Con Valerio Annino e Marco Made, due dei nostri esperti di calcio inglese a tutto tondo, affrontiamo diversi argomenti relativi alla Premier League e al calcio della terra d’Albione.

Recentemente è terminata la stagione NBA, un’annata che sarà ricordata per il dominio Warriors e la battaglia furiosa per il titolo di MVP tra Westbrook e Harden. Questa ideale corsa all’MVP la vorrei riproporre anche rispetto all’ultima PL. Come è la vostra top 3 in tal senso?

V: Al terzo posto penso sia doveroso premiare Alexis Sanchez, autore di 24 gol e 10 assist in stagione in Premier League e autentico trascinatore di un Arsenal troppo discontinuo in cui è mancata la stella di Ozil. Se i Gunners sono riusciti comunque a mantenere una posizione di alta classifica lo devono principalmente ai gol e alle giocate del campione cileno: proprio per questo non sarà semplice trattenerlo all’Emirates con il contratto in scadenza nel 2018, sia Conte sia Guardiola sarebbero pronti a fare follie pur di accaparrarsi l’ex Udinese e Barcellona. Al secondo posto scelgo N’golo Kanté, il protagonista delle ultime due stagioni di Premier vinte con le maglie di Leicester e Chelsea. Con il maggior numero di palloni recuperati (601) ed una percentuale di tackle vinti che sfiora il 70%, Kanté si è reso protagonista di un’altra annata pazzesca, che lo ha consacrato nell’Olimpo dei migliori centrocampisti attualmente in circolazione. La medaglia d’oro però non può che spettare all’uragano del Tottenham, Harry Kane, capocannoniere della Premier per la terza stagione consecutiva con 29 gol siglati in 30 apparizioni. Se gli Spurs continuano ad essere un’eterna incompiuta, il ventitreenne centravanti londinese invece si è confermato una infallibile macchina da gol almeno a livello di club, nonostante quest’anno l’infortunio al ginocchio l’abbia tenuto lontano dai campi per quasi un mese e mezzo.

M: Al terzo posto metto Courtois, il portiere della squadra che ha dominato la Premier League. Il belga, soprattutto nella prima parte della stagione, ha portato almeno 10 punti alla squadra di Conte con parate sensazionali. Gli infortuni per lui sembrano un lontano ricordo, è tornato in forma smagliante, dimostrandosi uno dei portieri più forti del Mondo. Sul secondo gradino del podio piazzo Dele Alli. Il ragazzo classe 1996 ha estratto dal cilindro una stagione da incorniciare, condita da 18 reti e 7 assist. Pochettino ha potuto sfruttare le sue incredibili capacità di inserimento (quanto assomiglia a Lampard?), lo straordinario colpo di testa e la sfrontatezza di un giovincello rampante che vuole conquistare l’Inghilterra. Il mio MVP, però, è senza dubbio Diego Costa.  il centravanti Brasiliano ha saputo spingere i compagni fuori dalle difficoltà anche nei momenti peggiori, ha combattuto su ogni palla vagante ed ha realizzato 20 reti in campionato. Il meglio della lega.

 

 

Pickford è appena passato dal Sunderland all’Everton per oltre 30 milioni di sterline. Un buonissimo portiere, per carità, ma la cifra sborsata pare comunque fuori da ogni logica e ci costringe ad approfondire il tema degli estremi difensori in Premier. Anche grazie alla presenza di “big esteri” le cose sembrano andare meglio, ma a che punto vedete la scuola inglese?

V: Il tema dei portieri inglesi è senz’altro uno dei più interessanti e con più spunti di riflessione, dal momento che oramai da quasi quindici anni l’Inghilterra non riesce a sfornare un portiere all’altezza del blasone dei Tre Leoni. Da Seaman è stato un continuo susseguirsi di promesse non mantenute e autentici disastri: partendo dal peggiore forse, quel David James tanto scarso da meritarsi l’appellativo di “calamity”, arrivando fino all’attuale Joe Hart, probabilmente il meno peggio, autore di ottime stagioni al Manchester City dove di fatto era – ed è tuttora – l’idolo di casa, ma mai convincente appieno in nazionale, passando per le meteore Robinson, Kirkland, Green e Carson. Un ragazzo promettente era certamente Jack Butland, estrempo difensore dello Stoke City, ma alla soglia ormai dei ventiquattro anni e con il grave infortunio della scorsa stagione alle spalle sarà da vedere quale sarà il suo rendimento post-injury e magari con una maglia più pesante addosso. Certo è che la carenza di talenti in questo ruolo nevralgico inflaziona terribilmente il prezzo anche di portieri certamente di talento ma ancora tutti da scoprire, in questo senso i 30 milioni di sterline (quasi 40 milioni di euro) sborsati dai Toffees per Pickford testimoniano quanto il prezzo sia stato fatto più in relazione alla nazionalità e alle speranze riposte, più che sul reale ed effettivo valore del giocatore in sé.

M: La scuola di portieri inglesi è ormai in grossa difficoltà da almeno 30 anni, e non sembra poter esserci un’inversione di tendenza all’orizzonte. L’acquisto di Pickford da parte dell’Everton è l’ennesima follia del calcio Inglese che si ostina a comprare in casa propria (dove le cifre sono assolutamente esagerate) invece di guardare altrove. Ad onor del vero, è giusto sottolineare come l’Everton abbia concluso anche due ottimi affari con l’arrivo di Klaassen e soprattutto con quello di Sando Ramirez, a soli 7 milioni di Euro. Tornando ai portieri, faccio tanta fatica a trovare un estremo difensore inglese di livello assoluto, sia per l’immediato che in prospettiva futura.

Il campionato 16/17 si è rivelato “Londracentrico”, almeno per le battaglie di vertice. Credete che il baricentro, l’anno prossimo, possa spostarsi verso nord/nordovest?

V: Guardiola si è giocato il jolly l’anno scorso, quest’anno non avrà più scusanti perché chiaramente da un allenatore con uno stipendio da 20 milioni di sterline all’anno non mi aspetto certo un misero terzo posto a quindici punti dalla prima e un’anonima eliminazione agli ottavi di finale di Champions League contro il Monaco, tra l’altro buttando via i due gol di vantaggio della gara d’andata. In questo senso gli investimenti pesanti (forse eccessivi) fatti per Bernando Silva ed Ederson, quasi 100 milioni in due, sono un chiaro segnale che quest’anno i Citizens vogliono tornare a primeggiare dopo tre stagioni di anonimato. Dall’altra parte di Manchester non è certo andata molto meglio a José Mourinho, che ha parzialmente salvato una stagione altrimenti negativa da sesto posto in campionato con le vittorie in Coppa di Lega ed Europa League. Il mancato rinnovo del contratto a Zlatan Ibrahimovic apre una voragine in attacco, dove il solo Rashford è sicuro della conferma e l’arrivo sfumato di Griezmann ha lasciato a bocca asciutta lo Special One. Oltre all’attacco lo United deve necessariamente trovare il sostituto di Carrick in mezzo al campo, l’uomo d’ordine che permetta libertà d’iniziativa alle mezze ali Pogba e Ander Herrera. In più, c’è da risolvere la situazione di De Gea, che ogni estate appare più tentato di tornare nella sua Madrid, sponda blanca. Infine il Liverpool, quest’anno Klopp dovrà necessariamente essere in grado di far fare il salto di qualità ai Reds, il quarto posto ottenuto ha permesso al club di Anfield di tornare nel palcoscenico che più gli compete, quella Champions League che dovrà comunque guadagnarsi passando dai preliminari di agosto; se il tecnico tedesco riuscirà finalmente a trovare un portiere di sicuro affidamento (Hart?), un grande difensore centrale e un attaccante vero, allora i tifosi potranno davvero tornare a sognare in grande.

M: Le due squadre di Manchester rappresentano le più grandi delusioni dell’ultima Premier League. I Red Devils, però, sono riusciti a salvare ampiamente la stagione grazie alle tre coppe conquistate ed alla crescita esponenziale di alcuni talenti. Le disponibilità economica illimitate di entrambe le squadre e l’esperienza (oltre che la bravura) dei due Manager fanno presagire che Manchester Utd e City, il prossimo anno, lotteranno per il titolo. Il team azzurro dovrà rafforzarsi soprattutto in difesa e valutare le condizioni a centrocampo di Gundogan, quella rossa, invece, dovrà acquisire quei 2-3 tasselli giusti per rafforzare la squadra in ogni reparto e testare le situazioni Ibra e Martial. Lo svedese vorrebbe rimanere alla corte di Mourinho, ma ciò significherebbe accentrare ancora gran parte del gioco su di lui, non sfruttando al massimo il talento degli altri uomini di attacco. Per l’ex attaccante del Monaco, invece, deve essere la stagione del rilancio. Continuare a relegare  sulla fascia o in panchina un prospetto del genere ha poco senso. C’è grande attesa per la seconda “avventura” di Guardiola in Premier. Pep, a mio avviso, dovrà si rafforzare una rosa sopravalutata, ma soprattutto dovrà adattarsi al calcio inglese.
Passando alle neopromosse del 17/18, il Newcastle non è di certo una novità a livello di Premier. Anzi, la struttura dei Magpies è addirittura da potenziale big. Situazioni diverse,invece, per Brighton e Huddersfield, che tornano nella massima divisione dopo davvero tanti anni. Cosa vi aspettate da questo terzetto?
V: Dal Newcastle mi aspetto tanto, ha già praticamente una rosa da Premier League, un allenatore carismatico di livello internazionale e una proprietà ricchissima, chiaro che per evitare l’incubo di due stagioni fa sarà necessario mettere al sicuro subito la permanenza nella massima serie, penso che se i Magpies raggiungeranno questo obiettivo già per febbraio o marzo potrebbero provare a rientrare anche in ottica Europa League vista la qualità della rosa a disposizione. Diverso il discorso per Brighton e soprattutto Huddersfield, le cui rose allo stato attuale risultano inadeguate ai ritmi e al tasso tecnico della Premier League, chiaro che in estate qualcosa dovrà essere fatto mantenendo comunque l’assetto tattico e la spina dorsale della Championship puntando magari al modello di Burnley e Stoke City, due squadre che sono riuscite a trasporre con grande successo lo spirito della Championship anche nella massima serie. Consiglierei dunque una sorta di “rivoluzione moderata”!
M: Dal Brighton mi aspetto un campionato “alla Burnley”, tanti punti in casa e pochi fuori. l’AMEX Community Stadium sarà il dodicesimo uomo di una squadra allenata dal bravissimo irlandese Chris Hughton, uno dei più bravi allenatori di Gran Bretagna. Dall’Huddersfield, invece, ci si può attendere un andamento molto più equilibrato tra casa e trasferta, esattamente come nell’ultima Championship. Credo verranno riproposte una fase difensiva di assoluto rispetto ed ottime ripartenze, il tutto sublimato dalla solidità del gruppo. Per salvarsi, però, servono 2-3 interventi mirati sul mercato, in particolare un centravanti che sappia arrivare in doppia cifra in un campionato di livello superiore come la Premier. Dal Newcastle mi aspetto un mercato importante ed un campionato di alto livello; la squadra di Benitez avrà come obiettivo quello di dar fastidio alle grandi e magari mettersene dietro qualcuna.
Infine apriamo una parentesi sul Mondiale U20, vinto dall’Inghilterra. Chi, tra i ragazzi visti in Corea, credete possa avere una carriera brillante anche nel calcio dei “grandi”?

V: Riallacciandomi al discorso precedente sui portieri, sono rimasto impressionato dalla bravura di Freddie Woodman, estremo difensore di appena 20 anni ma con una sicurezza da veterano, reduce da un’ottima stagione in prestito in Scozia nel Kilmarnock e tornato alla base nel Newcastle: al Mondiale ha parato un rigore in finale al Venezuela sull’1-0, penso possa fargli bene un’ulteriore in prestito magari già in Championship. Mi è piaciuto tantissimo anche Fikayo Tomori, diciannovenne di proprietà del Chelsea che nell’ultima stagione ha brillato con la maglia del Brighton, anche per lui un’altra stagione di rodaggio in Championship potrebbe farlo maturare ancora. Infine, il talento più luccicante, quel Dominic Calvert-Lewin che già si era messo in mostra nella seconda parte di stagione con la maglia dell’Everton, segnando anche la sua prima rete in Premier League a marzo contro l’Hull. Per me è già pronto per la Premier, magari una squadra tipo Huddersfield, Bournemouth o Birghton dove possa crescere senza pressione e acquisire minutaggio. Per me, futuro campione.

M: La prima cosa che mi viene in mente pensando all’Inghilterra campione del Mondo under 20 è il settore giovanile dell’Everton, sempre tra i migliori e questa volta in maniera particolare. Ronald Koeman dovrà essere bravo ad inserire al meglio i tanti giovani di talento a sua disposizione, magari per puntare a qualcosa di più del solito posto dietro alle grandi. Dominic Calvert-Lewin è un esterno (o all’occorrenza seconda punta) molto interessante, dotato di buona tecnica, rapidità ed ottimo dribbling. Lookman un attaccante, o seconda punta rapida, tecnica che sta migliorando sempre più sotto porta, Kenny un difensore che nonostante l’età ha mostrato ottima personalità e discreta qualità. Con questi giovani, i Toffies possono guardare al futuro con più serenità. Tolto l’Everton, non possiamo non nominare la stella assoluta dell’ultimo Mondiale under 20, Dominic Solanke. Fisicità, tecnica e duttilità le qualità mese in mostra dal ragazzo appena lasciato libero (prima del Mondiale) dal Chelsea e acquistato da Jurgen Kloop. Antonio Conte potrebbe pentirsene amaramente.

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