10 – Non possiamo che cominciare questa analisi sul turno di Premier dalla decima vittoria consecutiva del Chelsea di Antonio Conte, ennesima straordinaria prova di forza di un gruppo che sembra voler creare il vuoto dietro di sè. Complici anche i continui passi falsi delle avversarie, con l’Arsenal che va a perdere 2-1 a Goodison Park contro l’Everton e il Liverpool che fa un punto in due partite contro Bournemouth e West Ham, i Blues hanno ora ben sei punti sulla coppia di inseguitrici formata da Gunners e Reds, addirittura sette sul Manchester City di Pep Guardiola. Come contro Middlesbrough e West Bromwich, anche ieri è bastato un solo gol a decidere la sfida, quello siglato dopo 40 minuti del primo tempo da Cesc Fabregas, e poi una fase difensiva pressoché perfetta fino al 93′, quando c’è voluto un autentico miracolo di Courtois per levare la palla dall’incrocio dei pali su una staffilata dal limite di van Aanholt. Ecco perchè se proprio devo stabilire un uomo copertina di questo Chelsea, più dei vari Diego Costa, Hazard e Pedro scelgo proprio Courtois, l’uomo che quelle poche volte in cui viene chiamato in causa, si fa sempre trovare prontissimo. E se ieri Conte ha potuto festeggiare la decima vittoria consecutiva (l’ottava con clean sheet), gran parte del merito è proprio dell’estremo difensore belga.

Die hard – Per un Chelsea che prova la fuga in solitaria, c’è un Liverpool che, comunque, non vuole saperne di arrendersi. Ieri i Reds hanno colto una convincente vittoria per 0-3 sul difficile campo del Middlesbrough, grazie ad una superba prova di Adam Lallana, autore di due gol e dell’assist per la rete del 2-0 di Origi. Dalle parti di Anfield, ad aver tenuto banco in questi giorni è la questione Karius, con la polemica a distanza tra Gary Neville, tornato a commentare per Sky Sport dopo la negativa parentesi sulla panchina del Valencia, e il portiere tedesco, con l’ex leggenda del Manchester United che ci è andato giù duro dopo le prestazioni horror contro Bournemouth e soprattutto West Ham, affermando che l’ex portiere del Mainz non può essere considerata una scelta affidabile per una squadra come il Liverpool che punta a vincere la Premier. Nella questione è ovviamente anche intervenuto Klopp, che sostanzialmente ha chiesto a Gary Neville di farsi gli affari propri, così è entrato nella discussione pure Phil Neville, confermando le parole del fratello. Insomma, alla fine quelle di Klopp sono parse parole di circostanze atte a difendere il proprio giocatore, da lui fortemente voluto in estate, perchè ieri nella sfida del Riverside Karius si è accomodato in panchina, al suo posto è tornato titolare Mignolet a più di due mesi dall’ultima presenza in campionato. Ottima la prova del portiere belga che è riuscito a mantenere il clean sheet dopo due gare in cui i Reds avevano concesso complessivamente sei reti. Il Chelsea è distante sei punti, con i Blues che sabato avranno un incontro sulla carta agevole a Selhurst Park contro il Crystal Palace, per il Liverpool sarà fondamentale vincere il derby del Monday Night contro l’Everton, in una gara che si preannuncia già imperdibile.

1 – E’ il numero di vittorie che l’Hull City ha colto sinora in campionato nelle ultime quattordici giornate, ossia dal 20 agosto. Davvero incredibile lo score delle Tigers che dopo un inizio scintillante di Premier, con le due vittorie nelle prime due giornate contro Leicester e Swansea, hanno completamente perso la bussola perdendo praticamente il 70% delle sfide giocate di lì in poi. Fa eccezione il successo casalingo per 2-1 contro il Southampton, datato 6 novembre, l’eccezione di un campionato fino ad adesso desolante. Ieri è arrivata l’ennesima sconfitta per 3-0 sul campo del Tottenham, troppa la differenza tra l’undici di Phelan e gli Spurs che vincono sul velluto grazie alla doppietta del solito, straordinario Eriksen e alla rete finale di Wanyama. Il penultimo posto in condivisione con lo Swansea è la logica conseguenza di una gestione societaria scellerata, che ha visto le Tigers iniziare la stagione con una rosa praticamente di 15-16 giocatori, e un proprietario, come già anticipato da noi di calcioesteronews in un articolo di ottobre, che sta cercando in tutti i modi di cedere il club da ormai più di due anni. Se a gennaio non verrà fatto qualcosa di importante sul mercato (e io personalmente ne dubito dal momento che una società indebitata fino alle stelle oltre che in vendita non può permettersi grossi investimenti per non peggiorare ulteriormente il proprio bilancio), non penso ci siano dubbi sul fatto che l’Hull sia la prima candidata alla retrocessione. Peccato, perchè gli straordinari supporters delle Tigers meriterebbero ben altri palcoscenici.

#Pogback – Grazie ad un prova strepitosa di Paul Pogba, autore di un gol e di un assist geniale per la rete decisiva di Ibrahimovic all’88’, il Manchester United sbanca Selhurst Park e trova la seconda vittoria consecutiva che rilancia le ambizioni del club di Old Trafford, ora sesto a -3 dal Tottenham. Il Palace ha però parecchio da recriminare, quando al 38′ Rojo interviene durissimo a piedi uniti su Zaha: l’argentino avrebbe certamente meritato il rosso dato che non è neanche nuovo a questo tipo di interventi, ma viene graziato con il giallo dal direttore di gara Craig Pawson. United in vantaggio come detto proprio sul finire del primo tempo con Pogba, ma le Eagles trovano il punto del pari al 66′ con McArthur, infine all’88’ l’asse Pogba-Ibra si inventa la rete che regala i tre punti a Mourinho e getta nello sconforto il povero Alan Pardew, all’ennesima sconfitta maturata nei minuti finali di partita. In mezzo, non va dimenticato, una parata strepitosa di De Gea su McArthur ancora sullo 0-1, evidentemente lo spagnolo non voleva essere da meno del collega del Chelsea.

Riscatto – E’ la parola giusta per descrivere il ritorno alla vittoria del Manchester City di Guardiola, dopo i due pesanti ko subiti contro Chelsea e Leicester. Un City certamente non brillantissimo, al quale bastano le reti di Zabaleta e Silva per archiviare la pratica Watford e trovare la prima vittoria all’Etihad dopo tre mesi. Pensate infatti che, complice anche un calendario che visto i mancuniani impegnati tantissime volte in trasferta, Pep era a secco di vittorie casalinghe in campionato addirittura dal 12 settembre, dal 4-0 inflitto al Bournemouth. Da lì, nelle quattro gare casalinghe che sono seguite sono arrivati tre pareggi, tutti per 1-1 e tutti subiti in rimonta, contro Everton, Southampton e Middlesbrough, e una sconfitta, per 1-3 contro il Chelsea a inizio dicembre. Certamente non un gran periodo di forma, la difesa appare ancora un cantiere aperto con Kolarov che viene regolarmente adattato a difensore centrale con risultati non eccellenti, Stones che ogni partita ne combina una e Otamendi a cui manca la costanza di rendimento, requisito fondamentale per diventare un difensore top (basti vedere, in Italia, Barzagli). Domenica all’Etihad arriverà l’Arsenal in una sfida da fuori i secondi, per il City esiste un solo risultato per non perdere definitivamente all’orizzonte la locomotiva Chelsea.

Tre punti d’oro – In una gara giocata qualitativamente male dal West Ham, è arrivata comunque una vittoria pesantissima per gli uomini di Bilic, che grazie al gol di Noble in ribattuta dopo il rigore da lui stesso sbagliato al 45′, battono il Burnley e scavalcano Middlesbrough e Crystal Palace portandosi al quindicesimo posto con 16 punti. Gli Hammers continuano ad essere lontano parente della squadra che l’anno scorso incantò tutti giungendo settima, il rapporto con l’Olympic Stadium continua ad essere freddino ma quel che contava, ieri, erano i tre punti. Sabato a Londra arriverà l’Hull City in una sfida che il West Ham deve assolutamente vincere per allontanare ulteriormente i bassifondi della lega, c’è da scommetterci che Bilic starà già preparando questa sfida già da dentro o fuori.



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