Dopo la sosta per le Nazionali, torna l’appuntamento con la Premier League in cui si gioca l’ottavo turno di campionato, aperto come di consueto con l’anticipo delle 13.45 di Stamford Bridge tra Chelsea e Leicester, nel derby tutto italiano tra Conte e Ranieri, vinto 3-0 dai Blues grazie alle reti nella prima frazione di Diego Costa e Hazard, e al sigillo nel finale di Moses.

Per quanto concerne le gare delle 16, partiamo dalla spettacolare sfida del Vitality Stadium tra il Bournemouth e l’Hull City di Mike Phelan. La gara si sblocca già al 5′ con Daniels che è bravo a ribadire in rete a porta vuota la punizione di Stanislas che si stampa sul palo e torna in gioco. Al 34′ arriva però il pareggio delle Tigers con Ryan Mason, la cui conclusione da fuori area viene deviata in maniera decisiva da Steve Cook, mettendo fuori causa Boruc. La gioia per gli ospiti dura poco perchè passano appena 7′ e le Cherries si riportano in vantaggio: calcio di punizione dsalla trequarti di Stanislas, palla dentro l’area su cui il più rapido ad arrivare è proprio Cook che fulmina Marshall e regala la rete del 2-1 facendosi perdonare l’errore precedente. Al 45′ arriva la rete del 3-1: ingenuità di Snodgrass che commette un fallo molto stupido su Wilson nella propria area di rigore, dal dischetto si presenta Junior Stanislas che batte Marshall e manda le squadre sul parziale di 3-1. Nel secondo tempo il copione non cambia, il Bournemouth continua a macinare bel gioco con l’Hull City che si limita a difendere e ripartire, ma al 65′ ci pensa ancora Stanislas, nettamente il migliore in campo con due gol, un assist e un palo colpito su punizione, a chiudere definitivamente i conti con la rete del 4-1. Le Tigers escono definitivamente dalla partita e la squadra di casa ne approfitta dilagando: all’83’ Wilson corona l’ottima prestazione con la rete di testa, sfruttando un assist al bacio di King, all’88’ Gosling si iscrive al tabellino dei marcatori con la rete del 6-1 che chiude il match. Goleada del Bournemouth che dimostra di essere una delle squadre con il gioco migliore in Premier, pomeriggio da dimenticare per l’Hull che torna a casa con le ossa rotte, troppe distrazioni difensive e poca incisività offensiva per gli uomini di Phelan.

Andiamo a Manchester, dove Manchester City ed Everton danno vita ad una gara pazza, ricca di colpi di scena. Il City nel primo tempo opera una grande pressione ma fatica a creare occasioni nitide, in particolare Silva appare in grande spolvero ma fatica a imbeccare i due esterni, De Bruyne e Sterling oggi poco coinvolti, e Iheanacho, apparso oggi non in grande giornata. Al contrario l’Everton gioca un primo tempo molto ordinato difensivamente, senza soffrire la pressione del City ma Lukaku non viene praticamente mai servito, troppo isolato in avanti. Al 43′ però i Citizens hanno la grande chance di portarsi in vantaggio: Silva salta Jagielka in area di rigore, sgambetto molto ingenuo del capitano dei Toffees, nessun dubbio per Michael Oliver che decreta il penalty per gli uomini di Guardiola. Sul dischetto va De Bruyne, il bellga però si fa ipnotizzare da Stekelenburg che respinge e salva l’Everton, mantenendo il parziale di 0-0 all’intervallo. Nella seconda frazione l’Everton appare più propositivo e prima costruisce una buona chance con Deulofeu, poi passa sorprendentemente a condurre: lancio lungo dalla propria metà campo di Oviedo, Lukaku ingaggia un duello fisico e in velocità con Clichy, grave errore lasciare il francese in uno contro uno contro il belga, dribbling secco in area e sinistro a incrociare che fulmina Bravo, grandissimo gol per Romelu Lukaku e vantaggio 0-1 per la squadra di Koeman. Nel frattempo esce uno spento Iheanacho ed entra Aguero, l’argentino è subito protagonista: al 70′ riceve palla in area, si gira ma ancora Jagielka gli rifila un calcione, rigore indiscutibile e altra ingenuità colossale da un giocatore dell’esperienza del trentaquattrenne centrale inglese. Sul dischetto stavolta va proprio il Kun Aguero, ma ancora una volta Stekelenburg si conferma in giornata di grazia respingendo anche il tentativo dell’argentino. Al 72′ però crolla il muro eretto dall’ex estremo difensore di Ajax e Roma, Silva salta nettamente Coleman sulla destra e mette dentro un traversone che Nolito, di testa, deposita in rete per la rete del pari che ridà voce al pubblico dell’Etihad Stadium. All’82’ Stekelenburg ancora protagonista:palla recuperata sulla trequarti avversaria dal City, De Bruyne lascia partire un destro, parata pazzesca del portiere olandese che, con la mano di richiamo, manda la sfera sul palo e poi in angolo. E’ l’ultima emozione di una partita intensissima, decisa da Stekelenburg e dalle sue parate, terza gara senza vittorie per il City di Guardiola che deve ritrovare l’intensità di inizio campionato.

Andiamo a Londra, più precisamente all’Emirates dove l’Arsenal ospita lo Swansea, che dopo l’esonero di Guidolin vede l’esordio di Bob Bradley in panchina. Anche qui partita bellissima e ricca di gol, Gunners già avanti al 26′ con Walcott che sfrutta un errore in copertura di Amat e da due passi fa 1-0; Walcott raddoppia dopo pochi minuti, al 33′ sugli sviluppi di corner l’esterno inglese controlla in area dopo un batti e ribatti e punisce Fabianski. Lo Swansea però non molla mai e al 38′ Sigurdsson sfrutta l’errore di Xhaka, giornata da incubo oggi per l’ex mediano del Gladbach, con un sinistro telecomandato dell’islandese che finisce all’incrocio imprendibile per Cech. Nel secondo tempo l’Arsenal ristabilisce le distanze grazie al gran gol al volo di Mesut Ozil, bravo a sfruttare il cross perfetto di Alexis Sanchez festeggiando al meglio il suo ventottesimo compleanno. La retroguardia dei londinesi continua però a mostrare enormi lacune, e al 66′ Borja Baston la riapre nuovamente sfruttando il cross rasoterra dentro l’area di Barrow. Al 70′ rosso diretto meritatissimo per Granit Xhaka, che si fa cacciare per un calcione da dietro a Barrow, pericoloso e senza senso soprattutto per compiuto a metà campo con la propria squadra avanti nel punteggio: gli Swans ci provano fino alla fine ma dopo 5′ di recupero finisce 3-2, vittoria sudata più di quanto previsto per l’Arsenal che comunque porta a casa i tre punti, ancora una sconfitta per i gallesi anche se oggi il pari sarebbe stato il risultato più equo.

Bella sfida anche al The Hawthorns tra West Bromwich Albion e Tottenham, i Baggies si confermano sempre squadra tosta soprattutto sul proprio terreno di gioco. Accade tutto nei dieci minuti finali: all’82 su azione di corner l’ex di giornata, Nacer Chadli, ribatte in rete un colpo di testa di McClean respinto da Lloris con l’aiuto del palo, gioco da ragazzi per l’esterno belga che porta in vantaggio i Baggies a 8′ dal termine. Gli Spurs però non mollano e si dimostrano ancora squadra in grande salute, e all’89’ trovano la rete del pareggio: grande azione sulla sinistra di Son, palla dentro per Eriksen che in area controlla e riesce a servire Alli, tocco da biliardo da tre metri per il wonderkid Spurs che sigla la rete del definitivo 1-1 e regala un punto prezioso a Pochettino.

Ci spostiamo a Stoke, dove lo Stoke City, ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato ma reduce dall’ottimo pareggio ottenuto ad Old Trafford quindici giorni fa, ospita al Britannia il Sunderland nella più classica delle sfide salvezza. Sfida spigolosa, non certo spettacolare e dura, football tipicamente britannico: la sbloccano i Potters dopo 8′ con Joe Allen, bravo di testa a sfruttare il cross dal fondo di Arnautovic e a portare in vantaggio la propria squadra. Al 46′ in pieno recupero lo Stoke raddoppia: corner dalla sinistra, Shawcross colpisce di testa ma il suo tentativo viene respinto sulla linea, il pallone finisce sui piedi ancora di Allen che al volo fa 2-0, rete davvero molto bella del gallese che sigla il terzo gol in due partite ed eguaglia il suo record personale di reti in Premier League. Finisce 2-0, tre punti vitali per lo Stoke City che torna a respirare, continua il momentaccio per i Black Cats e per David Moyes, che ora appare già sulla graticola: fra sette giorni, la gara all’Olympic Stadium di Londra contro il West Ham sa già di dentro o fuori.



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