Il calcio inglese è soprattutto questo: spettacolo e divertimento in partite che magari in altri Paesi avrebbero meno importanza. Ieri sera non è stato solo Leicester contro Chelsea, ma anche Ranieri contro Conte, in un derby italiano che più inglese non si può. Intensità, movimento, furia calcistica sono le parole più adatte a descrivere cosa è successo al King Power Stadium, ancora una volta stracolmo. I due tecnici italiani si ritrovano di fronte dopo 4 anni dall’ultima volta: Ranieri era sulla panchina dell’Inter, Conte su quella della Juventus.

Anche quella volta il derby d’Italia lo vinse l’ex CT della nazionale. Di fronte, ieri sera, c’erano due squadre che giocano un calcio prettamente organizzato, forse il più organizzato dell’intero panorama inglese, da veri italiani, ma la foga del momento ha preso il sopravvento su tutto. Schemi saltati dopo soli 17 minuti, quando il Leicester trova il vantaggio con Shinji Okazaki, complice una grave disattenzione difensiva dei blues. Il giapponese si fa trovare pronto, segnando il suo primo gol in stagione, nel momento più difficile della sua esperienza alla corte di Ranieri, visto che nell’ultima gara era stato sostituito da Slimani, neo acquisto delle Foxes che ha firmato una doppietta al debutto. Un duro colpo per la squadra di Conte, che cala nell’intensità e nel possesso palla, facendosi sovrastare dagli uomini di Ranieri, che dopo 15 minuti dal primo, trovano anche il secondo gol: da un’azione prolungata, Andy King trova il varco giusto per servire Okazaki, bravo a schiacciare il pallone quanto basta per scavalcare Begovic e firmare la doppietta personale, rispondendo a pieni meriti alla prestazione di Slimani. A quel punto la partita sembra essere segnata. Il Chelsea cala sempre di più, mentre il Leicester aspetta pazientemente senza alcuna fretta. La svolta arriva a 20 secondi dal termine del minuto di recupero concesso dall’arbitro per la fine del primo tempo, quando Moses riesce a guadagnarsi un calcio d’angolo.

Ormai quasi tutti sanno che parte dei gol del Chelsea, soprattutto l’anno scorso, arrivano da calcio piazzato: detto, fatto! Cross di Fabregas per Cahill che stacca tutto solo infilando il pallone in porta e riscattando la brutta prestazione difensiva fatta fino a quel momento. Ma soprattutto portando la sua squadra negli spogliatoi con umore diverso. Adesso entra in gioco Antonio Conte, che come motivatore ha pochi eguali. È bastato spronare i suoi uomini negli spogliatoi e durante primi minuti della ripresa per far rinascere i blues. Il possesso palla passa nuovamente ai londinesi che spingono in avanti in cerca degli spazi. Il Leicester si difende con 9 giocatori su 10 dietro la linea della palla: impossibile passare da lì. Al 47′ ci prova Batshuayi con un gran sinistro dalla distanza. Zieler deve compiere un miracolo per salvare la propria squadra. Poco dopo il Leicester si fa cogliere in ripartenza su un calcio d’angolo non sfruttato. A concludere l’azione è Azpilicueta, che con un gran destro al volo trova uno dei gol più belli della sua carriera. La partita è bellissima: entrambe le squadre vogliono il gol che assicuri il passaggio del turno. Ci prova il Chelsea con il neo entrato Diego Costa, dopo un grande inserimento in area. Ci prova anche il Leicester: Musa brucia in velocità Cahill, ma trova un Begovic attento a non farsi scavalcare dal suo pallonetto. La partita cambia nuovamente al 88′ quando Wasilewski colpisce in piena faccia Diego Costa con un pugno: rosso!

Nei tempi supplementari, il Leicester inevitabilmente cala e in due giri d’orologio subisce la doppietta di Fabregas. Il Chelsea passa il turno, ma non solo: ritrova la vittoria e il buon umore, che servirà tantissimo nel derby di sabato all’Emirates Stadium contro l’Arsenal, vittorioso intanto per 4-0 contro il Nottingham Forest. Il Leicester cade nuovamente dopo 2 vittorie consecutive, ma i segnali positivi sono evidenti: ovviamente nessuno si aspetta che le Foxes possano ripetere la favola dell’anno scorso, ma il gioco e la voglia di mettersi in mostra, sbandierate orgogliosamente da Okazaki, sono intatte.

di Ciro De Vito



As featured on NewsNow: Calcio news