Romelu Menama Lukaku, nato ad Anversa il 13 maggio 1993, è senza alcun dubbio uno dei prospetti offensivi più interessanti che ci siano in circolazione, una vera e propria macchina da gol. Origini congolesi, figlio d’arte di papà Roger, calciatore della nazionale belga e attuale punta dell’Everton. Un calciatore completo, nonostante la stazza imponente (192 cm x 100 kg) è molto agile e veloce, anche palla al piede. Quel piede mancino che di reti ne ha bucate fin troppe e, non a caso, viene paragonato all’ex compagno di squadra ai tempi dei Blues, la leggenda Didier Drogba, sia per i suoi tratti somatici che per il modo di giocare. Il vizio del gol ce l’ha sempre avuto, fin da ragazzino. Partito dal Lierse, in Belgio, dove nelle divisioni giovanili segnò ben 116 reti in 70 partite. Numeri da pazzi, che spinsero l’Anderlecht ad ingaggiarlo immediatamente. La giovane punta non si fece aspettare, siglando subito 41 reti in 98 incontri, sempre nei campionati giovanili. Ma, appena compiuti 16 anni (nel maggio del 2009) firmò il suo primo contratto professionistico con la prima squadra dei Paarswit. Dopo alcune settimane, segnò il suo primo gol nel mondo dei grandi, divenendo il più giovane marcatore di sempre nella storia della Jupiler League. Il suo talento e la sua stazza lo portarono anche ad esordire giovanissimo nei preliminari di Champions League – nella stagione 2009­/2010 – persi poi contro il Lione. L’Anderlecht, qualificato quindi alla fase a gironi dell’Europa League, fece debuttare Romelu anche in questa competizione, dove all’esordio fornì un assist e dove segnò una doppietta all’Ajax pochi mesi più avanti. Non aveva nessuna intenzione di fermarsi, il suo unico obiettivo era farsi notare dai maggiori top club europei. Detto fatto, continuò ininterrottamente a buttarla dentro, segnò la prima doppietta in campionato, segnò il gol che aprì le marcature in Anderlecht-Athletic Bilbao (4­0), valevole per gli ottavi di finale di Europa League e a fine stagione venne incoronato capocannoniere della prima divisione belga a 17 anni scarsi, con 15 reti, vincendo il campionato, prolungando il contratto con i Paarswit fino al 2015 e continuando a segnare a raffica anche nella stagione successiva, trovando anche i primi gol in Champions League. Il 6 agosto 2011, passò al Chelsea per 22 milioni di euro. C’era molta attesa per quello che sembrava un predestinato, che oltretutto si dichiarò tifoso Blues. Purtroppo per il ragazzo però, la stagione si rivelò un totale fallimento, con appena 8 presenze. Il Chelsea proprio in quella stagione si laureò campione d’Europa e diventò celebre l’episodio relativo al momento in cui durante la premiazione all’Allianz per la conquista della Champions League, Lukaku si rifiutò di alzare il trofeo, dichiarando poi ai microfoni: “I’ve not even touched the cup. I don’t deserve it because I was not on the list. I don’t touch anything I don’t deserve“. L’anno dopo, venne ceduto in prestito al West Bromwich, dove si riscattò alla grande, segnando 17 gol in 35 partite, candidandosi di diritto come uno dei giovani più interessanti della Premier. Ma il suo unico obiettivo era quello di tornare a Stamford Bridge, con il Chelsea, che a fine stagione fece un nuovo tentativo con il belga. Andò però ancora peggio di prima: sbagliò il rigore nella Supercoppa Europea contro il Bayern Monaco, scegliendo poi di trascorrere la stagione all’Everton di Martinez (che a fine anno, dopo profonde riflessioni del giocatore belga, acquisterà il suo cartellino per ben 35 mln). Con la maglia dei Toffees è cresciuto sempre di più, disputando tre stagioni positive sotto tutti i punti di vista, crescendo a 360 gradi e acquisendo le caratteristiche che lo rendono uno dei prospetti più interessanti d’Europa. Ma oggi chi è Romelu Lukaku? E’ un giocatore che a 23 anni, con la tripletta rifilata nel Monday Night al Sunderland, è arrivato a quota 122 gol in carriera (oltre ai 19 in 53 partite con la nazionale) superando mostri sacri come Cristiano Ronaldo e Zlatan Ibrahimovic. Alla stessa età, tra i giocatori in attività, hanno fatto meglio solo Neymar (183) e Messi (150). E’ il giocatore più giovane a raggiungere e superare la soglia dei 50 gol in Premier League. Ma c’è un problema, forse cominciato dai tempi cupi di Londra, ovvero la sua incostanza. Criticato da molti dopo il mondiale 2014 in Brasile e dopo un europeo non tanto brillante in Francia. “Al Chelsea non ha sfondato, va bene per l’Everton…” si sente ancora tutt’oggi sulla bocca di tanti, però basta guardare i fatti. Una macchina da gol insaziabile che da sempre attira i club più blasonati d’Europa. Insomma, o lo odi o lo ami, ma dopo la tripletta siglata in appena 10′ nell’ultima partita, i dubbi restanti dovrebbero essere davvero pochi. Un’altra asta milionaria è alle porte e la gloria del definitivo riscatto per il “gigante buono” prima o poi arriverà, statene certi.

Scritto da: Luca Cupi
Revisione: Samuele Ravara



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