TUCHEL, CAVIALE E CHAMPAGNE – Contropiedi micidiali, geometrie geniali ed efficaci, cinismo spietato, qualità e tecnica in tutti e reparti: il Borussia Dortmund di Thomas Tuchel è una squadra che sta facendo letteralmente innamorare il pubblico calcistico internazionale, con buona pace delle avversarie che poco possono fare per arginare l’impeto furioso dei ‘Die Schwarzgelben’. I 17 gol nelle ultime tre partite, tra Champions e Bundesliga, rappresentano un dato impressionante, ma che esplica in maniera viscerale la straordinaria potenzialità offensiva della banda di Tuchel. Dove c’è uno spazio, un corridoio, un lembo di campo dimenticato a sé stesso, i nerogialli vi si immergono come un’onda impetuosa che devasta ogni tattica, che squarcia in due qualsiasi cerniera difensiva che le si oppone. La vittima di turno, in questa quarta giornata giocata in infrasettimanale, è nientemeno che il Wolfsburg di Dieter Hecking, non l’ultima arrivata sulla giostra. Nella fredda serata della Volkswagen Arena il fragile equilibrio è durato per pochi, brevi istanti: è bastato un pallone filtrante dell’illuminato Marc Bartra a mandare in frantumi gli schemi dei Lupi, che si vedono beffare da un reattivo Guerreiro – Tuchel, per non stravolgere le gerarchie di fascia, l’ha posizionato nella trequarti sinistra del campo, nel quartetto offensivo che dà supporto all’unica punta dell’undici nerogiallo – quando ancora deve scoccare il quarto minuto di gioco. Successivamente Bartra, infortunatosi, deve lasciar spazio al giovane Matthias Ginter, ma l’alchimia del Dortmund non viene stravolta, e anzi allo scoccare del 16’ Pierre Aubameyang buca ancora la rete dei padroni di casa sugli sviluppi di una rimessa laterale, mettendo l’alloro su una magistrale azione personale scoccando un delizioso tiro a giro che si infila alle spalle di Casteels. Dopo un primo tempo sottotono, Hecking decide saggiamente di immettere forze fresche in campo e ad inizio ripresa il Wolfsburg si rende in effetti pericoloso: Burki compie un mezzo miracolo parando una zampata di Mario Gomez sulla linea di porta, ma nulla può fare quando, al 53’, un’azione del duo Seguin – Didavi (guarda caso, proprio i due neo-entrati in campo) si conclude con la prima rete casalinga del match. La gioia dei Lupi, però, dura poco: Guerreiro si reinventa regista in mezzo al campo e serve un magico pallone per Gonzalo Castro – subentrato nel frattempo a Christian Pulisic – che smarca saggiamente Ousmane Dembelé il quale, finalmente, sigla la sua prima rete in campionato per i gialloneri. Pochi minuti più tardi, al 62’, è ancora Gonzalo Castro, dopo una bella sgroppata di Sokratis che scardina ogni equilibrio tattico del Wofsburg, a servire a Aubameyang la palla dell’1-4, mentre Piszczek chiude definitivamente i conti del gioco al 73’, colpendo di testa e battendo per la quinta volta Casteels su assist di Guerreiro. Semplicemente devastanti. Da segnalare, nella meravigliosa vittoria per 1-5 alla Volkswagen Arena, la bella prestazione di un monumentale Julian Weigl, un giocatore che, a soli 21 anni, incarna già uno straordinario mix di qualità e concretezza.

BENE FRIBURGO, EINTRACHT A 9 PUNTI – E’ un Eintracht che sembra avere una marcia in più, quello targato 2016/17. La squadra di Niko Kovac espugna infatti il campo dell’Ingolstadt con un secco 0-2, portandosi a quota 9 punti dopo sole quattro gare. Per intenderci, gli stessi del Borussia Dortmund, in attesa dello scontro al vertice tra Bayern ed Hertha di questa sera. Il primo gol arriva allo scadere del primo tempo ed è tutto a stampo sudamericano: ci pensa infatti il difensore argentino Abraham a sbloccare le marcature, sfruttando al meglio l’assist del messicano Marco Fabian. Nella ripresa, ci vogliono semplicemente cinque minuti al terzino sinistro Oczikpa per firmare il raddoppio. Un inizio stagionale, tuttavia, che non rende giustizia agli Schanzer padroni di casa, che fin qui hanno incontrato solo squadre di alta caratura (Amburgo, Hertha, Bayern e, appunto, Frankfurt), racimolando un solo punto ma mettendo in campo buone idee e un gioco propositivo. Vince anche il Friburgo, che si scrolla di dosso la pesante sconfitta in quel di Colonia battendo nella spettacolare cornice casalinga del Schwarzwald Stadion, ai margini della Foresta Nera, l’Amburgo di Bruno Labbadia. 1-0 il risultato finale: l’autore del gol, Nils Petersen, deve tuttavia ringraziare la solita, illuminante giocata di Vincenzo Grifo, che porta i suoi compagni a quota 6 in classifica. Infine, termina con un pari per 1-1 la sfida tra Darmstadt e Hoffenheim: Andrej Kramaric trova la seconda marcatura stagionale ad inizio ripresa, ma i padroni di casa vengono fuori nei minuti finali di gioco trovando l’insperato pari, al 92’, che porta la firma di Denis Oliynyk, ucraino 29enne subentrato a Kleinheisler poco più di un quarto d’ora prima.

 

 

 



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