Il big match di questa diciasettesima giornata di Premier si gioca di domenica, riflettori puntati alle 17 sull’Etihad Stadium dove il Manchester City ospita l’Arsenal in una sfida da fuori i secondi, chi vince avrà presumibilmente più possibilità di restare in scia sullo straordinario Chelsea di Antonio Conte, vittorioso ieri a Selhurst Park nella gara contro il Crystal Palace. Prima del fischio d’inizio i Citizens, reduci da due pesanti ko proprio contro il Chelsea (1-3) e Leicester per 4-2 (highlights qui), prima della vittoria infrasettimanale di mercoledì contro il Watford (2-0), occupano con 33 punti la quarta posizione a -10 dai Blues e a -1 dall’accoppiata Liverpool-Arsenal: già questo dato fa capire l’importanza capitale di questa sfida. L’Arsenal in settimana ha completamente gettato al vento la partita di Goodison Park contro l’Everton, andando a perdere 2-1 dopo essere passato in vantaggio con Sanchez, con la rete a pochi minuti dal fischio finale di Williams. La partita di Manchester appare l’occasione giusta per rilanciare le ambizioni dei Gunners dopo qualche partita in chiaroscuro.

Guardiola, privo di Aguero e Fernandinho ancora squalificati dopo i fattacci contro il Chelsea, deve anche fare i conti con la pessima notizia dell’infortunio di Gundoga, rottura dei legamenti per il tedesco veramente sfortunatissimo, stagione già finita. Pep sceglie quindi un 4-2-3-1 col falso nueve, con Sterling scelto al posto di Iheanacho nel ruolo di prima punta e Sané preferito a Nolito: in porta Bravo, difesa con Zabaleta, Otamendi, Kolarov e Clichy, Yaya Touré e Fernando in mediana, come detto Sterling prima punta supportato dai tre trequartisti Sané, David Silva e De Bruyne.

Wenger non è messo molto meglio del collega in fatto di infortuni, il tecnico alsaziano già privo di Mustafi e Mertesacker oltre che dei lungodegenti Santi Cazorla e Debuchy, deve fare i conti anche con il forfait dell’ultimo minuto con Ramsey out per una distrazione alla coscia. Anche i Gunners si schierano con un 4-2-3-1 con Cech tra i pali, difesa da destra a sinistra con Bellerin, Gabriel Paulista, Koscielny e Nacho Monreal, Xhaka e Coquelin in mezzo al campo, il tridente Walcott-Ozil-Iwobi alle spalle di Alexis Sanchez.

Pronti via, e dopo appena 5 minuti, dopo un inizio incoraggiante dei padroni di casa, è l’Arsenal a portarsi già in vantaggio: Bellerin galoppa velocissimo verso la metà campo avversaria, l’ex canterano blaugrana serve in verticale Sanchez che esce dalla morsa dei due centrali del City, il cileno premia la sovrapposizione di Theo Walcott che si incunea alle spalle di un distratto Otamendi, e a tu per tu con Bravo non sbaglia a incrociare regalando il vantaggio ai londinesi. Il goal subito a freddo mette pressione al City che non può assolutamente cogliere un’altra sconfitta, al 23′ De Bruyne ci prova da fuori ma la sua conclusione termina a lato. Al 36′ ci prova ancora Walcott girando di testa un cross al bacio di Monreal, con la sfera di poco a lato con Bravo che non dà mai l’impressione di essere troppo sicuro; l’ultima occasione della prima frazione è di marca citizen, con De Bruyne che in chiusura di tempo non riesce a trovare la porta in girata su un traversone basso dalla destra di Zabaleta. Dopo due minuti di recupero il direttore di gara Atkinson manda le due compagini nello spogliatoio, un buonissimo Arsenal chiude in vantaggio i primi 45′ giocati indubbiamente meglio rispetto ai padroni di casa, pur non avendo creato altre grandi chance oltre al gol i Gunners hanno comunque dato l’impressione di essere in controllo delle operazioni; d’altro canto, il City conferma le gravi lacune difensive, con l’assenza ormai perenne di un leader difensivo come Kompany che si fa di giornata in giornata più pesante, male anche Sterling troppo isolato in avanti nel ruolo du unica punta.

Nel secondo tempo Guardiola non opera sostituzioni ma inverte le posizioni di De Bruyne e Raheem Sterling, spostando l’esterno inglese sulla destra con De Bruyne ad operare in qualità di falso nueve. Il cambio tattico sembra subito giovare ai Citizens che iniziano la ripresa con grande piglio, e dopo due minuti di gioco arriva la rete del pareggio, meritata per l’ottimo atteggiamento in avvio dei mancuniani: sul rinvio dal fondo di Cech il City recupera subito palla, Silva riceve palla e di prima lancia splendidamente Sané scattato sul filo del fuorigioco beffando Koscielny, il tedesco si presenta da solo contro Cech e con un tiro sporco trova l’angolino e sigla la rete del 1-1 che ridà fiato al pubblico dell’Etihad, prima rete in maglia City per l’ex enfant prodige dello Schalke, sinora abbastanza ai margini del progetto Guardiola. Dal replay si evince un fuorigioco millimetrico sull’incrocio di gambe di Sané e Koscielny, obiettivamente impossibile dire qualcosa al guardalinee dato che anche dopo tre-quattro riproposizioni risulta molto complicato dire con sicurezza se c’era o meno l’offside. Il Manchester City gioca benissimo nel secondo tempo, in particolare i movimenti di De Bruyne da prima punta sono efficaci a creare gli spazi per gli inserimenti dei trequartisti, anche Monreal appare in grande difficoltà con Sterling dalla sua parte. Al 61′ De Bruyne inventa una gran palla dentro ancora per Leroy Sané, inserimento in area ma la sua conclusione viene respinta in corner da un attentissimo Cech. Wenger intuisce le difficoltà della sua squadra nel costruire azioni rilevanti, e al 65′ mette dentro Oxlade-Chamberlain togliendo un Iwobi troppo evanescente quest’oggi, ma al 70′ è ancora il City a rendersi pericoloso, con De Bruyne che calcia da fuori, la palla viene deviata da un difensore ma Cech è bravissimo a distendersi e a respingere un tiro diventato velenosissimo. E’ solo il preludio di quello che accadrà appena un minuto più tardi: De Bruyne vede Sterling larghissimo sulla destra servendolo, l’ex Liverpool punta Monreal entrando in area di rigore, doppio passo e rientro sul sinistro, tiro fulminante che beffa Cech e porta avanti i suoi, per la gioia di Guardiola che indovina il cambio di ruoli tra De Bruyne e Sterling operato ad inizio ripresa; davvero splendida l’azione personale dell’inglese che dimostra i numeri da campione. Wenger non vuole saperne di perdere dopo aver dominato la prima frazione e inserisce Giroud per Coquelin, mentre Jesus Navas rileva un applauditissimo Sané per i padroni di casa, all’84’ poi spazio anche per Iheanacho per De Bruyne, oggi positiva la sua gara ma continua la sua astinenza da gol in Premier League che perdura ormai da dieci giornate, la striscia più lunga dal suo arrivo in Inghilterra. Negli ultimi minuti l’Arsenal fatica a creare opportunità, molto abili gli uomini offensivi di Guardiola a tenere il pallone lontano dalla propria area di rigore guadagnando calci di punizione a ripetizione (ammoniti nel recupero anche Gabriel Paulista ed Elneny, subentrato nel secondo tempo), e alla fine dopo 4′ di recupero Atkinson decreta la fine delle ostilità, finisce 2-1 per un Manchester City double-face, brutto nel primo tempo ma molto positivo nella ripresa cinico nello sfruttare le amnesie difensive dei Gunners, ingenui nel regalare la seconda frazione di gioco dopo un primo tempo giocato a livelli decisamente positivi. I Citizens con questa rimonta si rimettono con decisione in carreggiata per la corsa al Chelsea, al secondo posto sei punti sotto la squadra di Conte, l’Arsenal come al solito si scoglie sul più bello cogliendo due pesanti sconfitte consecutive che lo fanno scivolare al quarto posto, in attesa del grande appuntamento di domani nel Monday Night con il derby tra Everton e Liverpool.



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