di Paolo Maioli.

Oggi è la seconda di Europa League: di verdetti non ce sono; di riflessioni, invece, se ne possono già fare. Una su tutte nei confronti dell’Arsenal, con i Gunners finiti in purgatorio dopo quasi venti anni di sola Champions. Una condanna arrivata dopo una scorsa stagione deludente, che ha portato comunque all’Emirates una FA CUP soffiata al Chelsea di Antonio Conte. A dire il vero, però, l’Arsenal in Coppa Uefa ci era già finito, passando dalla Champions. Era la stagione 1999-2000 e Wenger portò la squadra in finale contro il Galatasaray, poi vincitore. Ma cos’è mancato ai Gunners per finire tra le piccole? Le solite sconfitte inaspettate contro le outsider (quest’anno, contro lo Stoke, ne abbiamo visto un esempio) ed un mercato che ha regalato sì pedine importanti, ma non pedine fondamentali. Mancano, ancora, un centrale di difesa ed un centrocampista di rottura. Il 3-4-3 varato quest’anno – che sembra ormai una moda della Premier – rischia di saltare se non vi sono le coperture necessarie: Monreal è adattato, si muove anche abbastanza bene, ma non basta. Mentre Holding sembra ancora troppo acerbo. Tra i pro, invece, c’è l’avanzamento di Bellerin e Kolasinac a metà campo, di cui si sono visti i frutti nel 3-0 al Bournemouth. È un Arsenal che, però, manca di un “Kantè” a metà campo, dove sì, con Ramsey e Xhaka ci sono qualità, piedi e visione, ma nessuno si presta a fare il lavoro sporco.

La Champions, per i Gunners, nelle ultime 20 annate è stata una costante. E in generale (anche finali e semi nel carnet), meno che nell’ultimo anno – umiliati con due 5-1 dal Bayern – non hanno mai sfigurato. Con Wenger, per giunta, si sono portati a casa il record di 10 partite senza subire goal: era il 2005-2006, la difesa era costata 5 mln di euro (erano anche altri tempi per il mercato). Dunque l’Europa League – vista da molti, italiane in primis – come la coppa del nonno dovrebbe essere il trampolino. Ad oggi, come rosa, i Gunners non sono tra le prime quattro della Premier, ma sulla scia dell’esempio dello Utd possono entrare in Champions dall’entrata secondaria. E con un titolo in mano fare pure un po’ di paura. E visto il girone agevole – con Bate, Colonia e Stella Rossa – farebbero bene a prendere la palla al balzo.

Domani, a Borisov, la cannonata è d’obbligo.



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