Nel maggio scorso, l’ultima volta che Swansea e Liverpool si erano affrontati al Liberty Stadium, i padroni di casa avevano ottenuto un’ottima vittoria, forti di una salvezza già acquisita grazie al lavoro di Francesco Guidolin.

Sei mesi dopo però, le cose sono decisamente cambiate. I gallesi stanno vivendo il peggior inizio della loro storia in Premier League e la posizione del tecnico italiano è costantemente messa in dubbio dalle esitazioni della società. Quel 3-1 ottenuto contro i Reds si attesta ancora come ultima vittoria casalinga in campionato e, verosimilmente, era difficile immaginare che si potesse ripetere contro il Liverpool di oggi.

L’undici di Klopp arriva da tre vittorie consecutive e, oltre ad essere la squadra che ha segnato più gol nel 2016, sta consolidando la propria identità e consapevolezza. Guidolin dunque, è sempre alla ricerca di punti o almeno di una buona prestazione per mantenere il posto in panchina. La sua prima scelta è quella di schierare Borja Bastòn titolare al posto di Llorente, come punta del 4-2-3-1. Nessuna novità sostanziale per il Liverpool che insiste sul tridente “di movimento” composto da Firmino, Coutinho e Manè.

Lo svolgersi della partita dà sin dall’inizio una facile chiave di lettura: gli Swans sono messi in campo molto bene e chiudono gli spazi agli ospiti, impedendo di creare gioco. Dopo otto minuti arriva addirittura il vantaggio, grazie alla quarta rete in campionato di Leroy Fer, servito da una sponda di Borja. Complici i tanti errori di Henderson e compagni, lo Swansea è addirittura padrone del rettangolo verde.

A mente fredda però, è difficile immaginare come gli uomini di Guidolin possano tenere un ritmo così alto per tutti i 90 minuti, senza soccombere agli attacchi del Liverpool, spesso innescati da Manè e Clyne sulla destra. Già a partire dalla mezz’ora infatti, i Reds cominciano a creare qualche varco in più, dando vita a quel dialogo tra le linee che rappresenta l’ossigeno dello splendido gioco messo in mostra nelle prime sei giornate di Premier League.

Nei primi minuti della seconda frazione, con la prima in archivio sul risultato di 1-0, Philippe Coutinho si è abbassato avvicinandosi ad Henderson, con l’intento di costruire dal basso la manovra. Proprio sugli sviluppi di una punizione battuta dal numero 10 con la maglia rossa, Roberto Firmino ha pareggiato con una precisa conclusione di testa. Quando l’orologio dell’arbitro Michael Oliver segnava 54 minuti, il risultato di 1-1 è sembrato evidenziare le prevedibili difficoltà dello Swansea, destinate a crescere col passare del tempo.

Borja Baston non ha mai visto arrivare dalle sue parti un pallone giocabile ma va evidenziata la sua prova di sacrificio, anche nel tentativo di abbassare i ritmi e di tenere in piedi il match. Pian piano però, i Reds prendevano campo: con maggiore calma e precisione hanno gestito la palla, mentre lo Swansea ha patito la poca qualità delle proprie riserve, soprattutto nei momenti decisivi. Da una sciocchezza difensiva di rara bruttezza da parte del subentrato Barrow è arrivato l’episodio che ha provocato il penalty decisivo.

James Milner, mandato sul dischetto all’84esimo per un fallo di Angel Rangel su Firmino, ha fissato il risultato sul 2-1 per i Reds. Nei minuti finali poi, gli ospiti hanno continuato a creare legittimando la propria vittoria, mentre lo Swansea ha sprecato una clamorosa occasione con Van Der Hoorn, lasciato solo nell’area piccola ma capace solo di mettere a lato.

Il Liverpool vince ancora, stavolta dimostrando di sapere soffrire e gestire la partita. La squadra di Klopp sta acquisendo una maturità che non può passare inosservata: anche nei momenti in cui gli avversari sembrano essere in controllo, i Reds aspettano il momento giusto e riescono a girare le sorti delle partite. Di nuovo a secco invece lo Swansea. Se però l’obiettivo al Liberty Stadium era la prestazione, Guidolin ed i suoi non possono che ritenersi soddisfatti. Per buona parte della prima frazione sono stati in controlli del match, mettendo sotto un avversario di caratura del tutto superiore. Il tecnico italiano sta vedendo i primi frutti del suo duro lavoro e spera probabilmente che lo faccia anche la società, senza continuare a destabilizzarlo ed a rendergli il compito più difficile di quanto già non sia.



As featured on NewsNow: Calcio news