Dopo le grandi emozioni delle partite di ieri, con le vittoria di Antonio Conte per 2-1 sul Watford di Walter Mazzarri e le vittorie di Tottenham e Manchester City rispettivamente contro Crystal Palace e Stoke City, la domenica di Premier propone subito due gare dai mille spunti: alle 14.30 allo Stadium of Light il Sunderland del neo tecnico David Moyes riceve il Middlesbrough nel derby del nord-est, alle 17 prima gara ufficiale di campionato del West Ham nel nuovo stadio, all’Olympic Stadium arriva il Bournemouth di Eddie Howe.

Partiamo da Sunderland dove i Black Cats vogliono riscattare la sfortunata sconfitta all’esordio in casa del Manchester City, l’occasione è ghiotta nel derby contro il Middlesbrough, chiaramente sentitissimo da queste parti ma Moyes deve completamente reinventare la difesa, con Koné infortunato (e fortemente voluto dall’Everton) e Kaboul partito destinazione Watford, gli unici due centrali a disposizione di Moyes sono O’Shea e Djilobodji, con McNair dirottato sulla mediana in piena emergenza senza l’infortunato Larsson. Il tecnico scozzese propone un 4-2-3-1 con Mannone tra i pali, Love a destra e van Aanholt a sinistra, centrali appunto O’Shea e Djilobodji; in mezzo al campo McNair e Rodwell, trio di trequartisti con Januzaj, Gooch e Watmore alle spalle di Jermaine Defoe, che oggi toccava le 500 presenze con squadre di club, comprese le 19 collezionate in MLS con la maglia di Toronto. Aitor Karanka risponde con un 4-4-1-1 di chiara ispirazione offensiva con Guzan in porta a sostituire Victor Valdes, infortunatosi poche ore prima del match nell’allenamento di rifinitura, in difesa Nsue, Barragan, Gibson e Friend, a centrocampo Adam Clayton e Forshaw con Downing a sinistra e Stuani a destra, l’ex Bologna Gastòn Ramirez alle spalle di Alvaro Negredo.

Parte bene il Sunderland con un buon possesso palla a centrocampo, in particolare è Januzaj a mettere più volte in difficoltà Friend sull’out di destra, ma alla prima occasione è il Boro a passare in vantaggio: Stuani prende palla sulla trequarti di destra, porta palla verso l’area fintando l’assist per Negredo, ma dai venti metri esplode un destro magnifico che va a finire proprio all’incrocio dei pali, imprendibile per Mannone. Grande esultanza in panchina per Karanka, a dire il vero fortunato il Middlesbrough a passare al primo tiro in porta. Il Sunderland, che al 36 perde per infortunio anche O’Shea, al suo posto Pienaar, dimostra di aver accusato il colpo e non riesce ad organizzare una reazione organizzata, le uniche occasioni d’attacco portano la firma di Januzaj, che sul’out di destra fa quello che vuole, e Defoe, pericoloso in un paio di circostanze. Al 45′, con il Sunderland in difficoltà, arriva il raddoppio del Boro ancora ad opera di uno scatenato Stuani: grande palla di Negredo dentro l’area per Ramirez che mette a sedere Love, sull’uscita di Mannone l’uruguagio serve il connazionale Stuani che, a porta sguarnita, mette dentro la rete del raddoppio che mette in ginocchio i Black Cats, e manda le due squadre al riposo sul parziale di 0-2.

Nella seconda frazione il Sunderland entra meglio in campo, in particolare si inserisce bene in partita Jeremain Lens al posto di McNair: al 71′ la squadra di casa riesce ad accorciare le distanze: Watmore calcia da fuori area una rasoiata che Guzan non trattiene colpevolmente, sul tap-in si presenta van Aanholt che batte il portiere statunitense per la rete dell’1-2. Nel finale il Sunderland prova a riaprirla, Moyes inserisce anche Asoro al posto di un non brillantissimo Watmore ma non serve, dopo 4′ di recupero l’arbitro Martin Atkinson decreta la fine delle ostilità, tre punti d’oro per il Boro che dimostra di possedere un’ottima organizzazione di gioco e un reparto offensivo tutto latino di buona incisività; male il Sunderland per dopo due partite rimane a zero punti, c’è ancora tanto da lavorare sia per Moyes sia per la società, che deve assolutamente comprare un centrale di difesa e un costruttore di gioco a centrocampo.

Alle 17 grande festa per la prima in campionato in casa del West Ham nel nuovo Olympic Stadium, ospite degli Hammers è il Bournemouth che all’esordio in campionato ha ceduto nettamente per 3-1 in casa contro il Manchester United. Tante assenze per Bilic che deve rinunciare a Carroll, Lanzini ma soprattutto alla stella più lucente claret&blue, Dimitri Payet tenuto a riposo per il ritorno dei preliminari di Europa League in casa giovedì contro l’Astra Gurgiu. Il tecnico croato sceglie un 4-3-3 comunque molto offensivo con Adrian in porta, difesa a quattro con Byram, Reid, Collins e Masuaku; in mediana Noble, Nordveit e Kouyate, in avanti Gokhan Tore a sinistra, Michail Antonio a destra e Valencia punta centrale.

Howe decide di schierare un 4-3-3 speculare per limitare i danni sulle corsie esterne e la superiorità a centrocampo del West Ham: Boruc tra  i pali, Smith, Francis, Cook e Daniels in difesa, a centrocampo Fraser, Surman e Arter con Joshua King, Wilson preferito all’ultimo all’ex Wolves, Afobe) e Ibe in avanti.

Primo tempo molto tattico, con fasi di studio prolungate in cui comunque gli Hammers ci provno con maggiore continuità, ma il Bournemouth conferma le grandi doti di organizzazione tattica dimostrate la passata stagione senza subire troppo, in compenso però Wilson appare troppo isolato in avanti con King e Ibe che partono troppo larghi e faticano a ricevere rifornimenti sulle fasce. Nella seconda frazione le Cherries giocano meglio ma non costruiscono vere e proprie occasioni, Bilic al 63′ rileva un deludente (e anche fischiato) Valencia e regala l’esordio in Premier a Calleri, mentre Howe al 75′ toglie Wilson e inserisce Grabban. Al 78′ la svolta della partita: Arter, già ammonito nel primo tempo per proteste, trattiene e attera Kouyate lanciato sulla fascia destra, nessun dubbio per il direttore di gara Pawson che estrare il secondo giallo ed espelle il centrocampista irlandese, che lascia in inferiorità numerica i suoi compagni per gli ultimi dodici minuti di gara. Howe corre subito ai ripari togliendo un Ibe praticamente mai in partita inserendo l’ex Watford Ake, mentre Bilic fiuta l’odore della preda e toglie Nordveit per Fletcher. L’atteggiamento offensivo del manager croato paga i suoi dividendi all’85’: azione sulla destra di un ottimo Gokhan Tore, doppio passo su Smith e cross che scavalca Boruc, sul pallone si avventa Antonio che di testa sigla la rete del vantaggio Hammers, facendo esplodere i quasi 57.000 dell’Olympic Stadium. Nel finale miracolo di Adrian su King, con l’estremo difensore spagnolo che mette la firma sulla vittoria del West Ham per i primi tre importantissimi punti dei londinesi in campionato; male le Cherries, la partenza di Ritchie si fa sentire dal punto offensivo. ma qualcosa dal mercato sicuramente arriverà negli ultimi giorni di mercato.



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