Santi Cazorla è pronto a ritornare in campo nel 2018 dopo aver vissuto un vero e proprio incubo per più di quattro anni: quasi un miracolo visto che ha rischiato seriamente l’amputazione del piede destro. Una ferita alla caviglia rimediata in un incontro del 2013 con la sua Nazionale e l’inizio di un vero e proprio calvario: da quell’infortunio lo spagnolo non si è mai ripreso del tutto. “Quando giocavo non avvertivo fastidio, ma a freddo il dolore era così forte da farmi piangere come un bambino” racconta a Marca. Nonostante i medici avessero espresso pareri negativi su un suo possibile recupero, Cazorla non si è arreso ed è tornato in campo nel 2016. Una soddisfazione di breve durata: la ferita, infatti, non riesce a cicatrizzarsi del tutto, riaprendosi continuamente ed infettandosi. Un anno fa il terribile responso del Dottor Sanchez: l’infezione aveva danneggiato l’osso, mangiando letteralmente 8 cm del suo tendine d’Achille.

In soli dodici mesi Cazorla si è sottoposto a ben otto operazioni: il 29 maggio scorso la ricostruzione definitiva del tendine. Per rimarginare definitivamente la ferita è stata necessaria l’asportazione di una porzione di pelle dal suo avambraccio sinistro. Proprio quella su cui era tatuato il nome di sua figlia. Tatuaggio rovinato, ma poco importa: quando Santi tornerà a calcare i campi da gioco una parte del merito sarà sicuramente anche della sua India.

 

 



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