Dalle piccole e strette spiagge artificiali dei colorati bar a ridosso dei moli ci si può fare un’idea della vastità del porto di Amburgo. Sorseggiando una birra fredda su una sedia a sdraio, sotto il pallido sole della città anseatica, si possono ammirare le enormi navi mercantili provenienti da tutto il mondo: Panama, Cina, Russia, Papua Nuova Guinea e chi più ne ha più ne metta. In questa atmosfera surreale, facile farsi suggestionare da salate storie portuali e marinare. Kyriakos Papadopoulos tuttavia non è arrivato ad Amburgo dal mare su una nave battente bandiera greca, ma semplicemente via terra, direttamente da Leverkusen dopo un breve scalo a Lipsia. Un percorso un po’ intricato, certo, un po’ come la carriera del giovane – sempre se, nell’universo calcistico odierno, un classe ’92 possa essere ancora qualificato come ‘giovane’ – difensore greco costellata da tante promesse quanto altrettanti infortuni che ne hanno rallentato la crescita.

Fatto sta che l’arrivo di Kyriakos nella città portuale per eccellenza potrebbe essere provvidenziale per le sorti del suo club più rappresentativo, l’HSV. In questa prima fase di stagione la squadra di Gisdol ha un po’ peccato di ‘spirito guerriero’, affidandosi, il più delle volte, alla voglia di farsi in quattro di Nicolai Müller che, quantomeno, è servita a mantenere l’Amburgo più o meno a galla sull’impervio mare della zona retrocessione. Si sa, la combattività spesso è direttamente proporzionale alla voglia di riscatto e se c’è un calciatore, in Bundesliga, dotato di ambedue le caratteristiche nello stesso tempo quello è proprio Papadopoulos, che dopo l’ennesima parentesi sfortunata della sua carriera in quel di Lipsia (anche qui, un infortunio ha condizionato pesantemente la sua avventura nell’Est) aveva bisogno di rimettersi in gioco in un club che, a sua volta, aveva urgenza di schierare uno spirito da oplita a guidare la sua difesa.

Detto, fatto: il 24enne di Katerini una volta sbarcato al Volksparkstadion si è impossessato della maglia numero 9, cosa non usuale per un difensore ma in un certo senso profetica: alla prima da titolare in casa, il greco ha siglato il gol vittoria contro la squadra detentrice del suo cartellino, il Bayer Leverkusen, pesante come i tre punti che rimettono ufficialmente in corsa l’Amburgo nella disperata gara alla salvezza. Confermandosi, ancora una volta, vero e proprio difensore-bomber: dovunque sia stato, l’ex-Olympiakos ha infatti timbrato sempre il cartellino, se si esclude l’opaca parentesi di Lipsia. Gol, per altro, tutti decisivi, almeno in Bundesliga: le sue 6 marcature complessive, infatti, hanno sempre permesso alle sue squadre di tornare a casa col bottino pieno. L’ultimo sigillo era datato aprile 2015, complice il vortice di infortuni in cui il talento ellenico è poi stato risucchiato. Ma ora, dopo l’operazione al ginocchio, il peggio sembra essere passato. Kyriakos e l’Amburgo alzano gli scudi e tornano a combattere.

 

 



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