“Day and night”. Slaven Bilic non pensa ad altro che ad una soluzione per la crisi del suo West Ham. Un inizio di stagione insonne per il tecnico croato che, dopo sei giornate di Premier League ha raccolto soltanto tre punti.

La “Gameweek 6” ha portato all’Olympic Stadium il Southampton di Claude Puel. Se i padroni di casa sono in piena crisi, i Saints stanno cominciando a macinare ed a detta degli stessi giocatori la squadra sta assimilando e mettendo in pratica i dettami del francese. I problemi del West Ham, sebbene possa sembrare riduttivo, trovano una grossa spiegazione negli infortuni: tra gli altri, Bilic ancora non può contare su gente come Carrol, Cresswell ed Ayew, l’acquisto più esoso dell’ultima sessione di mercato. Il risultato è Simone Zaza titolare e due esterni difensivi a dir poco “adattati” come Nordtveit ed Arbeloa, per affrontare l’insidiosa sfida con il club del Sud Est inglese.

Il 4-3-3 disegnato da Puel, permette ad i suoi un fraseggio fluido, non molto efficace, ma sufficiente ad imbrigliare le poche soluzioni offensive dei padroni di casa, spesso costretti al lancio lungo verso Michail Antonio. L’inglese è sicuramente una delle poche liete nuove dell’organico del West Ham. Con i suoi colpi di testa ha segnato cinque dei sette gol totali messi a referto dagli Hammers, per questo è così cercato dai compagni, spesso anche molto lontano dall’area di rigore. A Dimitri Payet e Lanzini è affidato il compito di creare gioco, ma sin dai primi minuti sembra tutto molto prevedibile e gli ospiti ne approfittano dominando il possesso palla e bruciando le fasce. Soprattutto a sinistra, dalla parte di Ryan Bertrand, i Saints riescono a combinare con efficacia, come accaduto in occasione della prima rete.

Una circolazione di palla nella propria tre quarti apparentemente sterile, ha visto scappare proprio Bertrand alle spalle di Nordtveit e cercare in mezzo Charlie Austin. Quando si era al 40’ del primo tempo, il bomber dei biancorossi ha trafitto Adriàn con un bel diagonale rasoterra. Soliti problemi per il West Ham: debolezza difensiva e poca capacità di reagire. Bilic e tutto l’Olympic Stadium sono arrivati al duplice fischio con poche certezze, tantissime preoccupazioni ed un avversario in ottima forma. La spinta che ha garantito Nathan Redmond nella prima frazione, è sintomo di un’ottima gestione del match da parte della squadra di Puel.

Anche dopo l’inizio del secondo tempo, la difesa del Southampton sembrava un muro. La coppia formata da Jose Fonte e Van Dijk annichiliva del tutto Antonio e Zaza, mentre mancava sensibilmente il movimento tra le linee dei trequartisti Claret and Blue. Il cambio Lanzini – Feghouli non ha dato praticamente nulla di nuovo agli Irons, realmente bloccati fino all’ora di gioco.

Al primo tentativo di reazione del West Ham ha risposto il 2-0 degli ospiti con Dusan Tadic, dopo un clamoroso errore in ripartenza di Kouyate. “Game set and match” direbbero nel tennis: col passare dei minuti si andava concretizzando la quarta sconfitta consecutiva per gli uomini di Slaven Bilic. Ci si aspettava molto da Simone Zaza, ma l’attaccante azzurro può al massimo recriminare per un rigore non concesso ai suoi a venti dalla fine. Per il resto, è molto difficile che uno come lui possa incidere nel momento in cui non c’è una solida costruzione di manovra.

Mentre il West Ham franava nella sua sempre più profonda crisi, il Southampton ha trovato anche il 3-0 con Ward-Prowse, classe ’94 ed ottimo prodotto del vivaio Saints. Si tratta della quarta vittoria consecutiva senza prendere gol, tra campionato e coppe: Puel comincia a conoscere i suoi e loro cominciano a vedere i frutti del lavoro.

Per Bilic invece, è probabile che le notti insonni siano destinate a continuare. Bisogna capire quanto effettivamente incidano le assenze sugli evidenti problemi di gioco e risultati degli Hammers, certamente però gli obiettivi pre-stagionali erano altri. Mai nella sua storia il club londinese ha avuto un inizio peggiore in Premier League: che sia l’abbandono di Boleyn Ground o le assenze eccellenti, è bene che arrivi presto una scossa, anche per ridare il sonno al tecnico croato.

 

 



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