LEICESTER CITY – SOUTHAMPTON 0-0: Dopo gli impegni europei affrontati in settimana si trovano poste l’una contro l’altra sul terreno del King Power Stadium di Leicester la formazione di Claudio Ranieri ed il Southampton di Claude Puel. A partire meglio è la formazione ospite che manda in più circostanze alla conclusione Charlie Austin con un paio di colpi di testa nei primi minuti di gioco: l’occasione più pericolosa tocca sempre all’ex centravanti del Queens Park Rangers, allo scoccare del quarto d’ora di gioco, quando l’attaccante scocca un pericolosissimo tiro di destro che colpisce il palo quando Kasper Schmeichel era ormai battuto. La risposta piuttosto sterile del Leicester è affidata ad una combinazione in contropiede tra Slimani e Riyad Mahrez con quest’ultimo che però viene anticipato prima di poter scoccare un tiro insidioso verso la porta difesa da Forster. Alla mezz’ora di gioco arriva una triplice clamorosa occasione per sbloccare il risultato a favore della formazione di Ranieri: Jamie Vardy approfitta di un errore in disimpegno da parte del difensore olandese del Southampton Virgil Van Dijk che lancia l’attaccante della nazionale inglese a tu per tu con il portiere Forster, che è bravissimo a rimanere in piedi fino all’ultimo secondo e chiudere lo specchio; sugli sviluppi della successiva respinta tocca al compagno di squadra Slimani tentare di colpire verso la porta ma la conclusione viene respinta anche in questo caso da un doppio decisivo intervento da parte di Oriol Romeu, che riesce a deviare in calcio d’angolo. Nella fase finale della prima frazione di gioco la partita risulta gradevole ma non si registrano ulteriori occasioni significative da parte di entrambe le squadre per sbloccare il risultato. Complessivamente è il Southampton ad essersi fatto leggermente preferire per la continuità con cui ha mantenuto il possesso di palla e creato apprensione la retroguardia di Ranieri ma il pareggio maturato sul campo fino a questo momento è comunque assolutamente legittimo. La seconda frazione di gioco inizia con un Leicester maggiormente propositivo rispetto a quanto visto nella prima parte di gara ma anche in questa seconda frazione latitano per lunghi tratti occasioni degne di nota da parte di entrambe le squadre. Al 62º è però la formazione di Puel ad andare vicina al gol con una conclusione di Austin che tenta di superare il portiere avversario con un pallonetto ma l’estremo difensore della nazionale danese riesce a sventare il pericolo con un intervento in due tempi. Pochi minuti più tardi Ranieri prova a dare la svolta alla partita della sua squadra inserendo sul terreno di gioco Okazaki e Gray che prendono il posto di Albrighton e Vardy. È proprio il giocatore giapponese ad innescare una delle azioni più pericolose della seconda frazione servendo in profondità i compagni di reparto Slimani che però viene anticipato poco prima della conclusione verso la porta avversaria da un intervento prodigioso del difensore portoghese José Fonte. All’84º minuto è ancora il Southampton a rendersi pericoloso con una conclusione dal limite scagliata da Romeu ma il tiro dell’ex prodotto del vivaio del Barcellona termina di poco alto sopra la traversa della porta difesa da Schmeichel. La partita si conclude senza gol dopo che sono stati assegnati tre minuti di recupero ed in classifica rimane un punto di distanza tra le due formazioni con il Leicester che sale a quota otto ed il Southampton a nove punti dopo sette giornate di campionato disputate.

BURNLEY – ARSENAL 0-1: L’ultima gara in programma per questa domenica di Premier League si disputa sul terreno di gioco del Turf Moor dove la formazione di Sean Dyche ospita quella guidata da Wenger proprio nel giorno in cui per l’allenatore alsaziano ricorre un prestigioso anniversario che va a celebrare i vent’anni esatti passati dal suo esordio sulla panchina della formazione londinese. Nei primi minuti di gioco è subito l’Arsenal a tentare di prendere possesso della metà campo avversaria con azioni che si sviluppano prevalentemente sulle corsie esterne grazie alle sovrapposizioni dettate in particolar modo da Héctor Bellerín, mentre la formazione Sean Dyche prova a sfruttare la maggiore fisicità dei suoi giocatori nella zona centrale del campo riuscendo ad imbrigliare efficacemente in gioco della formazione ospite almeno nelle prime fasi della gara. La prima conclusione di una certa pericolosità viene portata da Theo Walcott che al quarto d’ora di gioco si trova in condizione di battere a rete dopo una combinazione stretta con un paio di compagni di squadra ma la conclusione termina a lato della porta difesa da Tom Heaton. Questa, unita ad un’iniziativa personale di Sanchez poco dopo la mezz’ora di gioco, è complessivamente la migliore occasione di un primo tempo tutt’altro che indimenticabile, in cui la formazione di Wenger è parsa insolitamente a disagio nella creazione del gioco e quasi mai in grado di rendersi realmente pericolosa. Il secondo tempo si apre con l’Arsenal che preme con decisione sull’acceleratore nel tentativo di sbloccare il risultato ma molto spesso gli uomini offensivi della formazione londinese sbattono contro il muro eretto dalla squadra di Sean Dyche. La prima conclusione pericolosa viene da Sanchez al 48º, con l’attaccante della nazionale cilena che calcia da posizione ravvicinata ma trova una risposta piuttosto efficace del portiere avversario. Al di là di questo episodio però la gara non offre particolari spunti per larghi tratti della seconda frazione. Le emozioni arrivano tutte nella mezz’ora conclusiva: la gara risulta decisamente più gradevole con continui capovolgimenti di fronte che creano diversi pericoli ad entrambe le difese. Allo scoccare dell’ora di gioco sono proprio i padroni di casa a rendersi pericolosi in due circostanze nel giro di pochissimi secondi con una conclusione di testa da parte di Gudmundsson deviata in angolo da Petr Cech con un gran colpo di reni e proprio sul calcio d’angolo seguente è invece Hendrick a sfiorare il gol del vantaggio sugli sviluppi di una vera e propria mischia. Tocca poi alla formazione londinese a rendersi molto pericolosa sempre sugli sviluppi di un calcio d’angolo e questa volta tocca ad Alexis Sanchez una conclusione che potentissima che sfiora il palo. Sul successivo ribaltamento di fronte però è nuovamente il Burnley ad andare vicinissimo al gol del vantaggio con il difensore centrale Michael Keane che colpisce la traversa di testa sugli sviluppi di calcio d’angolo. Al cinque minuti dalla fine è l’Arsenal a recriminare parecchio per una grande occasione che ha visto andare al tiro Theo Walcott al termine di una stupenda azione corale degli uomini di Wenger ma la conclusione a giro dell’esterno 27enne termina fuori di pochissimo. Quando ormai sembrava inevitabile il pareggio è l’Arsenal a trovare il guizzo decisivo che regala tre punti preziosissimi e ormai insperati agli uomini di Wenger che passano in vantaggio al 92º minuto con un colpo di testa a due passi dalla linea di porta da parte di Laurent Koscielny che anticipa anche il compagno Alex Oxlade-Chamberlain e batte imparabilmente un incolpevole Tom Heaton. Complessivamente sarebbe stato un pareggio anche meritato quello sfumato in extremis per la formazione guidata da Sean Dyche, capace per lunghi tratti di rendere inoffensive le tante minacce di una formazione come quella biancorossa che può contare su una qualità tecnica di base decisamente superiore agli avversari odierni. Alla fine però come spesso succede una singola giocata determina un risultato che che per l’Arsenal potrebbe davvero essere preziosissimo e al momento vale l’aggancio in classifica al Liverpool a quota 16 punti che valgono la terza posizione in classifica ad entrambe le formazioni.



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