Quando i soldi non sono tutto nella vita, d’ora in poi si potrà dire di essere come l’Huddersfield Town. La squadra con il budget più basso di tutta la Championship, il cui più oneroso acquisto, il difensore Schindler, è stato prelevato per 1.8 milioni dal Monaco 1860, batte il ben più favorito Reading di Staam e guadagna l’accesso in Premier League che mancava da quando la prima divisione inglese ancora non aveva cambiato nome. Lo fa guidata da un allenatore, David Wagner, che ha rifiutato il ben più ricco progetto dell’Aston Villa per sposare la causa dei Terriers e, con il senno di poi, non si può dire che abbia fatto male, visto anche il pessimo campionato dei Villans.
Lo fa trascinata da Aaron Mooy, australiano in prestito dal Manchester City, su cui Guardiola ha già messo gli occhi e sul portiere Ward, in prestito dal Liverpool dell’amico fraterno di Wagner, Jurgen Kloop.

LA PARTITA

Nei 120′ regna la paura e la tensione, poichè la posta in gioco è alta sia sportivamente che economicamente (la promozione vale 170 milioni di sterline). Ai punti, l’Huddersfield meriterebbe il vantaggio nei primi 10′, nei quali costruisce due buone occasioni non sfruttate prima da Hefele e poi da Izzy Brown, di proprietà del Chelsea. Ai rigori, dopo l’extra-time, nei quali le due squadre accusano le quarantasei partite sulle spalle più i playoff, non succede praticamente nulla e si va ai calci di rigore, cosa che non succedeva in finale playoff di Championship dal 2002. Dopo il primo errore dell’Huddersfield, il vero protagonista diventa il portiere di Wagner, Ward, che prima guarda il tiro di Moore accarezzare la traversa e uscire, poi para il non perfetto rigore di Obita (classe ’93), portando in paradiso i Terriers. Per Staam e i suoi ragazzi resta il grande rammarico: “It’s possible to commit no mistakes and still lose”, diceva sir Patrick Stewart in una delle sue citazioni più famose. L’attore britannico, grandissimo tifoso dell’Huddersfield, ieri era in tribuna a gioire insieme a Dean Hoyle, proprietario della squadra del West Yorkshire che sull’ultimo errore dal dischetto è scoppiato in lacrime incredulo. Del resto, con il diciannovesimo posto dell’anno scorso, un budget così ridotto e una differenza reti in negativo, aspettarsi questo era quasi impossibile. Quella frase e quel tipo di atteggiamento dovrebbe usarlo anche Jaap Staam con i suoi, perchè davvero il Reading ha ben poco da rimproverarsi per questa stagione, e l’obiettivo deve essere subito quello di ripartire per tentare l’assalto alla massima divisione.

IL TRIONFO

In un Wembley gremito (più di 76 mila spettatori), il capitano Smith alza la coppa e porta il pensiero di tutti alla prossima stagione, che l’Huddersfield giocherà come ottava squadra più titolata tra quelle presenti in Premier League: questo fatto, tra l’altro, è stato ripreso dai tifosi dell’Arsenal per “trollare” i rivali del Tottenham, che hanno vinto appena due titoli, mentre i nuovi arrivati sono a tre, vinti negli anni ’20 uno dopo l’altro, tra il 1923 e il 1926



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