“Non sei senza ambizione, ma ti manca la crudeltà che deve accompagnarla”, diceva William Shakespeare. A distanza di circa 450 anni, non tanti chilometri di distanza ma in un contesto totalmente diverso, un signore di 53 anni dev’essersi sentito in dovere di ricordare ai propri giocatori questa frase: l’uomo in questione è Craig Shakespeare ( quel cognome è solo una coincidenza?), i giocatori sono quelli del Leicester. Dall’arrivo sulla panchina delle Foxes del nativo di Birmingham, il Leicester ha ritrovato quella cattiveria agonistica che, nella passata stagione, ha permesso uno dei più grandi miracoli sportivi della storia. Tra campionato e Champions sono arrivate 5 vittorie su 5 partite, di cui 4 in Premier. Queste hanno permesso a Shakespeare di stabilire un record: solo Ancelotti, Guardiola, Hiddink e Mourinho erano riusciti nella stessa impresa. Stasera, in casa contro il Sunderland, la possibilità di arrivare a 6 su 6 è elevata. Una vittoria darebbe una tranquillità tale da permettere a Vardy e Co. di concentrarsi sul quarto di finale di Champions League contro l’Atletico Madrid, che a questo punto appare meno scontato che in precedenza, sebbene i Colchoneros partano favoriti.
A dire il vero, il lavoro di Shakespeare sulla fase tecnico-tattica della squadra è meno evidente del lavoro psicologico che lui e il suo staff hanno fatto in questo primo mese. Se si vanno a confrontare le due formazioni, l’unico vero cambiamento è l’esclusione del deludente Musa, pagato 30 milioni in estate e incapace di mostrare tutto quello di buono che al CSKA aveva fatto. Il modulo oscilla sempre tra un 4-4-2 più difensivo e un 4-2-3-1 più adatto alle ripartenza veloci. A contribuire in maniera decisiva è stata la crescita di Ndidi, pagato 20 milioni dal Genk per sostituire il partente Kantè, ma che finora non aveva reso secondo le aspettative. Da quando Shakespeare è approdato sulla panchina delle Foxes, per il 20enne nigeriano sono arrivati il primo assist e poi il primo gol, proprio nell’ultima vittoria contro lo Stoke. Secondo la stampa britannica, Manchester United e Arsenal sono già pronti a darsi battaglia in estate per strapparlo al Leicester, segno che l’Inghilterra si sta accorgendo di questo ragazzo.
Poco più di un mese fa, l’universo delle Volpi si chiedeva se la proprietà avesse fatto bene ad esonerare Ranieri, se i giocatori avessero fatto pressione per un cambio alla guida tecnica della squadra. Le Foxes vacillavano pericolosamente, costantemente troppo vicini alla zona retrocessione. Sono passati 40 giorni dall’esonero di Tinkerman, il Leicester è 13esimo, a +6 dalla terz’ultima, e mercoledì va a giocarsi una fetta di semifinale di Champions al Vicente Calderon contro l’Atletico di Simeone. Chiamatelo “sogno di una notte di mezza estate”, ma l’“amletico” Shakespeare, così come viene chiamato dai tabloid inglesi, non ha alcuna intenzione di fermarsi qui.

 

 



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