Ci sono partite che vanno oltre i tre punti, che propongono sfide nelle sfide, che valgono la supremazia cittadina. Tutto questo, e altro ancora, è Manchester UnitedManchester City, il derby di Manchester. De Gea contro Bravo, Rooney contro Silva, Ibra contro Aguero (oggi assente), ma soprattutto è Mourinho contro Guardiola, due allenatori che già dai tempi del Clasico, non si sono mai piaciuti.

La vigilia della partita è stata caratterizzata soprattutto dalla squalifica di tre giorni inflitta al Kun Aguero, per una gomitata a Reid del West Ham nell’ultimo turno di campionato. Mourinho invece ha a disposizione praticamente l’intera rosa, vincere oggi significherebbe dare già un segnale di quanto lo United possa essere considerata in effetti la candidata numero uno al titolo.

Guardiola invece opta per il debutto di Claudio Bravo in porta, dopo la criticatissima scelta di spedire l’idolo di casa Joe Hart a Torino, sponda granata. Solo panchina invece per l’altro debuttante, Sané, arrivato in estate dallo Schalke 04 per la cifra record di 50 milioni di euro.

Mourinho sceglie un 4-2-3-1 con De Gea tra i pali, in difesa Valencia e Shaw sulle corsie laterali, Bailly e Blind centrali; in mediana Fellaini e Pogba, Mkhitaryan, Rooney e Lingard alle spalle di Ibrahimovic.

Pep invece decide per il 4-3-3 con Bravo in porta all’esordio, in difesa Sagna, Stones, Otamendi e Kolarov, a centrocampo Silva, Fernandinho e De Bruyne, in avanti il trio composto da Nolito, Iheanacho e Sterling. Arbitro di questo centosettantaduesimo derby di Manchester è Mark Clattenburg, di gran lunga l’arbitro migliore al momento in Inghilterra.

Inizia meglio lo United che prova a rendersi pericoloso soprattutto nel corridoio centrale con Wayne Rooney però troppo lontano da Ibra, mentre Lingard e Mkhitaryan appaiono troppo evanescenti ed avulsi dal gioco. Il City esce bene alla distanza e, da grande squadra, passa in vantaggio con cinismo alla prima vera grande occasione creata: al 15′ Iheanacho vede centrale l’inserimento di De Bruyne servendolo in sponda di testa, il belga allunga la gamba e anticipa un pigro Blind involandosi verso De Gea, l’ex del Wolfsburg è bravissimo poi a piazzare nell’angolino battendo l’estremo difensore spagnolo per la rete che porta avanti il City. Lo United dopo il gol subito esce dal campo, e fa davvero difficoltà a tenere alto il proprio baricentro, Ibra ci prova al 26′ ma Bravo blocca facilmente, per il resto molto poco United, mentre i Citizens fanno girare magistralmente il pallone verticalizzando poiall’improvviso, spesso cogliendo impreparata la difesa di Mourinho. Il netto predominio territoriale degli ospiti si traduce nella rete del raddoppio al 36′: De Bruyne riceve palla dentro l’area di rigore, lascia partire un destro che si stampa sul palo, sulla tap-in il più lesto è Iheanacho che, tenuto in posizione regolare da Blind, ribatte in rete il gol che vale il raddoppio. Proprio quando i Red Devils sembrano ormai essere fuori dai giochi, arriva la giocata del campione che riapre i giochi poco prima dell’intervallo: al 42′ Silva viene ammonito per un brutto fallo da dietro su Valencia nei pressi della propria trequarti, sul calcio di punizione va Rooney che scodella in mezzo, Bravo in uscita blocca ma, ostacolato da Stones, si fa sfuggire maldestramente la sfera dalle mani, Ibrahimovic non si fa pregare e, in volèe, trova il pertugio giusto segnando un gol tanto fondamentale quanto stilisticamente perfetto. Occasionissima per Ibra anche al 47′, al secondo minuto di recupero, altro errore di Bravo in uscita, Lingard serve Ibra che a porta sguarnita calcia però debolmente, sulla linea Stones recupera facilmente e spazza. Si va negli spogliatoi sul parziale di 1-2, va benissimo allo United che proprio negli ultimi minuti è riuscito a riaprire una gara dominata nei primi 45′ dai Citizens, soprattutto grazie ad un errore gratuito di Bravo; male Pogba, troppo timido in mezzo al campo, malissimo Lingard e Mkhitaryan, corpi estranei al gioco.

Nella seconda frazione Mourinho lascia negli spogliatoi proprio Lingard, al suo posto l’enfant prodige Marcus Rashford, e Mkhitaryan, sostituito da Ander Herrera, per cercare di dare maggiore incisività alle azioni offensive; nessun cambio invece per Guardiola evidentemente soddisfatto del primo tempo giocato dai suoi. Inizia molto bene lo United, con Ibra che ha una buona occasione al 47′ ma, disturbato da Kolarov, lo svedese calcia alto. Al 53′ Guardiola rileva Iheanacho e mette Fernando per dare maggiore equilibrio, otto minuti più tardi fuori Sterling dentro Sané, all’esordio in Premier League. Al 65′ angolo dalla destra per il City, Silva spedisce denteo l’area e dopo un batti e ribatti, Otamendi in scivolata prova a ribattere in rete ma viene disturbato provvidenzialmente da Bailly, tre minuti più tardi ci prova di testa Fernandinho ma De Gea blocca facilmente. Al 70′ gol annullato allo United: scatto strepitoso di Rashford che brucia Stones, dribbling secco sul centrale inglese e battuta a rete dal limite dell’area, il tiro viene deviato da Ibra in offside e finisce in rete, rete giustamente annullata e mani nei capelli per il giovane attaccante di Mourinho; al 74′ palo interno pazzesco di uno straordinario De Bruyne, imbeccato da Sané.All’81’ Mourinho toglie Shaw e inserisce Martial, ma all’86 si rende pericoloso Fernandinho ma il suo tiro viene bloccato da De Gea. Cinque minuti di recupero concessi da Clattenburg, di sofferenza per i Citizens e di speranza per lo United, che si riversa in assedio della porta difesa da Bravo: al 93′ grande opportunità per Ibra, che dal nulla si inventa un tiro deviato da Sagna in angolo, fuori per questione di centimetri. Al 95′ ultima grande opportunità per Pogba, che anticipa in uscita Bravo ma poi non trova più il pallone, dando modo a Stones di spazzare, grande prova dei due centrali del City contro Ibrahimovic. Dopo 5′ di recupero finisce qui, Guardiola batte Mourinho 1-2 e vola in testa alla classifica a punteggio pieno, in attesa del Chelsea ospite domani al Liberty Stadium di Swansea, nel derby tutto italiano in panchina tra Guidolin e Conte. Ottime prove nel City soprattutto di De Bruyne, migliore in campo, Fernandinho e della coppia centrale di difesa, da rivedere invece Bravo, autore di due gravi errori nel primo tempo, mentre nel secondo rendendosi protagonista di tre dribbling da brivido che in Inghilterra raramente si vedono ( e difficilmente vengono apprezzati dai tifosi), e Leroy Sané, apparso troppo timido fisicamente al suo ingresso, e Nolito, autore di un buon primo tempo ma uscito completamente dalla partita nella ripresa. Nello United si sono salvati Rooney, davvero l’ultimo a mollare, e Rashford, che ha cambiato la partita al suo ingresso; malissimo invece come detto Lingard e Mkhitaryan, maluccio anche Pogba che, a parte qualche discesa delle sue, dà ancora idea di non essere pienamente negli ingranaggi di gioco della sua nuova squadra.



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