Tom Broadbent è il classico tipo da palestra inglese, 25 anni, muscoli scolpiti, 1.90m per 90 kg e braccia completamente tatuate. Unica differenza, quei muscoli lui non se li è fatti in palestra ma in guerra, servendo la Regina in qualità i caporale nell’esercito inglese in Afghanistan.

“Il momento più brutto fu quando stavo ascoltando i Red Hot Chilli Peppers, e fummo vittime di un’imboscata dei ribelli, mi spararono ma me la cavai”. Altro che labbro gonfio!

Broadbent, ex capitano nella passata stagione degli Hayes and Yeading Utd, squadra della Southern Division inglese, dopo aver giocato a calcio da bambino a 19 anni decise di unirsi all’esercito inglese, anche se ora afferma di non sapere il perchè di quella scelta. “Mi attirava quand’ero più giovane”. Tanto allenamento e duro lavoro, infine le prime partite di calcio al fronte con il reggimento, e l’amore per il calcio che sboccia di nuovo. Qualche mese nell’Isola di Ascensione, un’isoletta sperduta nell’Oceano Pacifico a mille miglia dall’Australia, il luogo di terraferma più vicina, poi quattro mesi durissimi in Afghanistan nel 2014, nel corso dei quali Tom si becca anche una pallottola mentre si trova in una jeep militare, che quasi lo uccide. Infine, il ritorno nel Regno Unito e le avventure nelle lower divisions inglesi, fino alla grande possibilità arrivata a febbraio con il Bristol Rovers, League One, per la stagione successiva da agosto. Il tutto nonostante il suo periodo di lavoro con l’esercito terminasse il 4 settembre, ma convincere il suo Comandante di truppa non è stato così difficile, la sua voglia di tornare a giocare al calcio professionistico era troppo grande. Il tutto, ad appena 25 anni.