Delusione – Non c’è parola che descriva meglio il modo in cui Manchester United e West Ham sono arrivati questo pomeriggio ad Old Trafford. I club, ben lontani dalle rosee aspettative di inizio stagione, si sono affrontati nella stessa identica situazione: alla ricerca disperata di punti per non perdere di vista gli obiettivi precipui, la vetta della Premier League per gli uomini di Mou e la “zona Europa” per gli Hammers.

Approccio – Ancora una volta in questo campionato, come accaduto ad esempio nella sfida contro il Chelsea, il Manchester United si è visto superare dagli avversari nelle primissime fasi di gioco. Diafra Sakho ha girato in porta la punizione che Dimitri Payet ha battuto dalla trequarti e sbloccato il risultato dopo soltanto due minuti, condizionando di fatto tutto lo svolgersi del match. Da segnalare c’è stata l’immediata reazione dei Red Devils, abili a prendere in mano il centrocampo ed alzare il baricentro sviluppando la manovra con una velocità che appare nuova nelle doti del gioco dei padroni di casa. Senza l’ennesima distrazione iniziale dunque, con ogni probabilità Mourinho avrebbe ottenuto quei tre punti che tanto gli mancano e che, c’è da dire anche a causa di qualche colpo di sfortuna di troppo, rimangono ancora lontani dalla sponda rossa di Manchester. Dopo 21 minuti il colpo di testa di Ibrahimovic su palla di Pogba ha pareggiato il risultato premiando il tanto lavoro dallo svedese, autore di un ottimo match come riferimento dell’attacco. È tanto chiaro quanto scontato: la squadra dello Special One deve entrare in campo dal primo minuto anche con la testa e non solo fisicamente.

Bilico Bilic – A doversi preoccupare della troppo prolungata penuria di risultati non sono Pogba & Co. La posizione del tecnico del West Ham United sembra ora essere in serio pericolo. Certo, non è cosa così ovvia riuscire a strappare un punto ad Old Trafford contro un team che a livello di qualità è oggettivamente superiore, ma visto lo svolgersi del match Bilic può ritenersi fortunato. Escludendo i primi quindici minuti dei due tempi e due clamorose occasioni sul finale però, gli Hammers non hanno mai spaventato sensibilmente De Gea. Eccezion fatta per Payet e Michail Antonio, mancano ancora quelle basi di costruzione di gioco con la palla tra i piedi e, di fatto, una solidità a centrocampo che possa permettere non non puntare soltanto su un’invenzione del 27 francese o una cavalcata dell’esterno della Nazionale inglese. Proprio un coast to coast di Antonio a tre minuti dalla fine, sfruttando l’assedio che i Red Devils portavano avanti almeno dal 65’, stava per dare agli ospiti un trionfo che sarebbe stato tanto immeritato quanto insperato. Qualcosa di positivo c’è, sicuramente, ma si arriva ad un momento in cui i punti dono l’unico parametro decisionale della società e quel momento, per il West Ham, è ora. Bilic trema ed ha le sue ragioni, gli basterebbe guardare i prossimi impegni in campionato: prima arriva l’Arsenal di Wenger in quello stadio che gli Hammers ancora stentano a riconoscere come casa e poi dovranno volare ad Anfield ad affrontare il Liverpool schiacciasassi di Jurgen Klopp.

Darren Randolph – MVP degli ospiti, senza nessuna discussione. Il portiere 29enne ha da poco scalzato Adriàn dal ruolo di titolare tra i pali ed oggi ha dimostrato di meritare qualche altra chance dal primo minuto. Non si conta la quantità di parate decisive compiute nell’arco dei novanta minuti, l’unico effettivo del West Ham ad essere costante per tutto l’arco del match, il giocatore che ha posto in maniera imperante e definitiva il proprio veto sul pareggio maturato oggi ad Old Trafford. Al 36esimo un riflesso su Rashford rimasto solo e pronto a colpire, poi ancora un tuffo straordinario su Lingaard agli sgoccioli della prima frazione. Il tutto è continuato anche nei secondi 45 minuti, nei quali ha alzato un muro invalicabile rendendo assolutamente vano il continuo assedio di marca United. Se gli Hammers torneranno a Londra con un punto in tasca lo devono decisamente ad uomo, un irlandese di nome Darren Randolph.

4 – Sono i gol che il Manchester ha rifilato al Feyenoord in Europa League, risultato che doveva essere la scintilla per scatenare la rinascita in via definitiva. Dopo stasera però, questo numero significa anche altro: per la quarta volta consecutiva, i Red Devils hanno pareggiato tra le mura amiche. Prima del West Ham, erano state Stoke City, Burnley ed Arsenal a rallentare la mai decollata scalata di Mourinho. Anche gli ospiti non vincono da quattro partite: dopo la settimana d’oro valsa i tre punti contro il Sunderland in Premier ed il passaggio del turno ai danni del Chelsea in EFL Cup, dai match con Everton, Stoke, Tottenham e United gli Hammers hanno ottenuto soltanto due punti.

 



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