227– Tra Liverpool ed Everton è il 227esimo derby del Merseyside. Le due squadre, i cui stadi sono separati da un parco, questa volta si affrontano a Goodison Park, unico campo imbattuto in Premier insieme ad Anfield e White Hart Lane. Il Liverpool ha l’occasione di consolidarsi come seconda forza del campionato, restando a – 6 dallo scatenato Chelsea di Antonio Conte. L’Everton, in ripresa dopo un periodo non semplice, viene dalla bella vittoria contro l’Arsenal di Wenger e punta a confermare le cose positive fatte vedere nelle ultime settimane. Il modulo è lo stesso, quel 4-2-3-1 molto offensivo ma anche molto sostanzioso a centrocampo.

Intensità – Il filo conduttore di tutto il match. Le occasioni sono poche, gli attacchi sono paradossalmente sterili, ma la partita è comunque piacevole grazie alla sostanza di Wijnaldum, le giocate di qualità di Barkley ed Henderson.

Robles – Perché in una partita così chiusa, una giocata può fare la differenza. E il portiere dell’Everton, subentrato all’infortunato Stekelenburg, la partita all’81esimo l’avrebbe pure salvata: intervento fantastico, un riflesso su Firmino che sembrava davvero il simbolo di un match destinato a finire in parità a reti bianche. E invece..

94 – E invece proprio Robles è, involontariamente e indirettamente, protagonista della disfatta dei Toffees. Il recupero concesso da Mike Dean, infatti, è di otto minuti: le cause sono l’infortunio di Stekelenburg e la mini rissa scatenatasi al 68′, dopo un bruttissimo fallo di Barkley su Henderson (solo ammonito nell’occasione). E il gol vittoria, di quelli che pesano come un macigno, arriva a metà di questo maxi recupero: tiro di Sturridge, subentrato a Origi, palla che colpisce il palo e finisce nell’orbita di Mané, che arriva sulla respinta e fa esplodere Klopp e tutta la Liverpool che è Red nel cuore e nell’anima.



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