Big match di questa settima di Premier è senza dubbio lo scontro al vertice che vede affrontarsi il Tottenham di Pochettino, miglior difesa del campionato e in grande condizione nonostante l’assenza di Kane in attacco, e il super Manchester City di Guardiola, sei vittorie su sei finora, ma reduce dal pirotecnico 3-3 in rimonta agguantato mercoledì al Celtic Park di Glasgow in Champions League.

Pochettino sceglie il 4-2-3-1 con Lloris tra i pali, in difesa Walker, Alderweireld, Vertonghen e Rose, mediana muscolare con i giganti Moussa Sissoko e Wanyama, tre trequartisti come Eriksen, Alli e Lamela alle spalle di Heun-Min Son, in forma strepitosa reduce da cinque gol in altrettante partite, autore del gol vittoria martedì a Mosca contro il CSKA.

Guardiola, che per tre settimane dovrà rinunciare alla stella De Bruyne, opta per lo stesso modulo del collega con Bravo, dietro Zabaleta preferito a Sagna, Otamendi, Stones e Kolarov, in mezzo al campo Fernando e Fernandinho, Aguero unica punta supportato da Sterling, Silva e Navas.

L’arbitro è il signor Andre Marriner, che alle 15 fischia l’inizio della gara. Partiti, e dopo 9′ gli Spurs passano già in vantaggio: Lamel porta palla sulla trequarti avversaria, servizio largo per Rose che mette dentro un cross, davvero goffo l’intervento di Kolarov che svirgola e mette alle spalle di Bravo per un autogol davvero clamoroso. Gara in salita per gli uomini di Pep Guardiola, che ora si trovano a dover scoprirsi contro la miglior difesa del campionato, esponendosi ai contropiede dei velocisti avversari. Al 37′ raddoppio Spurs: Alli cerca di incunearsi in area ma viene fermato al limite da Otamendi, il pallone arriva sui piedi di Son che vede l’inserimento del compagno, grandissima palla del coreano proprio per Alli che, all’altezza del dischetto del rigore, incrocia e fulmina Bravo per la rete del 2-0 che fa esplodere un White Hart Lane esaurito in ogni suo ordine di posto.

Nel secondo tempo Guardiola cerca di scuotere i suoi inserendo prima Gundogan per  Fernando, e poi Iheanacho per un Navas troppo evanescente ed avulso dal gioco, ma al  67′ la grande chance del gol ce l’ha ancora il Tottenham: Alli entra in area e viene travolto da dietro molto ingenuamente da Fernandinho, in un sandwich con Zabaleta: nessun dubbio per Marriner che fischia il rigore. Dal dischetto si presenta Lamela, che col mancino incrocia ma trova la respinta di Bravo, che tiene a galla le speranze dei Citizens. Al 72′ negli Spurs dentro Dier per Sissoko, mentre a 4′ dal novantesimo standing ovation del pubblico londinese per l’uscita dal campo di Dele Alli, fenomenale quest’oggi, che lascia il posto a N’Koudou. A poco serve l’ingresso in campo di Sané per Sterling, negativa oggi la sua prova, dopo 5′ di recupero il direttore di gara fischia la fine di una gara stravinta meritatamente dagli Spurs, sia sul piano del gioco che sul piano della cattiveria agonistica, prima sconfitta in Inghilterra per Guardiola, serve forse un bagno d’umiltà per i mancuniani, travolti da troppa euforia dopo le sei vittorie consecutive colte, va detto contro tutte avversarie dal dodicesimo posto in giù, eccezion fatta per la vittoria di Old Trafford nel derby contro il Manchester United; il suo City rimane comunque ancora al comando a +1 proprio dal Tottenham, in attesa dell’Arsenal di scena alle 17 a Burnley.



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