E’ durata appena un anno e mezzo l’avventura di Memphis Depay al Manchester United. Arrivato nel 2015 dal PSV per una cifra superiore ai 30 milioni di euro, il classe ’94 olandese ha appena completato il suo trasferimento in Francia, a Lione, per una cifra che si aggira intorno ai 17 milioni di euro e che supera i 20 in caso di qualificazione dei transalpini in Champions League. Perchè questo talentuosissimo ragazzo nato a Moordrecht da padre ghanese e madre olandese non è riuscito a dimostrare il suo valore all’Old Trafford? Abbiamo selezionato alcune possibili ragioni del suo “fallimento”:

  • rapporto con gli allenatori

Un feeling mai nato, nè con Van Gaal nè tantomeno con Mourinho. L’allenatore olandese, che lo ha fortemente voluto a Manchester, lo ha fatto giocare molto sin da subito, arrivando a fargli collezionare, a fine campionato, 29 presenze a causa del rendimento progressivamente calante. Perchè se in 29 presenze segni solo due volte e fornisci solo un assist, giocando da ala sinistra, non sei sicuramente al tuo meglio, considerato anche che in Olanda, seppur in un campionato tecnicamente più “debole”, nella stagione precedente hai collezionato una presenza in più, segnando 22 gol e fornendo 6 assist. Con l’allenatore portoghese, poi, non c’è mai stato nemmeno un tentativo di far nascere il feeling: appena 6 presenze in 5 mesi, sin da subito ai margini della squadra:”lui e Schneiderlin-aveva detto Mou- non sono considerati opzioni in questo momento. Valuteremo le offerte quando inizierà il mercato”. Non ci hanno messo poi tanto a trovare una soluzione: anche il francese è andato via, direzione Liverpool, sponda Everton.

 

  • impegno e concentrazione

Quello che forse gli è mancato, in questi 18 mesi inglesi, è stata la costanza durante gli allenamenti, che non gli hanno permesso di raggiungere una condizione adatta ad esprimere il suo meglio in campo. Gullit, qualche giorno fa, ha parlato di Pogba mettendolo in guardia, perchè concentrandosi più sull’immagine che sul campo si potrebbe fare la fine di Depay: l’olandese ha sempre dato l’impressione di avere la testa da qualche altra parte, facendo parlare di sè più per le vicende esterne che quelle interne al rettangolo di gioco.

  • concorrenza

Arrivare a Manchester e trovare quel tipo di parco attaccanti potrebbe mettere in difficoltà chiunque: Memphis ha sicuramente sofferto, e non poco, la concorrenza, l’esplosione di giocatori come Rashford e i grandi investimenti fatti soprattutto su Martial. Probabilmente, un giocatore come lui ha bisogno di sentirsi protagonista e al centro di un progetto, e la società del presidente Aulas potrebbe essere la soluzione migliore per rilanciarsi.

  • ambientamento

Passare dalla Eredivisie alla Premier League e pensare di poter trovare subito il proprio stile di gioco è cosa più unica che rara: i ritmi del campionato inglese, la grande fisicità e l’alto tasso tecnico hanno sicuramente messo in difficoltà il 22enne olandese, abituato a fare il bello e il cattivo tempo in patria.

Secondo i media britannici, lo United si sarebbe riservato il diritto di “recompra” in futuro perchè, come spiegato anche da Mourinho: “Memphis è un ragazzo benvoluto e dal grande potenziale, spero possa fare talmente bene da ritornare qui un giorno”. Parole che possono far sorridere anche il nuovo numero 9 dell’OL, pronto ad una nuova avventura, con un occhio al passato, per ricordare dove ha sbagliato, e un occhio al futuro, perchè, si sa, la seconda possibilità arriva, per chi se la merita.



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