“Under pressure”. Liverpool vs Manchester United è uno scontro tra titani, una di quelle partite che vanno oltre i ventidue schierati in campo e le scelte degli allenatori. Una storica rivalità del calcio inglese e mondiale, ha visto scriversi il suo 197esimo capitolo in occasione dell’ottava giornata di Premier League.

Klopp ed i suoi sono arrivati ad Anfield con l’ambizione di continuare la striscia di vittorie e guadagnarsi il secondo posto in classifica, mentre lo United doveva ancora iniziare a rispettare le attese di inizio stagione. Quando un match è così importante però, è spesso la pressione a farla da padrone ed a determinare le dinamiche della partita. Così è stato, sicuramente per tutto il primo tempo.

I Red Devils sono partiti senza Rooney in campo, cercando di puntare sul fisico e la copertura a centrocampo. Mourinho si è affidato ancora una volta ad Ander Herrera come metronomo di centrocampo, lasciando spazio a Pogba per avvicinarsi di più all’area di rigore.

Il 4-3-3 di Klopp invece, ha avuto una forte impronta offensiva. Visto un Lallana non completamente recuperato dai problemi all’adduttore, il tecnico ha spostato Coutinho sulla mediana, mettendo Sturridge nel tridente (alla centesima presenza con la maglia dei Reds), accanto a Manè e Firmino.

Le due squadre però, non hanno mai trovato il modo di alzare i ritmi: sebbene l’intensità a centrocampo fosse altissima, non è mai arrivato un guizzo che rappresentasse un vero pericolo per Karius o De Gea. Ha dominato la pressione appunto, quell’elemento che ha fatto sbagliare a Firmino tantissimi appoggi apparentemente semplici e che ha costretto i giocatori del Manchester ad uno sterile possesso palla in orizzontale.

Se nella prima frazione Ibra e compagni erano comunque riusciti a mantenere un buon equilibrio sul campo, dal rientro dagli spogliatoi i padroni di casa hanno dominato, schiacciando la squadra di Mou nella propria metà campo. L’unica vera occasione l’ha avuta la punta svedese (mai incisivo e presente quanto servirebbe), su un buon pallone di Pogba dalla destra. Per il resto si è trattato di un assedio dei Reds.

Quando Klopp ha inserito Lallana al posto di Sturridge, ha rimesso in campo il tridente che tanto bene aveva fatto nell’inizio di stagione. L’ingresso del numero 20 ha significato una maggior quantità di soluzioni offensive, con Coutinho di nuovo vicino all’area e Firmino a fare il falso nove. C’ha pensato David De Gea a salvare le sorti del match degli ospiti, con una parata che rasenta il miracoloso su un destro potente e preciso del numero 10 del Liverpool.

Il match che si annunciava come uno dei più spettacolari del campionato si è concluso sullo 0-0 e, oltre alla sovracitata “pressure”, i veri protagonisti sono stati alcuni elementi dei reparti arretrati e del centrocampo. Ha predominato la tattica a centrocampo e lo studio difensivo, tanto da rendere inutile l’ingente corsa profusa dai padroni di casa.

Valencia, Herrera e Fellaini hanno dato una solidità difensiva dalla quale lo United potrà sicuramente ripartire per il proseguito del campionato mentre Milner e Coutinho hanno faticato tantissimo, senza però mai scalfire in maniera significativa il muro che Mourinho ha costruito per la sfida di Anfield.

 

 



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