“Tutta l’Europa ci guarderà per analizzarci, per ucciderci nel caso non dovessimo vincere o per dire quanto siamo forti se dovessimo vincere”

In questa frase, pronunciata ieri in conferenza stampa da Pep Guardiola, è racchiuso il momento del manager catalano e di tutto il Manchester City, che stasera all’Etihad ospita il Monaco nella gara d’andata valida per gli ottavi di finale di Champions League (qui le probabili formazioni). Una partita che si rivelerà molto più complicata rispetto ai sospiri di sollievo di dicembre, quando l’urna di Nyon aveva consegnato ai mancuniani un sorteggio che si sperava ben più benevolo. Invece i numeri dicono l’esatto contrario: il Monaco occupa attualmente il primo posto in Ligue 1, a +2 dal Paris Saint Germain che appena una settimana fa ha asfaltato per 4-0 i marziani del Barcellona, e soprattutto vanta il miglior attacco d’Europa davanti a Barcellona e Napoli, con 76 gol segnati in 26 partite, una media di 3 gol a partita in un campionato certo non ultra competitivo, ma molto difensivo in cui segnare non è cosa semplice. Già avevamo parlato del grande potenziale offensivo del club allenato da Jardim in un articolo di gennaio, con un Radamel Falcao tornato ai livelli di Oporto, mentre a centrocampo spiccano i due gioielli portoghesi Moutinho e Bernando Silva; in difesa fondamentale si è rivelato l’innesto di Kamil Glik, che ha dato sicurezza e fisicità in un reparto rimasto orfano di Abdennour, partito destinazione Valencia due estati fa.

La gara di stasera funge da viatico ad un ciclo davvero duro e intenso per i Citizens, messi a dura prova dal serio infortunio occorso al gioiellino brasiliano Gabriel Jesus che dovrà restare ai box per quasi due mesi e mezzo, con Aguero lontanissimo parente dell’attaccante fenomenale di qualche stagione fa forse a causa anche di un feeling mai sbocciato con l’ex tecnico blaugrana. Questo weekend infatti il City rimarrà a riposo visto che era in programma il derby di Manchester ma lo United sarà impegnato nella finale di League Cup a Wembley contro il Southampton, poi a marzo inizierà un ciclo ad alta tensione che vedrà i Citizens prima impegnati il primo marzo nel replay di FA Cup in casa contro l’Huddersfield – e guai a sottovalutare l’impegno dato che i Terriers, attualmente terzi in Championship e in grande forma, hanno messo in difficoltà il City nella gara d’andata nello Yorkshire terminata 0-0, e i giant-killing sono sempre dietro l’angolo -, poi appena quattro giorni dopo ci sarà la delicata trasferta di campionato a Sunderland contro una squadra alla disperata ricerca di punti salvezza e che storicamente ha sempre messo in grande difficoltà gli sky blues. Sei giorni più tardi all’Etihad arriverà lo Stoke City, avversaria sempre da prendere con le pinze dato che quest’anno in trasferta ha già fermato sul pari lo United ad Old Trafford (1-1) e messo in difficoltà il Chelsea a Stamford Bridge; tre giorni più tardi, mercoledì 16 marzo l’appuntamento che può valere la stagione, con la sfida di ritorno degli ottavi di Champions League al Louis II di Montecarlo. Infine, il 19 marzo, appena quattro giorni dopo la trasferta europea, all’Etihad giungerà ospite il Liverpool di Jurgen Klopp, in una partita fondamentale per capire le reali ambizioni di classifica di entrambe le squadre, reduci ora da periodi piuttosto magri di forma. Dopo la pausa per gli impegni delle nazionali nel weekend del 25-26, il 1 aprile altro appuntamento di fuoco con la trasferta in terra londinese all’Emirates Stadium, tana dell‘Arsenal, in quello che verosimilmente potrebbe essere uno degli ultimi big match di Arsene Wenger da manager dei Gunners, tre giorni più tardi nel turno infrasettimanale altra trasferta nella Capitale, stavolta i Cititzens faranno visita alla tana del leone del Chelsea, a Stamford Bridge sarà Guardiola contro Conte, un match che è già da segnare sul calendario. Dal Monaco al Chelsea, iniziano oggi 50 giorni di fuoco nella metà blu di Manchester…