Era il 16 giugno del 2014 quando Ronald Koeman venne chiamato a sostituire Mauricio Pochettino come allenatore del Southampton. Per lui è la prima esperienza in Inghilterra dopo aver girato sia da calciatore che da allenatore mezza Europa (Olanda, Spagna, Portogallo). Per ricostruire la squadra, che fino a quel momento aveva come unico obiettivo la salvezza, l’olandese porta ai Saints diversi suoi beniamini, avuti o adocchiati in Olanda: come prima cosa vuole che la sua punta d’attacco sia Graziano Pellè (avuto sia con l’AZ sia con il Feyenoord e uomo da 50 gol su 57 presenze) prelevandolo per 11 milioni di euro, poi si tuffa sull’esterno offensivo del Twente Dusan Tadic per 10,9 milioni di sterline, ottiene il prestito di Alderweireld dall’Atletico Madrid, Long dall’Hull City per 15 milioni di euro, stessa cifra spesa per prendere Manè dal Salisburgo (grande affare, che ha portato quest’estate un’altissima plusvalenza nelle casse della società con la cessione al Liverpool per ben 41,2 milioni), senza dimenticare i 10 milioni di sterline investiti sul portiere del Celtic Forster.

Tanti i soldi spesi (più o meno una somma simile a quella rientrata con le cessioni dolorose di Lallana, Lovren, Lambert, Chambers e Shaw), ripagati però alla grande dagli ottimi risultati. Ma soprattutto, sotto il suo comando, hanno avuto l’occasione di farsi largo alcuni giovani dell’Accademy dei Saints: esordisono con Koeman il terzino Matt Targett e il centrocampista Harrison Reed, ma soprattutto si confermano i giovani Bertrand (preso in prestito dal Chelsea), Ward-Prowse, Clyne e Gallagher, valorizzando così le giovanili. A fine anno Koeman si prende un ottimo settimo posto con 60 punti, che significa record per il club, qualificandosi per i play-off di Europa League (uscendovi però in Estate).

La nuova stagione inizia così con grande delusione, ma anche con tanta voglia di riscattarsi. In estate arrivarono sempre alcuni pupilli olandesi: Clasie dal Feyenoord per 8 milioni di sterline, Van Dijk dal Celtic per 15,7 milioni di euro, Martina dal Twente per 1,5 milioni, Cedric Soares dallo Sporting Lisbona per 6,5 mln, Oriol Romeu dal Chelsea per 5,6, l’olandese Stekelenburg per la porta e Juanmni dal Malaga per 7 milioni (a fronte degli addii di Clyne e Schneiderlin).

Anche nel 15/16 le cose vanno oltre le aspettative, con i Saints cha arrivano al sesto posto lasciandosi dietro squadre come Liverpool, Chelsea e West Ham. Van Dijk si rivela il vero grande acquisto, sostituendo alla grandissima Alderweireld. Inutile sottolineare ancora le eccellenti prestazioni dei 3 attaccanti, soprattutto con l’aggiunta a gennaio di Charlie Austin.

In estate ecco la svolta: Koeman accetta l’offerta presentatagli dall’Everton e il 14 giugno 2016 firma un contratto triennale con i Toffees. Fino ad oggi le prestazioni del club di Liverpool sotto la guida dell’olandese sono discrete, attualmente è al settimo posto con 33 punti (9 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte), ma ha avuto in questi mesi molti alti e bassi che non convincono abbastanza. Anche qui Koeman applica inizialmente il 4-3-3 alternandolo al 3-4-3, gli stessi moduli coi quali ha allenato il Southampton: Stekelenburg; Coleman, Williams, Mori, Baines; Gueye, Barry, Barkley; Mirallas, Lukaku, Bolasie l’undici tipo; da notare la pesante decisione di lasciar fuori la leggenda Phil Jagielka. Così come coi Saints, anche all’Everton Koeman regala spazio ai giovani, su tutti il difensore Holgate e i centrocampisti Davies e Calvert-Lewin, i primi due reduci da un’ottima prestazione in Premier contro il Manchester City. Durante questa finestra di mercato sono arrivati Schneiderlin (già allenato da Koeman) e il giovanissimo Ademola Lookman dal Charlton. Con l’olandese in panchina l’Everton può sicuramente sognare in grande, visto anche ciò che è riuscito a fare a Southampton, e avendo una grande società alle spalle, che vanta un’ottima solidità finanziaria.

Di Simone Moscufo.



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