178 gol in 264 match sono un bottino fenomenale, considerando i tanti infortuni patiti dal Kun Aguero. Eppure, questi numeri non possono rappresentare a pieno quanto il numero 10 sia stato decisivo per il Manchester City nel corso degli anni, dal primo gol segnato dopo 9′ dal debutto (contro lo Swansea) nel 2011, all’ultimo, il gol del 2-3 contro il Napoli che ha praticamente consegnato i 3 punti ai Citizens. In mezzo, tanti gol bellissimi e importantissimi, come quello segnato nel 2012 contro il QPR, all’ultimo minuto dell’ultima giornata: il gol che ha portato il titolo all’Etihad dopo 44 anni, uno dei gol che più rimarrano impressi nella storia del calcio inglese, e non solo nella memoria dei tifosi del City. Una media di 0.67 gol a partita che ha toccato il suo apice nella passata stagione, dove in 45 gare ha segnato 33 gol e nel 2014/2015, quando segnò 32 reti in 42 apparizioni. Numeri mostruosi per un mostro del calcio contemporaneo. Campione dentro e fuori dal campo, come dimostra anche l’umiltà con cui ha festeggiato questo traguardo: in un tweet ha ringraziato la famiglia, gli amici, i compagni e in generale chiunque abbia reso possibile il raggiungimento di questo traguardo. Uno come lui, ne siamo sicuri, non si accontenterà: la stagione è lunga e il Kun è pronto a dominarla.



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