Sarà l’anno dei tecnici italiani in Premier. Sono infatti 4 gli allenatori nostrani nel campionato di Sua Maestà. Ai già presenti Ranieri e Guidolin si sono aggiunti anche Conte e Mazzarri. Mai cosi tanti tecnici italiani erano stati presenti in maniera cosi numerosa in un campionato che non fosse la nostra serie A. Sicuramente la preparazione dei nostri allenatori è sempre stata apprezzata in giro per il mondo, ma negli ultimi anni tante grandi panchine vengono affidate a loro. Basti pensare che in poco tempo ci “siamo” seduti su panchine prestigiose come quella del Real Madrid, del Chelsea e del Bayern Monaco.

CLAUDIO RANIERI – Gli obiettivi dei 4 allenatori italiani in Premier sono sicuramente differenti, ma c’è un fattore in comune: creare un progetto vincente. Ranieri ha già iniziato, alla grande, lo scorso anno conquistando una Premier miracolosa e ovviamente inaspettata, con un gioco semplice ma efficace che sfruttava al meglio le caratteristiche dei suoi giocatori. Il vecchio gioco all’italiana denigrato da molti ha portato il tecnico romano a battere tecnici affermati come Mourinho, Klopp e Wenger. Dopo la trionfale stagione scorsa molti pensavano che il Leicester sarebbe andato dietro a grossi nomi, ma Ranieri ha smentito tutti scegliendo giocatori funzionali al suo progetto e rinnovando soprattutto ai migliori già presenti in rosa. Il rinnovo con le Foxes fa ben capire come Ranieri e la società abbiano un progetto a lungo termine, con la volontà di essere stabilmente tra le prime 7-8 del campionato. Dopo le prime tre giornate il Leicester si trova a 4 punti, frutto del pareggio interno con l’Arsenal e la vittoria con lo Swansea. Da dimenticare il debutto con sconfitta contro il neopromosso Hull.

FRANCESCO GUIDOLIN – Diverso sicuramente il discorso per lo Swansea di Guidolin. Arrivato l’anno scorso a campionato in corso e con la squadra in piena zona retrocessione, il tecnico veneto ha raggiunto una comoda salvezza meritandosi la conferma anche per questa stagione. Numerosi sono stati i suoi meriti, soprattutto quello di aver riportato tranquillità nell’ambiente e ridato fiducia a giocatori che sembravano un po’ smarriti. Per questa nuova stagione l’obiettivo è sempre quello di una comoda salvezza, anche se con gli ingaggi di Lorente e Borja Bastos i tifosi possono ambire a qualcosa di più. La maniacale attenzione per la fase difensiva e tanto possesso palla sono gli ingredienti principali di questo Swansea che vuole provare a stupire giocando un buon calcio. La stagione non è partita nel migliore dei modi con soli tre punti nelle prime tre giornate, ma visto il numero di cambiamenti serve un po’ di tempo a Guidolin per oleare i meccanismi.

ANTONIO CONTE – Al Chelsea sono convintissimi di aver fatto la miglior scelta possibile. Scegliere Antonio Conte per il nuovo corso dei Blues. Dopo la peggior annata dell’era Abramovich serviva una svolta e il tecnico di Lecce sta già dimostrando che i dirigenti non hanno sbagliato nel nominarlo manager. Dopo tre giornate il Chelsea è a punteggio pieno con 9 punti, 7 gol fatti e due subiti. Dopo aver provato nelle prime amichevoli il 3-5-2, Conte ha capito che non era il modulo più adatto per i suoi giocatori e ha virato verso il 4-2-3-1, ma sullo sfondo c’è quel modulo che a lui, da sempre, fa brillare gli occhi: il 4-2-4. Ha già un grandissimo merito in questo primo scorcio di stagione: ha ridato la gioia di giocare a Hazard e a Diego Costa (che in estate ha fatto di tutto per andare via). Una volta portati tutti, o quasi, i giocatori dalla sua parte, adesso il lavoro è più semplice. In campo si vede come seguano alla lettera le sue direttive: squadra aggressiva, organizzata, con tutti in campo che si aiutano. L’obiettivo neanche tanto nascosto è quello di vincere la Premier. E se tutti ci credono, come Conte, il sogno può avverarsi.

WALTER MAZZARRI – Dopo l’ottimo campionato sotto la guida di Quique Sanches Flores, il Watford di Pozzo ha deciso di affidare la panchina a uno dei tecnici italiani più navigati: Walter Mazzarri. Dopo la non fortunata esperienza interista, il tecnico livornese cercava una sfida intrigante, che gli facesse tornare la voglia di stare sul campo: la Premier è il posto adatto. Sta riscontrando problemi, visto il solo punto conquistato in tre giornate, ma ha già affrontato Arsenal e Chelsea. Il suo Watford gioca un calcio piacevole e aggressivo, con la solita organizzazione difensiva come punto cardine. Il pezzo forte della squadra è sicuramente la coppia d’attacco Ighalo-Deeney che l’anno scorso, con i suoi goals (tanti) ha contribuito alle fortune del team di Pozzo. Parecchi sono i nuovi arrivati in estate; ci vorrà del tempo per amalgamare il gruppo, ma siamo sicuri che anche questo tecnico italiano farà parlare di sé nel campionato più bello del mondo.



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