Arsenal contro Chelsea è sempre una partita interessante. All’Emirates Stadium è andato in scena l’ennesimo capitolo di una splendida rivalità tra le due società londinesi. Da una parte, i Gunners di Wenger e dall’altra i Blues di Conte, dopo che entrambe le squadre avevano accumulato dieci punti nelle prime cinque di campionato.

L’allenatore dei padroni di casa, reduci da tre vittorie consecutive, aveva parlato di una sfida potenzialmente molto equilibrata, avendo  negli occhi la volontà di interrompere una striscia di nove partite senza vittorie contro il Chelsea in campionato. Conte invece, si aspettava dai suoi una serie di conferme: l’ultima sconfitta rimediata contro il Liverpool era stata “edulcorata” dall’aver passato il turno in EFL Cup ai danni del Leicester. Ma al tecnico italiano serviva dell’altro, soprattutto era ancora alla ricerca di una stabilità difensiva che manca dall’inizio della sua avventura, pessima eredità lasciatagli dalle gestioni precedenti.

Schierate in campo, le due squadre si presentavano entrambe con un 4-2-3-1, con l’evidente intento di controllare il gioco e di fare la partita. Tutto ciò è risultato evidente sin dalle prime battute, con Santi Cazorla in cabina di regia per l’Arsenal e Cesc Fabregas, grande ex preferito ad Oscar per l’occasione, destinato a dare i ritmi alla manovra dei Blues. Sono bastati 11 minuti però, perché un gravissimo errore di Cahill potesse condizionare il match con degli effetti che si sono ben presto rivelati decisivi.

Uno sciagurato retropassaggio, è valso di fatto come assist per Alexis Sanchez che, solo davanti a Courtois, lo ha scavalcato con un tocco morbido e portato i Gunners avanti. Nel giro di due minuti l’Arsenal ha trovato il raddoppio e dato un’impronta indelebile al match. Il tap-in vincente di Theo Walcott, nato da una splendida azione corale dell’Arsenal, ha steso le certezze e gli schemi difensivi della squadra di Conte.

La prima frazione giocata dai padroni di casa è un manifesto del calcio di Wenger, fatto di classe e spettacolo e c’è da notare che in questa stagione è stato aggiunto qualcosa in più. Acquisito il doppio vantaggio infatti, l’Arsenal ha saputo controllare, concedere pochissimo e sfruttare la precisione e la velocità delle sue ripartenze. La prova di Iwobi, partito titolare e sempre più nelle grazie del tecnico alsaziano, ha entusiasmato positivamente per un’efficace movimento tra le linee della difesa degli ospiti.

Il Chelsea non è mai riuscito a rendersi pericoloso, se non con una conclusione di Willian terminata a lato (20’). Quando i Blues hanno provato a reagire, hanno necessariamente lasciato più spazio alle ripartenze avversarie, sempre pericolosissime quando in campo ci sono giocatori con la velocità di Walcott o la classe di Ozil. A cinque minuti dal termine del primo tempo, è stato proprio il tedesco a siglare il 3-0. Liberatosi nella propria metà campo, ha guidato un 2 contro 2 letale accompagnato da Sanchez che gli ha fornito l’assist per la sua seconda rete in questa Premier. La squadra di Wenger ha annichilito gli avversari: sfruttando le pecche ed i punti deboli del Chelsea, ha chiuso la partita in meno di un tempo, per la gioia dei presenti all’Emirates.

Al rientro dagli spogliatoi, il copione è stato lo stesso dei primi 45’. Controllo Arsenal e Chelsea imbabolato, povero di idee. Gli unici a provare a reagire sono stati Willian e Diego Costa ma Mustafi e Koscielny hanno garantito una solidità difensiva che raramente siamo abituati a vedere da parte dei Gunners, almeno negli ultimi anni. Al 69’, dopo aver rischiato di subire la quarta rete, Conte è passato al 4-2-4, cambiando Willian e Hazard al posto di Pedro e Batshuayi alla ricerca di una rimonta disperata. La squadra ospite però non ha mai risposto in maniera significativa.

Altra nota molto positiva, è la partita giocata da Hector Bellerin: corsa, sovrapposizioni e tantissima quantità. Ne è un esempio lo spettacolare recupero che lo spagnolo, nuovo obiettivo del City di Guardiola, ha effettuato ai danni di Pedro in una delle poche ripartenze pericolose del Chelsea nel secondo tempo. A sei dalla fine, Cech ha neutralizzato l’ultima chance per la sua ex squadra (nessun portier come lui nella storia dei Blues), mantenendo il risultato sul 3-0 definitivo.

Antonio Conte non perdeva due partite di fila in campionato da quando sedeva sulla panchina dell’Atalanta. Questo è solo uno dei tanti campanelli d’allarme per il tecnico italiano e per la sua squadra, ormai distante otto punti dalla corazzata Manchester City, in vetta alla classifica. Wenger ed i suoi invece, lasciano l’Emirates dopo una partita praticamente perfetta. Efficaci in attacco e concentrati in difesa, i Gunners volano in terza posizione grazie alla quarta vittoria consecutiva in Premier League.

 

 



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