Due decadi. Quelle che Wenger e l’Arsenal hanno trascorso insieme, tra molti successi (3 campionati, 6 coppe d’Inghilterra e 6 Community Shield), ma tante, tantissime polemiche: il titolo in casa Gunners manca dal 2004, troppo per una società così ambiziosa. Eppure, l’alsaziano è sempre rimasto nei piani societari dei londinesi. Come detto,però, quest’estate potrebbe essere diversa: dalle parti dell’Emirates c’è voglia di cambiare, di provare a tornare competitivi e ridare carica all’ambiente. I nomi che circolano sono principalmente due: Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, e Ralph Hasenhuttl, del Lipsia, in svantaggio però rispetto all’allenatore livornese. I margini per avere un altro allenatore italiano in Premier ci sono? E cosa porterebbe Allegri a una squadra come l’Arsenal? Proviamo ad analizzare questi due temi. Innanzitutto, il mercato è imprevedibile: sebbene dall’ambiente dei campioni d’Italia continua a trapelare fiducia nell’ex allenatore di Milan e Cagliari, è anche vero che Allegri non ha mai convinto del tutto una buona parte della tifoseria, conducendo comunque un lavoro sempre eccellente, trionfando in campionato e arrivando anche in finale di Champions League. Marotta ha ribadito questa fiducia, sottolineando che: ” Allegri ha un contratto con noi. Il rapporto tra la società e l’allenatore è ottimo, idilliaco e c’è ancora margine di crescita. Non è in scadenza, non c’è motivo per creare un problema, non è tale, il rapporto è ottimo, noi contenti di lui e di noi”, mentre il tecnico ha un po’ schivato la domanda:”Il futuro? Io sto bene qui e ho ancora un anno e mezzo di contratto. Sono in sintonia con la società, ma dobbiamo pensare a cosa stiamo facendo ora. Siamo in testa alla classifica, e in lizza su tre fronti. Dobbiamo affrontare questi mesi con grande entusiasmo. Un futuro ancora insieme ? Ora non ci penso, sono contento qui e i rapporti con la società sono ottimi. Dipenderà sia da me che, appunto, dalla società”. Le lezioni di inglese le sta prendendo, che sia per un semplice upgrade culturale o per un futuro Oltremanica, questo ce lo dirà solo il tempo.

Tatticamente parlando, invece, Allegri avrebbe molto da dare ad una rosa come quella dei Gunners. Utilizzando il suo modulo “più recente”, quel 4-2-3-1 molto offensivo ma anche di quantità, porterebbe un elemento di continuità, dato che è anche attualmente il modulo utilizzato dall’allenatore francese. Benefici arriverebbero sicuramente dalla condizione fisica dei giocatori, che con Allegri è sempre ottima, come dimostrano i casi recenti di Higuain e Mandzukic, e dalla fase difensiva, che viene curata sempre molto più in Italia che in Inghilterra.

Ovviamente, la difesa londinese non è quella bianconera, ma con qualche ritocco dal mercato si può creare qualcosa di importante. In attacco, invece, l’interesse per Greizmann (difficile, c’è anche lo United), permetterebbe un super reparto con Greizmann-Ozil-Sanchez dietro a Giroud: potenziale devastante, forse fanta-mercato, ma lo abbiamo già detto: tutto è possibile. A centrocampo servirebbe probabilmente un innesto di qualità, che attualmente in rosa (a meno di un reintegro di Wilshere) manca. Non è detto che, nel caso questo passaggio avvenisse, il tecnico livornese non decida di provare a portare qualche suo pupillo bianconero in maglia Arsenal, per completare una rosa con un grande potenziale da esprimere.

Un presente da protagonista, un futuro ancora tutto da scrivere: per Allegri sarà un 2017 intenso.



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