Per anni Chris Kirkland, ora 36enne ragazzo di Leicester, ha vissuto il sogno di ogni bambino: quasi 200 presenze in Premier League, la maggior parte vissute con la maglia del Wigan, e addirittura la maglia della Nazionale inglese vestita per la prima ed unica volta nel 2006, subentrando a Paul Robinson nll’amichevole con la Grecia giocata il 16 agosto ad Old Trafford. Al culmine della propria carriera, dopo aver lasciato nel 2012 il Wigan  ed essere approdato allo Sheffield Wednesday, per Kirkland inizia la lotta con un avversario decisamente più duro di tutti gli attaccanti incontrati in Premier: la depressione.

“Per quattro anni mia moglie ha perso il marito e i miei figli non hanno avuto un padre. Ora questo mi fa male, e ciò che davvero mi ha fatto voltare pagina è stato il fatto che non volevo che i miei figli crescessero come orfani.”

“Io e mia moglie stiamo insieme da 18 anni, lei è straordinaria, una roccia, sapevo che avrei dovuto fare qualcosa altrimenti avrei potuto perderla, e questo non avrei mai potuto sopportarlo. Sono contento che nostra figlia abbia preso da lei”

Tutto iniziò quando Kirkland fu costretto a lasciare il Wigan: “Non ho avrei mai voluto lasciare Wigan. Amavo la città, amavo il club, è un posto piccolo adatto a me. Ho iniziato ad avere problemi di depressione nei primi viaggi a Sheffield, sono sempre stato un tipo casalingo, legato ai propri luoghi, la mia famiglia vive a Leicester mentre la famiglia di Leeona (la moglie, ndr) vive in Scozia, abbiamo sempre vissuto insieme. Quando ero lontano da casa soffrivo di attacchi di panico e ad andare subito in grossa difficoltà. Per fortuna i primi tempi giocavo, per cui per 90 minuti ero distratto da altro. Devo ringraziare Andy Rhodes, preparatore dei portiere del Wednesday, mi ha davvero aiutato. Per tre anni ho sofferto gli attacchi, alla fine me ne sono dovuto andare: loro volevano che restassi, ero sul punto di firmare, ero nella sede del club, vestito per allenarmi, in palestra, pronto per firmare e poi andare ad allenarmi, ma alla fine mi sono detto, non posso più andare avanti così”

Alla fine, Kirkland provò altre due esperienze in squadre vicino Wigan, il Preston North-End nel 2015 e il Bury nel 2016, collezionando appena cinque presenze con i Lilywhites e zero con il Bury, prima di smettere definitivamente per i problemi di depressione e rimanere definitivamente a Wigan. Infatti, al Bury Kirkland decise che il calcio non era più cosa per lui.

“Io e il club eravamo in Portogallo in pre-season. Mia moglie aveva un appuntamento all’ospedale, nulla di grave ma solitamente la prendevo come una scusa per tornare a casa dalla mia famiglia. Una notte, chiamai il mio allenatore dalla camera d’albergo, piangendo e pregandolo di lasciarmi andare a casa. Il manager e la società del Bury sono stati fantastici con me, mi hanno concesso due settimane per riflettere e alla fine, quando ho comunicato loro che non potevo continuare, hanno capito la situazione e mi hanno lasciato andare”

La depressione non è mai un problema da sottovalutare, soprattutto ad alti livelli quando i tifosi, afflitti da altri tipi di problemi, non vedono facilmente questo tipo di problemi. La chiosa finale di Chris è da brividi, e racchiude tutto quello che questo sfortunato ragazzo ha vissuto negli ultimi quattro anni:

“Quanto sono stato vicino dal diventare il nuovo Gary Speed?”