Non è facile analizzare in maniera chiara e univoca il big match di sabato tra Manchester City e Tottenham, tra due squadre che arrivavano al confronto con umori diametralmente opposti: il Tottenham si è presentato all’Etihad con l’etichetta di squadra più in forma della Premier, reduce da sei vittorie consecutive in Premier, compreso il 2-0 inflitto al Chelsea, sette se si considera anche il 2-0 rifilato all’Aston Villa in FA Cup; incredibile invece la situazione dei Citizens, con Guardiola che sembra davvero aver perso la bussola dopo l’incredibile ko per 4-0 subito a Goodison Park contro l’Everton.

Dopo un primo tempo noioso in cui però è il City a far vedere le cose migliori, nella ripresa la gara si accende già dopo 4′ quando uno dei rarissimi errori in carriera di Hugo Lloris mette in condizione Leroy Sané di depositare la sfera in rete: sul lancio lungo di Zabaleta, l’estremo difensore francese sbaglia completamente l’uscita fuori dall’area spizzando goffamente di testa  il pallone che quindi carambola su Sané, tutto facile poi per l’ex-Schalke che a porta vuota non può sbagliare. Al 54′ Lloris “corona” quella che probabilmente è la sua peggior prestazione da quando è in Inghilterra, con un altro errore che costa carissimo: Sterling viene lanciato sulla destra, palla al centro per De Bruyne ma Lloris appare in netto anticipo in uscita bassa, il pallone gli scappa e per il belga è un gioco da ragazzi siglare la rete del 2-0. Poi, l’episodio che sta facendo ancora discutere in Inghilterra: Sterling, imprendibile per la retroguardia Spurs, sfugge sull’out di sinistra e si presenta da solo davanti a Lloris, a questo punto Walker spinge nettamente l’ex Liverpool sbilanciandolo, ne esce un tiro debole e centrale di facile presa. Dalle immagini si evince come Walker spinga Sterling senza preoccuparsi del pallone, con il solo scopo di fargli perdere l’equilibrio, rigore nettissimo inspiegabilmente non concesso da Marriner ed errore che si rivelerà pesantissimo per i mancuniani, perchè appena un minuto dopo il solito Alli trova la rete che accorcia le distanze e ridà speranza ai londinesi. Aguero si fa ipnotizzare un paio di volte da Lloris e al 78′ Son, perfettamente servito di tacco da Kane, trova il diagonale chirurgico che batte Bravo (che, va detto, non ne prende una) e riporta il risultato in parità sul 2-2 con cui si conclude la sfida.

Al netto del grave torto arbitrale subito e che comunque ha condizionato pesantemente lo score finale, Guardiola deve nuovamente fare i conti con una difesa che proprio non funziona: il tecnico spagnolo le ha provate tutte, partendo da una difesa a quattro con Otamendi e Stones, i due titolari nelle gerarchie iniziali, sostituendo poi il timido e disattento Stones con Kolarov, passando poi alla difesa a tre con i tre titolari insieme. Sabato Pep ha optato per una difesa a quattro lasciando fuori Stones, disastroso sette giorni prima a Goodison Park, con Kolarov e Otamendi centrali e Zabaleta-Clichy sulle corsie esterne. Niente da fare, nel secondo tempo Kane, Son e Alli hanno fatto praticamente tutto quello che volevano, e più volte ci sono voluti i ritorni dietro di Sané e Sterling per ovviare alle numerose sbavature difensive. In avanti Aguero appare il lontano ricordo del fuoriclasse ammirato nelle passate stagioni con Mancini e Pellegrini, mentre la carta d’indentità per Silva, troppo discontinuo nell’arco dei 90′ e Yaya Touré, lentissimo, comincia a ingiallirsi, nonostante lo spagnolo continui a regalare strappi di grande calcio. Nota positiva per Gabriel Jesus, entrato a 10′ dalla fine, che ha dato grande vivacità sull’out di destra, per lui anche una rete annullata (giustamente) per posizione di fuorigioco e un gol sfiorato di testa, tanto talento ma un paio di tuffi di troppo, abitudine fin troppo verdeoro che in Inghilterra rischia di pagare se non viene subito aggiustata.

Gli Spurs continuano nella loro marcia verso la Champions League, il terzo posto conquistato ai danni del Liverpool è il giusto premio per un mese di gennaio giocato a ritmi vertiginosi esprimendo un grande calcio offensivo e spettacolare; i due gol sembrano più il frutto della giornata no di Lloris, con De Gea il miglior portiere della Premier, la fase difensiva ha funzionato bene anche all’Etihad. E con un Alli in questo stato di grazia, sognare in grande diventa un obbligo…



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