Undicesima giornata di campionato in Premier League, un weekend caratterizzato dalle vittorie esterne del terzetto di testa, con l’Arsenal che sbanca Sunderland (1-4), il Manchester City di Pep Guardiola riparte al the Hawthorns contro il WBA (0-4), mentre il Liverpool soffre nel primo tempo ma alla fine vince in casa del Crystal Palace (2-4). Male invece il Manchester United, che non riesce a dare continuità alla vittoria di mercoledì in Coppa di Lega contro i cugini del City e pareggia 0-0 ad Old Trafford contro il Burnley: grande nervosismo per Mourinho, che è stato anche espulso sul finire del primo tempo causa proteste per un calcio di rigore non fischiato su Darmian.

Passando alle gare di oggi, partiamo dalla sfida delle 14.30 dove l’Everton, reduce da quattro gare senza vittorie in campionato con due sconfitte, contro Bournemouth e Burnley, e due pareggi con City e Crystal Palace, ospita un West Ham rinato dopo il difficilissimo avvio di campionato, con tre vittorie consecutive tra campionato e Coppa di Lega. Privo di Stekelenburg, Baines, McCarthy e Besic, Koeman opta per un 4-3-3 con Robles tra i pali, difesa da destra con Coleman, Funes Mori, Williams e Oviedo, centrocampo a tre con Barry, Gueye e Barkley, in attacco sugli esterni Bolasie a sinistra e Mirallas a destra con Lukaku perno centrale. Bilic al contrario può contare su tutti gli effettivi eccezion fatta per i lungodegenti Carroll e Sakho, schiera un inedito 3-4-2-1 scegliendo Payet come falso nueve, scelta che sa già di bocciatura per Simone Zaza, molto criticato in questi primi mesi a Londra e ancora a secco di reti; lasciato fuori anche Feghouli, altro oggetto misterioso arrivato in estate dal Valencia nella speranza di ripetere un altro affare alla Payet. Dunque Adrian in porta, difesa a tre con Ogbonna, Kouyate e Reid, a centrocampo Cresswell a sinistra e Michail Antonio a destra con Noble e Obiang centrali, Lanzini ed Edimilson Fernandes, in gol mercoledì contro il Chelsea, alle spalle di Payet.

La partita si sviluppa sin da subito su ritmi molto elevati, con gli Hammers che iniziano benissimo creando subito due grandi occasioni con Obiang che calcia alto e Payet, grande azione ma buona respinta di Robles sul francese; al 27′ poi Adrian è miracoloso su Barkley con una parata di puro istinto quando era già a terra, mentre al 34′ ci prova Barry da fuori con un gran tiro a giro che termina però di poco alto. Dopo 2′ di recupero si conclude a reti inviolate una prima frazione molto equilibrata, giocata molto bene dagli uomini di Bilic ma si sente la mancanza di una punta di ruolo, nell’Everton faticano ad arrivare i rifornimenti a Lukaku, in particolare Bolasie e Mirallas sono apparsi troppo avulsi dal gioco. Nella seconda frazione i Toffees sembrano decisamente meglio messi in campo, e la maggiore pressione si traduce nella rete del vantaggio: al 50′ Barkley apre a destra per Coleman, l’irlandese si accentra e conclude ma Adrian respinge corto non benissimo, sul pallone si avventa Bolasie in scivolata, mette dentro un pallone facile facile per Romelu Lukaku che di testa a porta vuota fa 1-0. Rete importantissima per gli uomini di Koeman che stavano faticando non poco contro l’ottima organizzazione di gioco e la velocità offensiva degli Hammers. Un paio di buone occasioni per il pareggio con Antonio e Ayew anticipato sul più bello da Oviedo, ma su cui Robles, ottima la sua prova, si fa sempre trovare preparato, ma al 76′ arriva la rete del 2-0 che archivia la pratica: grande azione di Barkley che prende palla a metà a campo e apre con un lancio millimetrico sulla destra per Lukaku, il belga va sul fondo, rientra e crossa al centro ancora per Ross Barkley, dimenticato dai difensori avversari, e di controbalzo batte l’incolpevole Adrian per il definitivo 2-0. Venti minuti scarsi anche per Zaza, entrato al 71′ al posto del giovane Fernandes, ma ancora poco incisivo e poco cercato dai compagni a conferma del periodo difficilissimo attraversato dall’ex attaccante della Juventus. Grazie a questi tre punti l’Everton conserva il sesto posto ma guadagna due punti sul Tottenham che ieri ha pareggiato 1-1; male il West Ham che ferma la sua mini-striscia positiva e rimane sedicesimo con soli tre punti sull’Hull City terzultimo, fondamentale sarà la gara di sabato prossimo all’Olympic Stadium contro lo Stoke City.

Grande sfida in programma al St.Mary’s tra Southampton e Chelsea, con la squadra di Conte che dopo le ultime tre vittorie in campionato contro Hull City, Leicester e soprattutto Chelsea, si è fermato in Coppa perdendo 2-1 contro il West Ham. Conte deve vincere per continuare la scalata verso le prime posizioni, e per farlo si affida al suo 3-5-2 con Courtois, trio completato da Azpilicueta, Cahill e David Luiz, in tre in mezzo al campo con Kante, Matic e Hazard, Moses a destra e Marcos Alonso a sinistra, in avanti Pedro e Diego Costa. I Saints non perdono una gara di Premier dal 10 settembre, dal 2-1 subito all’Emirates contro l’Arsenal, e si sono confermati nelle ultime uscite come una delle squadre più in forma del campionato; Puel è deciso a proseguire il momento di forma ma deve rinunciare all’infortunato Cèdric, ma ritrova Bertand sull’out di sinistra. 4-1-2-1-2 con Forster in porta, Martina a destra e Bertand a sinistra, centrali Fonte e van Dijk; l’ex Oriol Romeu diga davanti alla difesa, Clasie e Davis davanti allo spagnolo con Tadic trequartista alle spalle di Redmond e Austin.

Il direttore di gara è l’esperto Mike Jones, fischio d’inizio alle 17. Pronti via, e dopo sei minuti il Chelsea passa già in vantaggio: Moses riceve palla sulla destra da Hazard, il belga si propone sulla verticale e viene servito all’altezza della linea di fondo, rientra sul sinistro saltando Davis e fulmina sotto le gambe Forster, non impeccabile nella circostanza. Grande partenza per gli uomini di Conte su un campo difficilissimo come quello di Southampton. I Saints provano a reagire, e al 14′ Austin ha la grande chance di pareggiare ma di testa manda spedisce fuori su un bel traversone di Davis. Poi tanto possesso palla per i padroni di casa, ma il trio di centrali si comporta benissimo e Courtois rischia poco o nulla, eal 41′ Diego Costa ha la possibilità di raddoppiare ma la sua conclusione viene respinta da Forster. Il primo tempo finisce 0-1, secondo tempo apertissimo che promette spettacolo. Nei secondi 45′ il Southampton entra sul terreno di gioco con grande piglio provando subito a mettere pressione ai londinesi, ma al 55′ la giocata del campione, tanto discusso e controverso quanto fenomenale col pallone tra i piedi: calcio di punizione dai trenta metri sulla sinistra per il Chelsea, Hazard serve Diego Costa che tiene palla, rientra e lascia partire un destro a giro magnifico che si insacca sul palo lontano, imprendibile per Forster stavolta esente da colpe. Davvero una rete bellissima quella dello spagnolo, festeggiato da tutti i compagni, ma grandi responsabilità anche per Martina la cui opposizione su Costa è apparsa decisamente troppo blanda e approssimativa, quasi imbarazzante. Il gol costituisce un notevole contraccolpo psicologico sullla squadra di Puel, che prova a scuotere i suoi inserendo Boufal, decisivo mercoledì in coppa contro il Sunderland, togliendo Clasie, ma l’ingresso del marocchino non sortisce gli effetti sperati, grande talento e numeri di alta scuola ma l’ex Lilla dà sempre l’impressione di essere troppo lezioso e innamorato del pallone. Al 61′ il Chelsea ha la chance colossale per il tris, palla dentro di Hazard per Diego Costa che a due passi dalla linea di porta non se la sente di tirare e serve Pedro, lo spagnolo cerca lo spazio per la conclusione ma è tutto chiuso, alla fine l’azione di spegne sul tentativo di servire ancora indietro Matic; insolito eccesso di generosità per Diego Costa che non se l’è sentita di concludere da due passi. Nel finale all’87’ Conte mette Ivanovic e toglie un ottimo Moses per dare maggiore sicurezza sui palloni alti nel finale, mentre all’89’ concede la standing ovation a Diego Costa inserendo Batshuayi. Dopo quattro minuti di recupero il direttore dà il fischio finale, grande vittoria del Chelsea che porta a quattro le vittorie consecutive del Chelsea, tutte quattro portando a casa il clean sheets, ora la vetta dista appena un punto; poco male per il Southampton, sconfitta che nulla toglie al grande avvio di campionato con i Saints che rimangono noni in piena lotta per l’Europa League con 13 punti, a due punti dall’accoppiata Manchester United e Watford.



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