RITROVATO – La grande prestazione del Watford nell’anticipo contro l’Everton, con la vittoria della truppa di Mazzarri per 3-2 sui Toffees, ha di fatto un nome e un volto: quello di Stefano Okaka, ventisettenne attaccante umbro nato da genitori nigeriani, un passato da eterna promessa con la maglia della Roma dove, ai tempi delle giovanili, era considerato il nuovo fenomeno del calcio italiano. Poi, un lunghissimo peregrinare che per dieci anni lo ha portato a vestire le maglie, tra le altre, di Bari, Sampdoria, Modena e Parma, oltre ad un breve prestito di sei mesi nel 2010 al Fulham, appena due gol segnati con i Cottagers in quindici presenze. L’anno scorso la svolta, Okaka accetta il trasferimento in Belgio all’Anderlecht e si ritaglia un ruolo importante con il club di Bruxelles, a fine stagione metterà a segno ben 15 gol in 37 presenze, quarto nella classifica cannonieri della Jupiler League. Un’ottima annata, che convince mister Walter Mazzarri a dargli una seconda chance in Premier con la maglia del Watford. Nei primi tre mesi nel massimo campionato inglese mette insieme appena cinque presenze, tutte da subentrato, fino ad oggi quando il manager italiano gli concede una grandissima opportunità dal primo minuto al posto di Ighalo. Il resto è storia di questo quindicesimo matchday: dopo il vantaggio iniziale di Lukaku (anche lui oggi sopra le righe, autore di una doppietta), al 36′ Okaka sigla quello che si candida ad essere il gol più bello di giornata, se non uno dei più belli di tutta la stagione, quando gira di tacco al volo un cross di Amrabat, una perla che fa impazzire di gioia sia Vicarage Road sia Walter Mazzarri, sino ad allora tesissimo in panchina. Non solo, Okaka corona la sua giornata perfetta con la doppietta, replicando al 64′ con un colpo di testa direttamente dagli sviluppi di un corner dalla destra. In mezzo il gol di Prodl, inutile poi il gol nel finale ancora di Romelu Lukaku.

4 – Sono le reti messe a segno da Fernando Llorente nelle ultime due gare casalinghe dello Swansea, tutte decisive per regalare ai gallesi sei punti pesantissimi al Liberty Stadium. La storia di Nando parla da sola, ovunque abbia giocato è sempre riuscito nell’impresa (perchè di impresa si tratta, al giorno d’oggi) di farsi amare dai suoi tifosi, anche e forse soprattutto qui a Torino dove il suo attaccamento e la sua dedizione, uniti ad un raro fiuto del gol, hanno davvero lasciato il segno tra i sostenitori della Juventus. Anche oggi due bellissimi gol, al 54′ e all’80’, per suggellare il 3-0 con cui gli Swans si sbarazzano del Sunderland. All’85 Bradley gli concede anche la meritatissima standing ovation sostituendolo con il giovane classe ’96 McBurnie, un altro di cui sentiremo certamente parlare in futuro.

Montagne russe – Tantissimi gol segnati in queste prime cinque partite del turno di Premier (tutti segni over 2,5, per gli amanti delle scommesse), due gare in particolare hanno rappresentato un’altalena di emozioni: Burnley-Bournemouth e Hull City-Crystal Palace. Partendo dalla gara di Turf Moor, i Clarets di Sean Dyche colgono tre punti vitali grazie al 3-2 con i gol di Hendrick, Ward e Boyd, grande prestazioni anche delle Cherries che non hanno mollato fino alla fine, i gol di Afobe e quello in pieno recupero di Daniels servono solo a consegnare un grande finale di gara, ma al termine è 3-2. Ancora più emozionante la sfida tra Hull City e Palace, con tre ribaltamenti di risultati in 90′ minuti di pura adrenalina e spettacolo. Passano in vantaggio le Tigers al 27′ grazie al rigore realizzato da Snodgrass, ma nel secondo tempo la partita esplode e il Palace prima la pareggia al 52′ con Benteke (ancora su rigore), e poi passa a condurre al 70′ con l’assolo di Zaha, uno che con una testa diversa sarebbe potuto diventare tra le ali più forti del pianeta. I padroni di casa però non mollano un centimetro, sostenuti anche da un pubblico magari non numerosissimo, ma caldissimo, e al 72′, appena due minuti dopo la rete di Zaha, trovano il punto del pari con Diomande. Passano altri cinque minuti e l’ex prodotto dell’academy del Tottenham, Jake Livermore, trova la rete del nuovo vantaggio per 3-2 che sembra indirizzare i tre punti verso la compagine casalinga. Le Eagles però incarnano lo spirito guerriero e combattivo del suo manager, Alan Pardew, e dopo aver perso tantissimi punti nei minuti finali finalmente riescono ad acciufare il pareggio all’89’ con la rete di Frazier Campbell che fa impazzire lo spicchio di tifosi arrivati dal sud di Londra.

25 – E’ il numero, mostruoso, che riassume la stagione pazzesca del tandem offensivo dell’Arsenal Sanchez – Ozil. Per la precisione, il tedesco finora in stagione in Premier è entrato complessivamente in otto gol (6reti siglate e 2 assist), mentre il cileno ha messo lo zampino complessivamente in diciassette reti, esatto diciassette, in quindici giornate, frutto di 11 gol e sei assist. Anche oggi, se i Gunners hanno battuto 3-1 lo Stoke City all’Emirates, lo devono principalmente a questo duo, un gol per Ozil e un assist per Alexis Sanchez questo pomeriggio. Vedendo questi numeri pazzeschi, si capisce perchè Wenger si stia prodigando in ogni maniera per permettere loro di rinnovare il contratto, per entrambi in scadenza nel 2018, offrendo cifre pazzesche mai viste in un club finanziariamente sempre molto equilibrato come l’Arsenal. E’ chiaro che iniziare la prossima stagione con i due giocatori in scadenza il giugno successivo sarebbe rischiosissimo perchè darebbe luogo ad un’asta con cifre folli visto il valore dei giocatori, alla quale Wenger non avrebbe la forza economica di partecipare. Nelle scorse settimane pare esserci stato qualche segnale di riavvicinamento soprattutto sul fronte Sanchez, mentre sembra più in salita la strada per quanto riguarda Ozil. Nel frattempo il buon Arsene se li gode in forma smagliante, poi se son rose…



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