Come è stata la stagione del Liverpool?

Calcio inglese 5 maggio 2017 Leonardo Frenquelli


“La Premier League sarebbe difficile da vincere anche per Barcellona e Real Madrid. Non c’è nulla di certo e l’intensità è sempre altissima”.

Con queste parole, Jurgen Klopp ha riassunto quanto imparato nei primi 20 mesi trascorsi a Liverpool. 
La stagione scorsa è stata di rodaggio: ottavo posto in campionato e trionfo sfiorato in Europa League. I Reds sono stati sconfitti soltanto in finale dal Siviglia ma il 4-3 di Anfield contro il Borussia Dortmund in semifinale, oltre ad essere un match da antologia, ha forse dato una scintilla particolare. Forse in quel momento Klopp ha capito di essere sulla strada giusta per ottenere il “suo” Liverpool. Il gegen pressing adattato all’Inghilterra, fatto di movimenti senza palla e collaborazione collettiva.
Ci si aspettava questo dunque, una conferma e dei miglioramenti in Premier, vista l’assenza di impegni europei. Volendo tirare le somme della stagione 2016/17, giunta a tre giornate dal termine, si potrebbe notare come effettivamente ci siano stati sensibili progressi. I nuovi innesti dal mercato, Sadio Manè su tutti, hanno saputo dare il loro apporto. A livello tattico, si è rivelato efficacissimo il tridente Coutinho, Manè, Firmino, con il brasiliano a fare il “falso 9”. Si sono cominciati a vedere degli automatismi importanti dal centrocampo in su: basti pensare che il Liverpool ha effettuato più passaggi in Premier League di ogni altra avversaria (oltre 16.000, con il 82% di successo), anche del City di Guardiola. Meccanismi del genere, sono fondamentali per sviluppare un calcio offensivo con l’intensità alla quale Klopp faceva riferimento. Prendendo anche in considerazione l’attuale posizione in classifica, in piena lotta per il terzo posto dopo il Chelsea quasi campione ed il Tottenham di nuovo secondo, si può tranquillamente parlare di una buona stagione, non eccezionale ma importante.
La sensazione però, è che manchi ancora decisamente qualcosa in grado di dare continuità al rendimento e di vincere un titolo. Sebbene l’obiettivo Champions League sia prossimo al raggiungimento, c’è stato un momento in cui i Reds sembravano davvero capaci di dire la loro per la lotta al titolo. Dopo il 6-1 rifilato al Watford il 6 novembre, vantavano il miglior attacco della lega ed il primo posto in classifica, anche se per una sola giornata. Il rendimento del tridente, unito alla straordinaria duttilità mostrata da giocatori come Adam Lallana, sembrava aver dato al Liverpool la dimensione che tutti si aspettano da un club del genere, anche prima del previsto. Poi è arrivato il 2017.

 

 

L’anno nuovo ha messo in luce tutti i problemi del club della Merseyside. Il gennaio da “Profondo Rosso” degli uomini di Klopp ha destabilizzato molte delle certezze maturate fino a quel momento e soprattutto allontanato i Reds dalle coppe e dalla lotta per il titolo. L’incertezza di cui ha parlato il tecnico sta tutta lì. Sta nel fatto di non perdere con le grandi e con le squadre che vogliono fare la partita, ma di uscire sconfitti dalle sfide con Swansea, Crystal Palace, Burnley e Hull City. Sta nel non saper sostituire gli uomini chiave in caso di infortunio o assenza, venendo a scoprire come il lavoro collettivo della squadra sia poi in realtà fortemente legato alla qualità dei singoli. Prendiamo ad esempio il periodo in cui Sadio Manè è partito per la Coppa d’Africa: il Liverpool ha vinto solo una delle 7 partite disputate senza di lui, attuale top scorer del club. Tanti problemi e critiche li ha scatenati anche il pacchetto arretrato, ritenuto spesso non all’altezza della competizione. Matip, Klavan, Lovren e gli altri hanno effettivamente un rendimento discontinuo, nonostante il loro allenatore li abbia costantemente sostenuti anche nelle conferenze stampa. I numeri però parlano chiaro e dimostrano come i Reds abbiano la peggior difesa delle “7 Sisters” di Premier e quindi ci sia probabilmente da lavorare per rinforzare organico e meccanismi in fase di non possesso.
Dopo il mese di crisi, non è più stata ritrovata la forma di inizio stagione. Basti pensare che è, non a caso, dalla vittoria all’Etihad del 31 dicembre 2016 che il Liverpool non vince tre match di fila, tra campionato e coppe. La soluzione però, vedendo come abbiano fortemente inciso infortuni ed assenze (prima Coutinho, poi Manè e Lallana), potrebbe semplicemente riguardare una questione di “panchina corta”. Una rosa più completa potrebbe essere la panacea in grado di ovviare all’intensità ed all’incertezza, portando il Liverpool a saper tenere il passo delle primissime. La società stessa sembra aver già evidenziato il problema e, dalle numerose voci di mercato, sembra chiaro come in estate saranno pronti ad investire per rinforzare tutti i settori.
Una piccola menzione la merita anche l’allargamento della “Main Stand” dello stadio di Anfield. Altri posti ed altra magia per un impianto che fa storia già da solo, pronto a spingere i suoi verso traguardi concreti e non più verso piazzamenti importanti o stagioni di transizione. In conclusione, si può dire che Klopp ed i suoi possano essere soddisfatti del lavoro fatto fino ad ora, ma senza sottovalutare quanto di negativo emerso nei momenti difficili. Il Liverpool dovrà ripartire da quegli aspetti, per tornare a vincere quel campionato che, come dice il tecnico tedesco, sarebbe difficile anche per Barcellona e Real Madrid.



As featured on NewsNow: Calcio news