Finalmente si torna ad Anfield. Lo storico stadio del Liverpool è di nuovo pronto ad ospitare la Premier League, è più grande e, se possibile, ancora più magico. I lavori di ampliamento della “Main Stand” sono terminati ed ora l’impianto vanta 8.500 posti in più, oltre che un nuovo tunnel d’ingresso e dei nuovi spogliatoi.

Per battezzare la nuova casa, il Liverpool di Klopp ha ospitato il Leicester Campione d’Inghilterra. Il 4-3-2-1 dei Reds contro l’ormai canonico 4-4-2 delle Foxes, con entrambi  i team che avevano incamerato solo quattro punti nelle precedenti giornate di campionato. Quella che si annunciava come una delle sfide più spettacolari di questa “Game Week 4” non ha assolutamente deluso, regalando gol e spettacolo. Ma andiamo per ordine.

I Reds si presentano al calcio d’inizio con Lucas Leiva schierato come centrale difensivo (Lovren infortunato in allenamento) ed il tridente d’attacco formato da Sturridge, Firmino e Manè. Sin dalle prime battute si capisce che la partita del Leicester non sarà d’attesa, bensì fatta di pressione alta e tanta intensità. Nei minuti iniziali si è giocato molto in mediana, aspettando che una delle due squadre riuscisse ad alzare maggiormente il baricentro. Pian piano i Reds si sono sistemati meglio in campo ed hanno iniziato a fare la partita con più continuità, impedendo agli avversari di allargare il gioco o di ripartire.

Al dodicesimo, il primo squillo dei padroni di casa. Milner, salito sulla trequarti, è riuscito a premiare uno splendido movimento tra le linee di Roberto Firmino che dopo un controllo orientato ha fulminato Schmeichel sul primo palo. Il brasiliano, alla prima rete in Premier, si rivelerà poi in uno stato di grazia e sempre pronto ad accendere la scintilla per la propria squadra. Colpite d’improvviso le Foxes sono andate in difficoltà, non trovando più spazi per ripartire anche grazie alla solidità della mediana del Liverpool. Comincia a dare i suoi frutti il lavoro che Klopp sta facendo fare a Jordan Henderson: il capitano si sta abituando a fare lo schermo davanti alla difesa e nel match di oggi ha dettato i ritmi di gioco per tutta la squadra. Gli uomini di Ranieri, costretti a puntare su una costruzione di gioco macchinosa e priva di spazi, hanno impiegato molto tempo per reagire in maniera concreta.

Col passare dei minuti il Liverpool ha cominciato a mostrare i tratti propri delle squadre di Klopp: tantissima corsa, pressing alto a centrocampo e una grande qualità nella gestione del pallone. Un dominio vero e proprio quello imposto dai padroni di casa che, dopo una gran parata di Schmeichel su Manè (25′), è valso il raddoppio alla mezz’ora. Con uno scambio veloce a centrocampo ed anche grazie ad un tentativo di anticipo fallimentare da parte di Wes Morgan, Daniel Sturridge si è presentato in area di rigore con il pallone tra i piedi. L’inglese ha scaricato col tacco su Sadio Manè che ha battutto il portiere del Leicester e trovato il primo gol ad Anfield con la maglia dei Reds.

Soltanto sei minuti dopo il raddoppio però, nonostante le Foxes non fossero mai riusciti ad essere pericolose dalle parti di Mignolet, una follia di Lucas Leiva ha riaperto la partita. Jamie Vardy, servito paradossalmente dal numero 21 del Liverpool, ha depositato in rete il pallone del 1-2. Sul finale della prima frazione, i Reds sono riusciti a mantenere il risultato inviolato limitando la spinta di un Leicester riacceso dal gol della speranza.

Dopo un primo tempo sottotono, Ranieri ha cercato di svegliare i suoi inserendo Musa al posto di Okazaki, avvicinando magari gli avversari dal punto di vista della qualità e di completare la rimonta. A parte una distrazione a centrocampo di Wijnaldum però, il Liverpool ha gestito benissimo la pressione e con calma ha costruito fino ad ottenere il gol del 3-1. Al 56esimo è proprio l’olandese a fornire un assist ad Adam Lallana che con un destro di prima intenzione ha fulminato Schmeichel, sotto la Kop in delirio. Ancora una volta è stata premiata la tenacia della squadra di Klopp: il “gegen pressing”, la pressione asfissiante che portano costantemente le squadre dell’ex allenatore del Borussia Dortmund, ha permesso al Liverpool di creare occasioni a ripetizione e trovare una rete pesantissima.

Se c’è una cosa che il Leicester si porta avanti dallo scorso anno è la voglia di non mollare mai. Gli ospiti infatti, sono sempre riusciti a rimanere in partita, ma le soluzioni personali di Mahrez o la corsa di Musa non sono state sufficienti a battere nuovamente Mignolet. Questo però ha ovviamente comportato un enorme dispiego di energie da parte dei ragazzi di Ranieri, costretti a lasciare scoperta una grossa parte di campo alle ripartenze del Liverpool. Per tutta la partita, Firmino, Manè e Sturridge hanno creato occasioni e dominato il terreno di gioco, sfruttando anche una maggiore velocità rispetto alla difesa avversaria.

Con l’ingresso di Ulloa al posto di Albrighton, le Foxes si ritrovavano ad attaccare  con quattro effettivi, puntando sui cross dalle fasce e sui movimenti tra le linee di Mahrez, mai realmente incisivo nel corso del match. Con il Leicester tutto in avanti, al minuto numero 78 il Liverpool ha sfiorato il 4-1: bellissimo scambio sulla destra tra Lallana e Firmino (si, ancora loro) e pallone arretrato per Jordan Henderson. L’inglese non è riuscito a bagnare il battesimo del nuovo Anfield con una rete sparando alto sopra la traversa, cosa che però non va a ledere una prestazione di qualità e quantità.

Nei minuti finali il Liverpool aspettava per ripartire in velocità ed a due minuti dal 90esimo, l’ennesima fuga di Sadio Manè è stata decisiva. Saltato Schmeichel, il numero 19 ha toccato al centro per Firmino che, tutto solo, non poteva sbagliare. 4-1 e partita in ghiaccio, grazie anche alla doppietta del miglior giocatore della partita in assoluto.

Corsa, qualità e “gegen pressing”: la squadra di Klopp ha giocato un match eccellente dal punto di vista offensivo e, tranne qualche distrazione, gestito molto bene anche nel reparto arretrato nonostante le assenze. Il Leicester è stato travolto dalla miglior prestazione del Liverpool e, forse già distratto dalla Champions, non ha mai trovato continuità ed insidiato realmente il trionfo dei padroni di casa.

 



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