolto. E’ il presidente di un certo Galway, mi propone un contratto per trasferirmi in Irlanda. Sono ripartiti da poco, vogliono vincere la First Division, la serie B, per tornare in Premier Division, la serie A. Sono in corsa, gli manca lo spunto finale.” [Reti di Smeraldo, pag. 10].

O’Laughlin riesce ad andare oltre le iniziali esitazioni del calciatore italiano, convincendolo quantomeno a venire in Irlanda per scoprire la realtà del Galway. Paolo Rossi, a quel punto, non ha più nulla da perdere. Spinto dalla famiglia e dagli amici, prende il primo volo per l’Irlanda e giunge nella città dell’Ovest, dove viene travolto dallo struggente paesaggio del Connemara e dalla genuina accoglienza irlandese. Sono proprio gli aspetti della genuinità, della spontaneità e della trasparenza che il nostro protagonista riscontra nelle persone e nella realtà di Galway che, alla fine, lo convincono ad accettare l’offerta. Sean O’Laughlin ha vinto la sua personale scommessa. Paolo Rossi si sente, dopo tanti anni, desiderato, ha voglia di contribuire a scrivere la storia sportiva di un club e di una città intera, tanto appassionata quanto ambiziosa, e si rende conto che quella della League Of Ireland è una realtà dove le sue qualità sopite possono risvegliarsi ed esaltarsi.

“«Yes, I’m a Tribesman!», mi limito a dire. Loro sorridono, mi abbracciano. Quasi quasi mi commuovo. Sembra che abbia dato a questa gente una felicità particolare. Non pensavo di trovare un angolo del mondo, alla fine dell’Europa, in riva all’Oceano Atlantico, su un’isola dove sarei stato così desiderato.” [Reti di Smeraldo, pag. 38].

E’ a questo punto che inizia la parte più interessante ed emozionante del libro, in cui l’autore, Carlo Vellutini, sotto i panni di Paolo Rossi, introduce il lettore al mondo non solo della League Of Ireland, ma anche di quella fetta d’Irlanda – l’Ovest, il Connacht, il Connemara – così intrisa di fascino, tradizioni e cultura gaelica che rapiscono e assorbono il viaggiatore venuto da lontano. L’esperienza di Paolo Rossi diventa determinante, dal punto di vista di chi legge, per penetrare nel mondo sconosciuto del campionato irlandese. Ciò che ne trapelerà saranno quei valori di sportività, agonismo, identità e passione che sembrano sempre di più appartenere ad un calcio lontano, remoto, ma che in Irlanda sono più vivi e pulsanti che mai.

L’arbitro fischia la fine. Da vent’anni il Waterford era la bestia nera del Galway. Tutti esultano. Siamo primi in classifica. I giocatori avversari sono a terra. La gara è stata dura per tutti. Il mio marcatore O’Ryan viene verso di me. E’ uno dei calciatori più esperti della categoria. Mi stringe la mano, si complimenta e mi abbraccia. Mi meraviglio ancora di tanta sportività. Ricambio i complimenti.” [Reti di Smeraldo, pag. 67].

Contemporaneamente all’esperienza calcistica, Paolo Rossi porta avanti anche quella della sua vita privata. E’ laureato, e a Galway proseguirà i suoi studi intraprendendo un dottorato di ricerca alla National University of Ireland di Galway, famosa per essere il centro più importante di studi gaelici in Irlanda e non solo. Nella Città delle Tribù entra in contatto con tante persone, si costruisce alcune vere e sane amicizie e conosce una ragazza irlandese, Aingeal, di cui si innamora. Con lei andrà a visitare alcuni dei luoghi più suggestivi dell’Ovest, come il Burren e le Cliffs of Moher, le Isole Aran e il Connemara e, inconsciamente, comincerà a piantare i primi paletti per la sua vita futura, quella dopo il calcio.

I colori del Connemara ti restano dentro. Da un lato gli arcobaleni che fanno bella mostra di sé non appena spunta un raggio di sole nell’umidità di questa terra selvaggia, dall’altro lo stesso raggio di sole che trasforma quelli che sembrano prati verdi in strati multicolore.” [Reti di Smeraldo, pag. 80].

Con Aingeal e la sua famiglia, ma anche con Sean O’Laughlin – con il quale intercorre un rapporto più di sana amicizia che strettamente professionale -, i compagni di squadra del Galway e quelli dell’Università, Paolo Rossi andrà alla scoperta di questa terra incontaminata, della sua cultura e delle sue tradizioni, dei suoi cibi più saporiti e gli odori più caratteristici, ma anche dei suoi aspetti storici più recenti e controversi, come la questione dell’Irlanda del Nord e delle Sei Contee dell’Ulster, che ha implicazioni sociali e politiche quasi paradossali. Non manca il senso di nostalgia che il calciatore grossetano prova nei confronti della sua terra, la Maremma, il cui paragone col Connemara ritorna spesso nel corso del romanzo, e che dà lo spunto per riflessioni importanti e significative anche sull’Italia, sulle sue bellezze, i suoi contrasti, le sue diversità.

Un’osservazione giusta. Io infatti gli spiego che il mio Paese sia formato da tante regioni ed anche dentro a queste ci siano aree molto diverse tra loro. «La dimostrazione è in quello che più ci contraddistingue nel mondo», gli dico, «come la cucina». Lui mi guarda e mi ascolta con attenzione. «Non esiste un’unica cucina italiana, ma tante cucine regionali. Questo dà quella varietà che è la nostra forza, che ritroviamo nelle bellezze, nell’arte, nei vini, nei prodotti agroalimentari, nei paesaggi». [Reti di Smeraldo, pag. 162]

La vita personale di Paolo Rossi si intreccia e si arricchisce con l’esperienza professionale nel mondo del calcio irlandese. La stagione in Premier Division assume quasi i contorni di una favola, diviene l’occasione per raccontare una rivalità sentita e appassionata come quella che intercorre tra i Tribesmen e lo Sligo, un duello che sarà autentico protagonista nella stagione della consacrazione del Galway. La storia di Paolo Rossi in Irlanda si ricopre del significato del dare e del ricevere; la semplicità della trama e la ricchezza dei dettagli si intrecciano per dare vita ad un romanzo caldo e confortante, come uno stufato irlandese mangiato in dolce compagnia in un pub che si affaccia sulla costa occidentale dell’Isola di Smerdaldo.

RETI DI SMERALDO di Carlo Vellutini, edito da Edizioni Heimat, ha ricevuto il premio internazionale Capalbio Piazza Magenta, oltre che la segnalazione d’onore alla 35esima edizione del Premio Firenze.

Autore: Carlo Vellutini

Formato: 12X19

Pagine: 256

Copertina: Brossura

ISBN: 9788894045130



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