Il 2017 è un anno pieno di speranze per i tifosi dell’Hull City, che hanno dovuto lasciare alle spalle un 2016 fatto di gioie (la promozione in Premier League) e dolori (il brutto inizio di stagione). Ora però, con l’esonero di Mike Phelan e la scelta di Marco Silva, le cose sembrano poter cambiare, soprattutto dopo la scorsa settimana segnata dalla vittoria (solo la quarta su 21 partite) in casa contro il Bournemouth di Eddie Howe, e dall’arrivo di due acquisti di grande spessore come Evandro dal Porto e Niasse dall’Everton.

Prima di Marco Silva, Mike Phelan non è riuscito a garantirsi un’immagine degna di nota; la sua storia è comunque da ricordare: il 22 luglio prende in mano la squadra, per la sua prima avventura in panchina, dopo le dimissioni Steve Brice; visti gli ottimi risultati inziali (la vittoria contro il Leicester campione alla prima giornata e quella contro lo Swansea in Galles) viene confermato in via permanente. Le cose però, da quel momento, non vanno per il meglio; i Tigers scivolano sempre più in basso, non riescono a fare punti con le piccole (essenziali per la lotta salvezza) ed utilizzano il classico catenaccio contro le grandi, che però non porta i risultati voluti. Il manager inglese chiude la sua avventura il 3 gennaio 2017 con 3 vittorie, 4 pareggi e 13 sconfitte.

Da quel giorno, le speranze dei tifosi e della società sono rinate con Marco Silva: non stiamo parlando certamente di Mourinho, ma di un qualcuno che probabilmente ci si avvicina, vista la nomea acquisita di “erede dello Special One”. Nel suo piccolo (infatti è allenatore soltanto dal 2011), Silva ha già in bacheca una Taca de Portugal, conquistata con lo Sporting Lisbona, e un campionato greco con l’Olympiakos. Niente male per un quasi quarantenne, chiamato ora a compiere un’altra impresa: quella di salvare l’Hull City dall’ultimo posto in classifica.

Con la vittoria nell’ultima giornata di Premier contro il Bournemouth (una delle squadre più in forma del campionato), il portoghese ha conquistato il terzultimo posto (16 punti), lasciandosi dietro Swansea e Sunderland, grazie ad una prestazione che convince tutti e contiene tutto: giusta cattiveria, motivazione che mancava da tempo, volontà di creare bel gioco (non sempre riuscito) e di adattarsi ad un modulo nuovo e mai visto (4-4-1-1), freddezza sotto porta con l’uruguaiano Abel Hernandez appena tornato dall’infortunio e autore di una doppietta (fino a quel momento aveva realizzato soltanto 1 gol).

Silva si è detto convinto di riuscire nell’impresa salvezza. D’altronde, la sua squadra possiede tutte le qualità necessarie a raggiungere l’obiettivo. Una sentenza intuibile sin dalla scorsa estate: in porta era stato preso Marshall dal Cardiff per 5 milioni di sterline; in difesa, confermatissimi i veterani Davies e Dawson e il gioiellino Robertson; a centrocampo, oltre ai vari Snodgrass (l’unico che si salva in questi 6 mesi e capocannoniere con 7 gol), Huddlestone, Meyler e Livermore, sono stati presi Mason per 13 milioni dal Tottenham e Henriksen dall’AZ; mentre in attacco, tralasciando Hernandez e Diomande, hanno fatto il loro avvento Mbokani e Keane.

E dopo gli acquisti invernali succitati, l’impressione è che Silva non abbia voglia di fermarsi. Economicamente, il club non ha grossi problemi, visto anche il nuovo accordo con lo Sponsor SportPesa. I nomi ch circolano, per di più, lo confermano: Van Der Wiel, Ranocchia, Elabdellaoui, Eto’o e Ulloa.
Per i Tigers la situazione sta cambiando; il futuro si prospetta roseo, anche se in Premier non è dato mai nulla per scontato.

di Simone Moscufo



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