di Simone Moscufo

Era maggio del 2014 quando Randy Lerner, proprietario dell’Aston Villa, mise in vendita il club partendo da una valutazione di base intorno alle 200 milioni di sterline. Da quel momento i Villans hanno iniziato a sperare: le prestazioni sul campo non erano mai state entusiasmanti, e le salvezze sono state conquistate sempre con il fiato in gola, tanto da urlare ad alta voce la cessione del club con cori e foglietti distribuiti allo stadio, con sopra scritto “Lerner Out”. Esattamente due anni dopo, il 18 maggio 2016, il 100 % del club viene venduto alla Recon Group, multinazionale di proprietà del cinese Tony Xia per una cifra che si aggira sugli 80 milioni di euro. Notizia che ha portato grande gioia e entusiasmo dalle parti di Birmingham, ma proprio in quel periodo ci si stava preparando probabilmente alla peggior notizia della storia dell’Aston Villa da quando è in Premier: la retrocessione, difficile da digerire dopo 28 anni di permanenza nella massima divisione inglese. Ecco allora che vedere la propria squadra passare nelle mani di miliardari è l’unico modo per essere ottimisti per la stagione che verrà, oltre alla solita passione e amore irrefrenabile che solo i supporters inglesi sanno trasmettere. Le intenzioni di Xia sono chiare fin dall’inizio: “Voglio la promozione in Premier League per poi riportare il calcio europeo al Villa Park, vincere la Champions League entro cinque anni e rendere l’Aston Villa il club più famoso in Cina”. Ecco allora la prima mossa: Roberto Di Matteo in panchina. Il neo-patron dei Villans era stato colpito dal curriculum del manager italiano e soprattutto di come sia riuscito col Chelsea a vincere la Champions League, così gli strappa un contratto da 35.000 sterline a settimana. Dopo l’ufficialità di Di Matteo, Xia ha confermato che il tecnico italiano avrà a disposizione 50 milioni di sterline (quasi 100 milioni di euro) per il mercato estivo, con i quali il club ha attuato le seguenti mosse:

Pierluigi Gollini (dall’Hellas Verona per 5 mln di euro);

Ross McCormack (dal Fulham per 14,5 mln di euro);

Jonathan Kodjia (dal Bristol City per 12,9 mln di euro);

James Chester (dal Wba per 9,3 mln di euro);

Aaron Tshibola (dal Reading per 5,9 mln di euro);

Mile Jedinak (dal Crystal Palace per 4,6 mln di euro);

Tommy Elphick (dal Bournemouth per 3,9 mln di euro);

Ritchie De Laet (dal Leicester per 2,3 mln di euro);

Albert Adomah (dal Middlesbrough, non è nota la cifra).

Un mercato di alto rango: i cinesi non si sono fatti attendere e hanno speso, e anche molto. E’ pur vero che comunque sono entrati tanti soldi da alcune cessioni eccellenti, inevitabili vista la retrocessione, quali Idrissa Gueye (8,5 mln), Ciaran Clark (6 mln) e Scott Sinclair (4,1 mln), ma la squadra resta tra le favorita anche dai bookmakers per la promozione in Premier. I risultati in campionato fino ad ora non sono molto soddisfacenti: 1 vittoria, 4 pareggi e 1 sconfitta, ma dalle parti di Villa Park si respira aria di ottimismo, e come non farlo, dopo tutto: avere un manager promettente, di alto livello e di scuola italiana quale Di Matteo, nonché una rosa che in questo momento se la potrebbe giocare con tutte le squadre della Championship e che potrà essere rinforzata durante il mercato di gennaio, è una base dalle solide fondamenta. In definitiva l’Aston Villa si appresta a vivere potenzialmente grandi periodi di gloria, forse finalmente i tifosi saranno, nell’arco di qualche anno, ripagati della loro infinita fedeltà, anche se a loro, alla fine, basta vedere le partite allo stadio e respirare l’aria di Villa Park.

Foto: birminghammail.co.uk

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