100 – Apriamo con la gara che ha inaugurato questo Boxing Day, il pareggio 1-1 tra il Watford e il Crystal Palace. Dopo il vantaggio iniziale delle Eagles firmato Cabaye e un rigore calciato malissimo da Benteke nella prima frazione, nel secondo tempo un calcio di rigore concesso da Clattenburg e realizzato da Deeney ha fissato il punteggio sul 1-1 con cui si è conclusa la sfida. Quello di Deeney, oltre ad essere stato fondamentale per riequilibrare una gara che ha visto la sua squadra in enorme difficoltà di gioco a causa delle tante assenze, si è rivelato importante anche per le statistiche, si è trattato infatto della rete numero 100 siglata in 282 presenze con la maglia Hornet dal ventottenne capitano di Mazzarri (il quinto ora nella classifica sall time dei bomber del Watford, mica male), arrivato nel 2010 dal Walsall per una cifra vicina alle 500.000 sterline, soldi spesi eccellentemente visto l’importanza del giocatore in questione. La migliore stagione di Deeney è stata senz’altro quella 2013/14 (25 reti in 48 presenze per lui, un’autentica macchina da gol) caratterizzata dall’accesso alla finale di Wembley valida per i playoff di Championship del suo Watford allenato allora da Gianfranco Zola, culminata con la rete decisiva del 2-1 in semifinale a Vicarage Road contro il Leicester in una delle gare più incredibili della storia del calcio inglese. Nella stagione 2014/15 il Watford centra la promozione diretta in Premier dopo una grande cavalcata, in cui Deeney risulta decisivo con ben 21 reti portate alla causa, mentre nella passata stagione, la prima per lui nel massimo campionato inglese, chiude con l’ottimo score di 15 reti stagionali, due delle quali in FA Cup utili a trascinare i suoi alla storica semifinale di Wembley, persa poi proprio il Palace. A secco da dieci giornate, Deeney ha ritrovato oggi la via della rete, un punto vitale che serve a muovere la classifica dopo due sconfitte consecutive.

No party without Vardy – In un KingPower Stadium popolato da mascherine di Vardy in segno di protesta contro la FA, rea di aver respinto il ricorso del Leicester per l’annullamento della squalifica inflitta a Jamie Vardy, il Leicester gioca male e perde meritatamente contro un Everton ben disposto in campo da Koeman e cinico nel sfruttare le debolezze difensive degli avversari. Privo degli squalificati Vardy, Huth e Fuchs e dell’infortunato Drinkwater, Ranieri lascia fuori anche Mahrez e Ulloa per farli rifiatare in vista del tour de force fino all’Epifania, e le scelte dell’allenatore romano si rivelano troppo avventate, il Leicester fatica a costruire azioni degne di nota con Gray, sostituto dell’algerino, che appare fuori giornata: mancano dunque i rifornimenti offensivi alle punte Slimani e Okazaki, troppo isolate in avanti strette nella morsa degli ottimi Williams e Funes Mori. Dopo un primo tempo equilibrato, passano solo 5′ nella ripresa e i Toffees trovano la rete del vantaggio grazie a Mirallas; le Foxes provano a mettere pressione ai pali difesi da Robles senza però rendersi mai realmente pericolosi, e alla fine in contropiede l’Everton mette i sigilli, lancio lungo dalla difesa di Barkley, Lukaku ingaggia un duello corpo a corpo con Morgan stravinto dal centravanti belga, entra in area saltando Wasilewski e spiazza Schmeichel per la rete del definitivo 0-2. Ora il distacco dal terzultimo posto si è affievolito ad appena tre punti, davvero incredibile se si pensa a dov’erano un anno fa le Foxes, per fortuna fra quattro giorni a Leicester arriva il West Ham in una grande occasione di riscatto davanti ai propri tifosi.

10 – E’ il numero di cartellini gialli estratti oggi da Craig Pawson, l’arbitro di Burnley-Middlesbrough, terminata 1-0 per i padroni di casa. Sei per i clarets e quattro per il Boro, in una partita davvero da football britannico anni ’80, tanti calci e poco spettacolo, ma in fondo il calcio inglese è anche questo. Alla fine, a risultare decisiva è una bella staffilata al volo di Andre Gray al minuto 81, su cui però pesa come un macigno la complicità di Victor Valdes, che nel tentativo di respingere devìa goffamente la sfera sul palo, quindi in rete. Tre punti pesantissimi per la truppa di Sean Dyche che sale a 20 punti al quattordicesimo posto, scavalcando proprio il Middlesbrough portando a 6 le lunghezze dal terzultimo posto occupato dal Sunderland, sconfitto oggi ad Old Trafford.

Reborn – Se non è una rinascita poco ci manca, ma questo West Ham sembra aver ritrovato la verve della passata stagione, con la vittoria odiena colta al Liberty Stadium per 1-4 contro lo Swansea. Quattro risultati utili consecutivi, di cui le ultime tre vittorie consecutive contro Burnley, Hull City e appunto Swansea (e l’unico pareggio è il 2-2 ad Anfield, mica roba da niente), sembrano aver rilanciato le ambizioni degli uomini di Slaven Bilic, risaliti fino all’undicesimo posto attualmente occupato in classifica. Quattro gol siglati da Ayew (per lui prima rete con gli Hammers, proprio contro la sua vecchia squadra), Reid, Antonio e Carroll, in mezzo solo il gol di Fernando Llorente per i gallesi, sono la riprova di una partita perfettamente interpretata dai londinesi, un calcio fatto di tanta corsa, fisicità e giocate di qualità, sugli scudi in particolare il solito Payet ad illuminare ogni azione offensiva, molto bene anche Feghouli subentrato a 7′ dalla fine e autore dell’assist per l’ultimo gol di Carroll. Se le due vittorie contro Burnley e soprattutto Hull, con i tre legni colpiti dalle Tigers, erano state a dir poco fortunose, oggi abbiamo visto davvero un ottimo West Ham, segno che il ritmo e la qualità intraviste nella passata stagione non si sono certo perse nel tragitto che ha portato gli Irons in estate dal glorioso Boleyn Ground all’Olympic Stadium.



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