“Con il Napoli ho segnato un gol ogni 124 minuti”: nulla parla meglio dei numeri e Manolo Gabbiadini lo sa bene. Nella lettera d’addio alla società partenopea l’attaccante ha voluto ricordare come probabilmente avrebbe meritato più chance, visto il rendimento di tutto rispetto.

È ben noto come però, la sua avventura a Napoli non sia mai decollata, complici un rapporto non ottimale con Sarri ed una concorrenza di livello mondiale (vedi Milik prima, e Mertens poi). Il suo trasferimento al Southampton, arrivato nelle ultime ore di mercato e fortemente voluto dal manager Claude Puel era un’arma a doppio taglio per la carriera del giocatore: solo una scelta di ripiego o una grande occasione per mostrare il proprio valore? Anche in questo caso Gabbiadini sta mostrando di avere le idee molto chiare.

Neanche il tempo di fargli indossare la numero 20 dei Saints che subito vanno riaggiornate le statistiche. Nei primi 163 minuti disputati in Premier League, l’ex Napoli ha già messo a segno tre reti. La naturalezza con la quale l’attaccante ha saputo inserirsi negli schemi dei biancorossi era lampante già dal suo match d’esordio. Nella sconfitta rimediata al St.Mary’s contro il West Ham, è arrivato un gol tanto inutile ai fini del risultato quanto significativo. Non solo per permettere al giocatore di sbloccarsi e di scacciare le critiche degli ultimi tempi, ma anche per far registrare il 400esimo gol di un italiano nella massima serie inglese.

Nell’ultima giornata di Premier League Gabbiadini ha continuato a stupire ed ha confermato una buona affinità con il suo nuovo club. La sfida esterna con il Sunderland è stata teatro della prima doppietta e del primo match da MVP del classe ’91. Due gol decisivi, uno al 30’ ed uno al 45’, utilissimi ad indirizzare lo score verso il 4-0 finale per i Saints. Quello che l’italiano sta mostrando in queste prime uscite inglesi ha chiaramente provocato commenti ed opinioni discordanti a Napoli. Sarri ha parlato di un “sacrificio tecnico” necessario per le casse del club e non di una cessione avvenuta per scelta tecnica (come era sembrato ai più). Per la punta di Calcinate, il capitolo Napoli è già alle spalle: non un rimpianto, ma una semplice esperienza che poteva andare meglio. I piedi, la testa ed i gol, sono già tutti per la Premier.

Le sue caratteristiche rispondono alla perfezione al giocatore che cercava il Southampton: un attaccante che sappia essere un riferimento e che conosca i tempi giusti per buttarsi alle spalle della linea difensiva avversaria. Anche Gabbiadini ha parlato molto bene del suo nuovo campionato, elogiandone l’intensità e la rapidità di gioco, più vicine ai suoi gusti rispetto alla “pressante” tattica delle difese italiane. Ora è il cardine attorno al quale ruotano le dinamiche offensive del 4-2-3-1 disegnato da Puel. Alle sue spalle può contare sulla qualità e la corsa di gente come Tadic e Redmond, senza dimenticare le incessanti, ricorrenti e paradigmatiche sovrapposizioni dei terzini Bertrand e Soares. Il tecnico francese sta cogliendo i frutti di un lavoro iniziato sin dalla prima giornata e l’innesto di Gabbiadini potrebbe dare finalmente continuità ai risultati, per puntare anche più in alto dell’attuale undicesimo posto in classifica.

A Southampton, pensando ad altri attaccanti centrali italiani, non possono che avere un bel ricordo. Proprio con i biancorossi infatti, Graziano Pellè si era conquistato la stima di Antonio Conte ed una maglia da titolare all’Europeo del 2016. In 68 match di campionato il leccese ha fatto registrare 23 reti e 9 assist e, considerando le statistiche delle prime due apparizioni, Gabbiadini potrebbe far sognare ai tifosi un rendimento simile, se non addirittura migliore.

Occasione o ripiego dunque? Il nuovo numero 20 dei Saints non sembra neanche essersi posto la domanda. Il Gabbiadini formato Premier League ha iniziato nel migliore dei modi e conta di continuare così, senza pensare a Sarri, al Napoli o a cosa sarebbe potuto andare meglio.

 

 



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