Grande spettacolo in Premier League, in un sabato caratterizzato anche dallo spettacolo di FA Cup in cui sono scese in campo le compagini della Football League e della Non-League. Questo matchday numero 11 del massimo campionato inglese è sicuramente puntato sulla sfida del north London derby di domani tra Arsenal e Tottenham domani, ma già oggi è entrato nel vivo con quattro sfide, in attesa del confronto delle 18.30 tra Chelsea e Everton.

Partiamo da Manchester dove il City, reduce dal trionfo in Champions martedì contro i marziani del Barça e dalle polemiche per l’immediato post-partita per una rissa sfiorata tra Messi e alcuni giocatori avversari, ospita all’Etihad un Middlesbrough in buona forma dopo quattro punti conquistati negli ultimi due turni, frutto dell’ottimo pari sul campo dell’Arsenal due settimane fa (0-0) e della vittoria di sette giorni fa al Riverside contro il Bournemouth (2-0). Guardiola deve rinunciare a Otamendi e Sagna, concedendo anche un turno di riposo a Sterling: 4-2-3-1 con Bravo in porta, dietro Zabaleta, Stones, Kolarov e Clichy, mediana con Fernandinho e Gundogan, tre trequartisti come Silva, De Bruyne e Navas alle spalle di Sergio Aguero. Dal canto suo, Karanka per la difficile trasferta deve fare a meno di Gaston Ramirez, match-winner contro il Bournemouth, squalificato per un turno. Il tecnico basco si affida ad un solido 4-3-2-1 con Victor Valdes tra ia pali, difesa a quattro con Barragan, Chambers, Gibson e Friend, in mezzo al campo Clayton, De Roon e Forshaw, l’ex Negredo prima punta supportato da Adama Traore e Downing. Inizia bene il City portando subito pressione al Boro, ma la compagine ospite si difende bene nella prima mezz’ora e non rischia praticamente nulla, unica buona opportunità una rasoiata incrociata di De Bruyne dentro l’area che termina di poco alla sinistra di Valdes. Dopo i primi 30′, i Citizens cominciano a farsi più pericolosi e Valdes viene chiamato ripetutamente in causa facendosi trovare sempre pronto: al 33′ angolo dalla sinistra, Stones spizza di testa sul primo palo, per un soffio Aguero, appostato sul secondo palo, non arriva in scivolata sulla deviazione, mentre due minuti più tardi l’ex portiere del Barcellona è chiamato al miracolo sul connazionale David Silva, andato a colpo sicuro da dentro l’area. Valdes si fa anche male aprendosi un vistoso squarcio sulla coscia su un’uscita corraggiosa su Navas ma rimane in campo, alla fine al 43′ anche lui è costretto ad arrendersi alla pressione degli uomini di Pep: De Bruyne riceve palla all’altezza del limite dell’area sulla destra, grandissima palla filtrante dentro del belga e Aguero, come un falco, è il più lesto ad avventarsi sulla palla. Zampata vincente del Kun appostato alle spalle di Chambers che batte Valdes e porta meritatamente in vantaggio il Manchester City, per l’1-0 con cui si conclude la prima frazione. Nel secondo tempo il Middlesbrough entra in campo decisamente più propositivo in fase offensiva, e al 50′ Forshaw ha la grande occasione per il pari, ma Bravo è attentissimo a neutralizzare il tentativo del venticinquenne cresciuto nel vivaio dell’Everton. Il City capisce che il risultato è ancora in bilico e decide di aumentare nuovamente la pressione, e al 63′ ci prova De Bruyne ma il suo colpo di testa viene facilmente bloccato da Valdes. Al 75′ Guardiola toglie uno stanco Gundogan e inserisce Nolito per dare maggiore vivacità sulle corsie esterne, mentre al 78′ il suo collega rileva Downing, decisamente negativa la sua prova oggi, per Fischer. Il danese ex Ajax entra benissimo in partita e con un paio di sgroppate sulla fascia sinistra non si fa mai prendere da Zabaleta, ma Negredo appare troppo lento e isolato in avanti. Al 85′ chance colossale per Aguero, gran palla di Navas per il Kun dentro l’area che ha il tempo di controllare, prendere la mira ma la sua conclusione di interno destro finisce incredibilmente alta. All’87 fuori Navas, gran partita per l’ex esterno del Siviglia, dentro il giovane Garcia, e al 90′ la premiata ditta Valdes-Friend quasi combinano la frittata ostacolandosi a vicenda, ma non ne approfitta ancora De Bruyne che calcia alto. Tanti errori, e quando sbagli tanto alla fine la paghi: al 91′ cross dalla sinistra di Friend, il pallone arriva sul secondo palo dove Clichy difende malissimo, di testa sbuca De Roon che sorprende Bravo, sicuramente non perfetto, e fa 1-1 facendo impazzire i quasi 5000 sostenitori del Middlesbrough arrivati dal nordest. Dopo 4′ di recupero il direttore di gara Rob Friend fischia la fine, grande delusione per il pubblico di casa e per Pep Guardiola che si fa riprendere in pieno recupero dal suo ex allievo Karanka, punto d’oro per gli ospiti che salgono a 11 punti staccando il West Ham.

Partita tesissima per le rispettive posizioni di classifica anche tra West Ham e Stoke City, che nelle ultime gare si sono rilanciati ma non possono certo ancora dirsi al riparo da situazioni pericolose di classifica. Bilic, privo di Reid, sceglie ancora la difesa a tre, scegliendo Ayew prima punta bocciando nuovamente Simone Zaza: Adrian in porta, Collins, Kouyate e Ogbonna in difesa, centrocampo con Michail Antonio a destra e Cresswell a sinistra con Noble e Obiang centrali; in avanti Payet parte largo a sinistra e Lanzini a destra, centrale Ayew. Lo Stoke Citu ha vinto lunedì nel monday night contro lo Stoke City per 4-2 mettendo in luce un Bony davvero in grande condizione con una doppietta, oggi Hughes sostanzialmente conferma l’undici di cinque giorni fa, 4-2-3-1 con Grant in porta, Pieters a sinistra e Bardsley a destra con centrali Martins Indi e Shawcross; mediana muscolare e fisica con Whelan e Adam, più avanti Ramadan Sobhy, Allen e Walters dietro al centravanti Bony. Nel primo tempo succede pochissimo, la gara si sveglia nel secondo tempo con la rete del vantaggio Hammers: cross dalla sinistra del solito, immenso Payet, sul primo palo arriva la spizzata vincente di Antonio che al 65′ porta avanti i londinesi. Passano 10′ e lo Stoke riesce a pareggiare: lancio dalla difesa per Walters, esce malissimo Adrian che si fa anticipare dall’irlandese rischiando anche il penalty, il pallone arriva a Bojan che col destro facile fa 1-1. Buon punto per i Potters che muovono ancora la classifica allungando la striscia positiva, delusione in casa Hammers per due punti buttati a causa dell’ennesima distrazione difensiva.

Grande partita a Turf Moor dove Burnley e Crystal Palace danno vita ad una sfida con cinque gol e tantissime emozioni. Sean Dyche se la gioca all’attacco, 4-2-3-1 con Heaton, man of the match sette giorni fa ad Old Trafford, Lowton, Keane, Mee e Flanagan in difesa, Marney e Defour a centrocampo, il trio Arfield-Hendrick-Gudmundsson alle spalle di Sam Vokes. Alan Pardew è in serie negativa e l’ultima sconfitta casalinga per 4-2 contro il Liverpool ha fatto emergere nuovamente tutti i problemi difensivi delle Eagles. A Burnley schiera un 4-2-3-1 speculare agli avversari con Mandanda, in difesa Kelly, Dann, Delaney e Ward in difesa, McArthur e Cabaye in mezzo al campo, Zaha, Puncheon e Townsend dietro a Christian Benteke. Il Burnley passa a condurre dopo appena 2′ con Vokes, che in mischia piazza la zampata e porta avanti i clarets. Al 14′ stavolta Vokes si veste da assistman e serve una splendida palla all’islandese Gudmundsson che controlla e batte un Mandanda molto approssimativo nell’occasione. Il Palace però si conferma duro a morire e nel secondo tempo gioca un gran calcio, riuscendo addirittura a riacciuffare il Burnley: al 60′ Wickham riceve un bel traversone dalla destra di Zaha e anticipa Keane, spaccando la porta con una conclusione potentissima da dentro l’area; all’81’ Townsend va sul fondo e crossa per Benteke, Lowton respinge col braccio larghissimo, nessun dubbio per l’arbitro che concede la massima punizione. Dal dischetto Benteke spiazza Heaton e fa 2-2. A questo punto entrambe la vogliono vincere, al 90′ contropiede letale del Burnley con Gudmundsson che entra in area e serve a Barnes un cioccolatino solo da mettere dentro, gol del 3-2 che fa impazzire Turf Moor, e getta nella disperazione il Palace, davvero sfortunato ultimamente.

Infine, il Bournemouth riceve la visita del Sunderland sempre più ultimo, alla disperata ricerca di punti salvezza. Eddie How sceglie un 4-3-2-1 ad albero di Natale con Boruc tra i pali, Smith, Francis, Cook e Daniels in difesa, Arter, Gosling e Wilshere a centrocampo, Ibe e Stanislas alle spalle di Josua King. Moyes va nella South Coast per vincerla e schiera un 4-4-2 molto offensivo con Pickford, Jones, Kone, Djilobodji e van Aanholt sulla linea difensiva, Watmore a destra e Pienaar a sinistra con centrali McNair e Ndong, Anichebe e Defoe in attacco. Grande partenza delle Cherries che passano a condurre all’11’ con Gosling, abile a sfruttare una palla intelligente servitagli da Smith, ma il Sunderland con le unghie e con i denti riesce a pareggiarla grazie ad un gran gol di Anichebe, bravo a difendere la sfera in area e a girare all’incrocio imprendibile per Boruc. Black Cats che rimangono anche in dieci per l’espulsione per doppia ammonizione di Pienaar, il Bournemouth attacca tanto ma sciupa l’impossibile, alla fine al 75′ Anichebe, partita strepitosa del nigeriano, viene atterrato fallosamente in area da Smith, fischia l’arbitro Mike Dean che concede il calcio di rigore: dal dischetto si presenta Defoe che non sbaglia, 1-2 e grande gioia per David Moyes. Il Sunderland soffre fino al 95′ ma alla fine porta a casa i tre punti, prima vittoria vitale in stagione per l’undici di Moyes che sale a 5 punti raggiungendo lo Swansea, il Bournemouth rimane al palo con 12 punti comunque al riparo dalle zone basse di classifica.



As featured on NewsNow: Calcio news